Presentazione del Coordinatore1

L’osservatorio “Europei”

Caratteristiche e ruolo della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea

La Presidenza del Consiglio dell’Unione europea è uno strumento di particolare efficacia per garantire la continuità dei lavori dell’organo di rappresentanza degli interessi degli Stati (in particolare dei loro governi) e, quindi, per garantire lo sviluppo coerente del processo d’integrazione in seno all’Unione.

Secondo quanto previsto dai Trattati attualmente in vigore (TUE e TFUE), la Presidenza delle varie formazioni del Consiglio, con l’eccezione della formazione “Affari esteri” e del Consiglio europeo, è assunta a turno dagli Stati membri ogni sei mesi, secondo un sistema di rotazione paritaria.

Gli Stati membri che esercitano la Presidenza collaborano tra di loro in gruppi di tre, il c.d. “trio”, secondo l’ordine dell’esercizio della Presidenza stabilito con la decisione del Consiglio 2007/5/CE a decorrere dal 1° gennaio 2007.

Il “trio” svolge un ruolo particolarmente significativo in quanto fissa gli obiettivi di lungo termine ed elabora un programma comune nel quale sono stabiliti i temi, le questioni e le strategie prioritarie che saranno affrontate e poste in essere dal Consiglio in un periodo di diciotto mesi. L’obiettivo legato alla stesura di un programma condiviso tra le tre Presidenze semestrali è quello di dare continuità ai lavori del Consiglio e favorire la cooperazione e lo scambio di competenze tra i tre Stati membri coinvolti. È sulla base di tale programma che ciascun Stato membro del “trio” stabilisce un proprio programma semestrale più approfondito e dettagliato.

A partire dal 1° luglio 2014 il “trio” è costituito dalle presidenze di Italia, Lettonia e Lussemburgo.

Sul piano generale, la Presidenza semestrale del Consiglio ha il compito di contribuire ad un fruttuoso svolgimento dei lavori dell’istituzione favorendo l’adozione della normativa dell’Unione in coerenza con l’agenda programmata, il corretto svolgimento delle procedure legislative e la cooperazione tra gli Stati membri, soprattutto lavorando alla ricerca di soluzioni di compromesso rispetto a eventuali contrasti.

Su un piano più specifico, spetta alla Presidenza, anzitutto, il compito di presiedere le diverse formazioni del Consiglio, le riunioni degli organi preparatori dell’attività del Consiglio, in particolare del COREPER, e le riunioni dei comitati e dei gruppi tematici. Inoltre, la Presidenza assicura il regolare svolgimento dei dibattiti e la corretta applicazione del regolamento e dei metodi di lavoro del Consiglio.

La Presidenza rappresenta il Consiglio nelle relazioni con le altre istituzioni dell’Unione, in particolare con la Commissione e il Parlamento europeo, specialmente per quanto concerne il dialogo necessario volto al raggiungimento di un accordo sulle iniziative legislative.

Come risulta evidente da quanto indicato, la Presidenza del Consiglio dell’Unione svolge un ruolo centrale nell’organizzazione del lavoro delle istituzioni dell’Unione, soprattutto per quanto concerne il processo decisionale politico e legislativo. In tal senso, la Presidenza del Consiglio dell’Unione non solo deve lavorare in stretto collegamento con il Presidente del Consiglio europeo e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza, ma soprattutto con il Parlamento europeo il cui ruolo di co-legislatore è stato ampiamente rafforzato a seguito dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona con l’estensione della procedura legislativa ordinaria (il sistema della co-decisione prevista dalla previgente normativa) alla gran parte delle politiche dell’Unione europea.

EUROPEI: Osservatorio Permanente dei Semestri di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea dell’Università degli Studi di Teramo”

Da quanto indicato in precedenza, risulta evidente l’importanza di una iniziativa che intende analizzare con puntualità e completezza, nonché in maniera permanente, i semestri di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea. L’osservazione sistematica delle attività dei semestri di Presidenza del Consiglio consente, infatti, di avere un quadro aggiornato delle iniziative condotte dall’Unione per sviluppare l’integrazione tra gli Stati membri. Ciò soprattutto per quanto concerne lo svolgimento e gli esiti dei procedimenti legislativi in un numero oramai particolarmente consistente di politiche nelle quali l’Unione detiene competenze che, sebbene diversificate (esclusive, concorrenti e di sostegno), comunque risultano di indubbia rilevanza e incidenza sulla sovranità degli Stati membri.

In estrema sintesi si può ben affermare che i semestri di Presidenza costituiscono un momento privilegiato per comprendere gli sviluppi effettivi dell’integrazione nell’Unione in tutti i settori nei quali la stessa interviene con politiche e azioni.

In conseguenza, l’obiettivo prioritario di “EUROPEI: Osservatorio Permanente dei Semestri di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea dell’Università degli Studi di Teramoè la raccolta e la diffusione di notizie, informazioni, documentazione e normative relative alle attività delle istituzioni dell’Unione – in primo luogo il Consiglio dell’Unione e il Consiglio europeo, ma senza tralasciare la Commissione europea e il Parlamento Europeo, in considerazione del dialogo che coinvolge tutte le indicate istituzioni nel processo decisionale politico e normativo – unitamente alla redazione di rapporti, commenti e analisi di carattere sia generale sia settoriale, nonché dossier su specifici problemi.

Lo strumento di promozione di tale osservatorio è questa pagina web – www.europeiunite.eu – i cui contenuti saranno elaborati e gestiti da docenti, dottori e dottorandi di ricerca, assegnisti di ricerca e studenti senior dell’Università degli Studi di Teramo.

I destinatari di questa iniziativa sono molteplici. In primo luogo, le amministrazioni pubbliche territoriali, regionali e comunali, che possono avere a disposizione una fonte aggiornata in permanenza sugli sviluppi della complessiva attività dell’Unione europea, le cui ricadute territoriali non hanno bisogno di essere qui ricordate.

In secondo luogo, le rappresentanze del mondo economico e sociale che, in considerazione dell’impatto delle normative dell’Unione nei rispettivi settori d’intervento e interesse, possono trovare non solo un supporto normativo e di documentazione facilmente fruibile in quanto organizzato per politiche in corrispondenza alle diverse formazione del Consiglio dell’Unione, ma anche commenti, approfondimenti e analisi realizzati da studiosi e specialisti.

In terzo luogo, il mondo dell’informazione nel suo complesso (carta stampata, testate online, reti televisive, etc.). Su questo punto è quasi superfluo sottolineare la scarsa attenzione, specialmente sul piano locale, offerta all’informazione sull’Unione europea e le sue attività, cui è necessario porre rimedio nella prospettiva di una partecipazione informata e attiva dei cittadini europei alla costruzione del futuro dell’Unione. L’Europa dei cittadini non può non passare anche attraverso una diffusa informazione sulle molteplici attività dell’Unione e sulle altrettante opportunità che quest’ultima può offrire.

In quarto luogo, sotto il profilo da ultimo indicato, EUROPEI si propone di essere uno strumento di lavoro anche per le scuole, di ordine e grado appropriati, per avvicinare sempre di più i giovani ai temi e ai problemi dell’integrazione nell’Unione.

Infine, l’Osservatorio si propone di divenire un punto di riferimento per l’attività di studio e di analisi di professori e ricercatori che operano in tutti i settori di attività dell’Unione.

L’Osservatorio è diretto da un “gruppo di coordinamento”, composto da alcuni docenti per lo più esperti di diritto dell’Unione europea, e si avvarrà dell’attività di un “gruppo di lavoro”, composto da studenti senior e dottorandi, dottori e assegnisti di ricerca selezionati per svolgere le attività necessarie, e di un “gruppo di consulenti”, composto da docenti esperti di specifici settori, ambiti e materie.

Il Programma del “trio” Italia, Lettonia, Lussemburgo per il periodo luglio 2014-giugno 2015

Come evidenziato in precedenza, il Programma comune del “trio” costituisce la cornice e il punto di riferimento rispetto al quale ciascuna delle tre Presidenze semestrali elabora il proprio programma di lavoro più dettagliato. Considerata l’importanza che tale documento assume nell’orientare gli sviluppi dell’integrazione, esso viene preparato con il Presidente del Consiglio Affari esteri e in stretta cooperazione con la Commissione e il Presidente del Consiglio europeo.

Il Programma comune del “trio” Italia, Lettonia, Lussemburgo, relativo al periodo luglio 2014-dicembre 2015, è stato pubblicato il 17 giugno 2014 (Council of the European Union, The future Italian, Latvian, and Luxembourg Presidencies, 10948/1/14 REV 1). Si tratta di un documento particolarmente corposo (103 pagine) diviso in due parti: la prima contiene la cornice strategica del Programma, collocato in un ampio contesto e, conseguentemente, individua gli obiettivi di lungo termine per tutto l’arco delle tre Presidenze; la seconda parte costituisce il Programma operativo vero e proprio e indica le diverse questioni che nel corso dei 18 mesi saranno affrontate.

Tralasciando gli aspetti operativi del Programma che saranno il punto di riferimento dell’attività dell’Osservatorio nei prossimi mesi, conviene mettere in evidenza gli aspetti essenziali della cornice strategica in quanto offrono una chiara indicazione delle priorità dell’azione dell’Unione.

Prima di ogni altra cosa conviene, comunque, sottolineare le peculiarità del contesto nel quale le tre Presidenze svolgeranno la loro attività caratterizzato dal passaggio da un ciclo legislativo all’altro e, quindi, dal rinnovo di istituzioni e cariche di indubbia rilevanza (Parlamento europeo, Commissione, Presidente del Consiglio europeo, Alto rappresentante). Il rinnovamento del quadro istituzionale e la ripresa del suo normale funzionamento consentirà all’Unione di assumere le iniziative politiche, economiche e sociali necessarie per fronteggiare la perdurante crisi economica e finanziaria.

È rispetto a tale contesto che vengono indicate le priorità dell’azione dell’Unione nei prossimi 18 mesi. Senza avere la pretesa di fornire un quadro esaustivo, vanno anzitutto segnalate le iniziative volte alla creazione di lavoro e per la lotta contro l’esclusione e la povertà, con un’attenzione particolare alla mobilità, al dialogo sociale, al lavoro di qualità, alla riforma strutturale dei mercati del lavoro, agli investimenti in capitale umano attraverso l’istruzione e la formazione professionale. Strettamente collegati a ciò il monitoraggio dei sistemi di protezione sociale e lo sviluppo di politiche del settore in grado di garantire efficienza e sostenibilità ai sistemi di assistenza e pensionistici.

Una sicura priorità verrà data anche alla stabilità finanziaria dell’area euro, approfondendo e rafforzando l’Unione economica e monetaria attraverso le linee di intervento decise dai capi di Stato e di Governo nel dicembre 2012 e attuando l’Unione bancaria.

L’avvio del nuovo ciclo legislativo rappresenta, inoltre, un’opportunità da non perdere per dare impulso al completamento del mercato unico attraverso la finalizzazione di tutte le proposte ancora pendenti. In tale contesto un’attenzione particolare viene riservata alla realizzazione dell’Agenda digitale in quanto strumento di assoluto rilievo per la modernizzazione dell’economia e degli ambienti di lavoro nell’Unione.

La crescita economica, la competitività e il lavoro sono collegati al ruolo strategico della ricerca e dell’innovazione, che devono essere ulteriormente sviluppate attraverso significativi investimenti. In tale contesto, un contributo essenziale può essere offerto dal Programma Orizzonte 2020.

Anche la salute è tra le priorità dell’azione dell’Unione, con una particolare attenzione ai cambiamenti demografici, all’incremento delle malattie croniche, allo sviluppo di nuove tecnologie sanitarie, in linea con le indicazioni del Terzo programma dell’UE per la salute che copre il periodo 2014-2020.

Una efficiente politica per l’energia è considerata di particolare importanza per l’economia, la competitività, il clima e le relazioni esterne. Clima, energia e sostenibilità ambientale sono considerati ambiti tra loro strettamente connessi e che concorrono a stimolare la crescita economica e la competitività.

La sostenibilità di lungo termine dell’economia dell’Unione è, d’altra parte, ricollegata alla realizzazione di una moderna infrastruttura di trasporti. Un’Europa pienamente interconnessa necessita di investimenti che richiedono l’identificazione di nuove forme di partnership dei settori pubblico e privato e di strumenti finanziari innovativi.

Per quanto concerne gli sviluppi dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia – in attesa delle determinazioni del Consiglio europeo di giugno 2014 – il Programma fa riferimento a iniziative volte anzitutto a migliorare e rafforzare la gestione dei confini esterni nel pieno rispetto dei diritti fondamentali. In relazione a ciò le tre Presidenze concentreranno l’attenzione sul rafforzamento dell’acquis Schenghen, sullo sviluppo di nuove regole sul mutuo riconoscimento delle decisioni in materia di asilo e sulla creazione di un sistema europeo di controllo dei confini. In tale contesto si inserisce anche lo sviluppo della politica comune sull’immigrazione secondo linee strategiche che tengano conto della crescita economica sia dell’Unione sia degli Stati di origine secondo quanto previsto dal Policy Plan on Legal Migration del 2005. Sempre per quanto concerne lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, misure sono previste per EUROPOL (sicurezza interna) e Eurojust (area giudiziaria europea).

La politica di allargamento continua ad essere uno strumento fondamentale per promuovere la pace, la democrazia e la sicurezza in Europa. In tale prospettiva le tre Presidenze lavoreranno per favorire i negoziati di adesione dei Paesi dei Balcani occidentali e per rilanciare il negoziato con la Turchia. Coerente con tale prospettiva è altresì l’attuazione delle strategie macro-regionali, di recente arricchitesi con il lancio della Strategia dell’Unione europea per la regione adriatica e ionica (COM(2014) 357 fin.).

Nel campo delle relazioni esterne le attività proseguiranno lungo le linee del passato affrontando le sfide regionali e globali e promuovendo gli interessi e i valori dell’Unione. In tale contesto la politica di vicinato assume un ruolo specifico e l’impegno delle tre Presidenze è nel senso di continuare a sostenere le riforme nei paesi dell’Est e del Sud.

Il Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, luglio-dicembre 2014

L’Osservatorio dell’Università degli Studi di Teramo è inaugurato in concomitanza con l’avvio del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, nel periodo luglio-dicembre 2014. Non è superfluo sottolineare che per l’Italia si tratta di un’occasione di notevole rilievo per promuovere le proprie posizioni sul futuro dell’integrazione europea e per orientare le attività delle istituzioni dell’Unione. Tra l’altro in un contesto, per l’Unione, di sicure novità. Non va dimenticato, infatti, che l’Italia si troverà ad esercitare la sua Presidenza del Consiglio dell’Unione in concomitanza con l’insediamento del nuovo Parlamento europeo scaturito dalle elezioni che si sono svolte il 22-24 maggio 2014. A ciò si aggiunga anche il fatto che nel corso del semestre italiano dovrà essere eletta la nuova Commissione europea (il mandato di quella attuale scade a ottobre 2014) e dovranno anche essere rinnovate le cariche di Presidente del Consiglio europeo e di Alto rappresentante per la politica estera. In sostanza l’Italia si troverà ad esercitare le sue responsabilità di Presidente di turno del Consiglio dell’Unione in un contesto politico particolarmente delicato.

L’Italia ha promosso un ampio progetto di riflessione nella prospettiva del semestre di Presidenza del Consiglio UE, attraverso il Consiglio Italiano del Movimento Federalista. L’intento è stato quello di coinvolgere i molti e diversi attori interessati e renderli partecipi nella definizione delle priorità del programma di lavoro italiano nel contesto del programma comune del “trio” Italia, Lettonia e Lussemburgo.

Le iniziative condotte in tale contesto si sono sviluppate attraverso lo svolgimento di seminari e incontri che hanno riguardato le principali politiche dell’Unione dando luogo a un rapporto finale dal titolo “Verso il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea. Analisi e proposte”.

In aggiunta, considerazioni ulteriori su quelle che saranno le priorità del semestre di presidenza italiana possono trarsi dalla “Relazione programmatica annuale 2014” sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea. Al di là di quanto indicato in precedenza a proposito del Programma comune del “trio”, ciò che si ricava dalla Relazione è la centralità dei temi relativi alla crescita e all’occupazione, in linea con la volontà dell’Unione di fare della legislatura 2014-1019 la “legislatura della crescita”, secondo quanto stabilito nella Strategia Europa 2020.

Anche la politica industriale e il finanziamento delle PMI è indicata tra le priorità del Governo italiano ed è quindi facile supporre che saranno incoraggiate e sostenute tutte le iniziative volte alla crescita e al rinnovamento delle PMI.

La riforma della governance economica europea sarà un altro degli aspetti sui quali l’Italia indirizzerà i suoi sforzi volti a individuare gli strumenti di sostegno per le riforme strutturali degli Stati membri e per dare maggiore efficacia e equilibrio all’Unione economica e monetaria.

Infine, si possono ricordare le politiche UE che saranno oggetto di specifica considerazione nel Semestre:

Mercato interno e competitività, misure per mercato unico, concorrenza, imprese, ricerca, agenda digitale, energia, trasporti, agricoltura;

Politiche con valenza sociale, misure per coesione economica/sociale/territoriale, occupazione, integrazione, lotta alla povertà, ambiente, tutela della salute e dei consumatori, istruzione e formazione;

Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, misure per gli affari interni e in primo luogo nuove linee programmatiche post Programma di Stoccolma, migrazioni, lotta alla criminalità organizzata e all’infiltrazione nell’economia, conclusione del negoziato sull’istituzione della Procura europea, modifica di Eurojust;

Dimensione esterna dell’Unione, in ambito PESC misure per promuovere la democrazia e la stabilità nei Balcani e nel Mediterraneo, transizione democratica in Nord Africa, ampliamento delle relazioni con gli USA, rafforzamento del dialogo con Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Australia; in ambito PESD misure per sviluppare la capacità militare dell’UE, rafforzamento dell’industria europea della difesa;

Allargamento, incoraggiamento del processo di allargamento a nuovi Stati membri attraverso misure differenziate che riguardano Serbia, Kosovo, Albania, Montenegro, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Turchia.

PIETRO GARGIULO

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