L’Italia e la dimensione esterna dell’Ue nella Relazione programmatica 2019

Capitolo I – Politica estera e sicurezza comune 
La Politica estera e la sicurezza comune (PESC), così come la Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) saranno interessate dalla Brexit e dalla questione concernente l’assetto da dare alle future relazioni tra UE e Regno Unito. Il Governo italiano continuerà a garantire il proprio sostegno alla PESC, orientandola in senso conforme agli interessi nazionali, promuovendo l’approccio integrato, e continuando a sollecitare la ricerca di soluzioni strutturali al fenomeno migratorio soprattutto nell’area mediterranea, in collaborazione con i Paesi africani maggiormente interessati, come quelli delle regioni del Corno d’Africa, del Sahel e del Nord Africa. Continuerà ad avere rilievo prioritario anche il rafforzamento della posizione dell’UE sulla Libia, unitamente alla lotta al terrorismo e all’estremismo violento. Attenzione verrà rivolta all’intensificazione delle iniziative dell’Unione volte al rafforzamento del partenariato con i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, e alla promozione e alla tutela dei diritti umani, con particolare attenzione al Piano d’azione per i diritti umani e la democrazia 2015-2019, e alla riflessione su un nuovo Piano d’azione UE in materia. In ambito europeo, l’area dei Balcani continua ad essere di interesse strategico e il Governo proseguirà l’azione di sostegno al percorso di integrazione europea dei Paesi dell’area.

Capitolo II – Politica della difesa comune
Le iniziative per il rafforzamento della difesa europea continueranno ad essere sostenute dal Governo, in complementarietà con la NATO, con l’obiettivo di sviluppare capacità in grado di far fronte alle esigenze del territorio e dei cittadini europei. Verrà sostenuta la proposta di istituzione dello Strumento europeo per la pace (EPF), ritenendo che attraverso di esso si potranno superare le difficoltà di finanziamento delle attività militari. Relativamente alle operazioni/missioni PESC, il Governo ribadirà gli sforzi per aumentarne l’efficacia, seguendo il tradizionale approccio “concentrico”, che attribuisce elevata priorità alle crisi nei Paesi dell’area mediterranea, area nella quale sarà anche importante continuare a sostenere l’operazione EUNAVFOR MED SOPHIA, soprattutto per la formazione e l’addestramento della Guardia costiera libica.

Capitolo III – Allargamento dell’Unione
Il Consiglio europeo del 28 giugno 2018 ha ribadito il suo impegno a favore dell’allargamento dell’Unione e il Governo conferma il sostegno ai negoziati in corso, assicurando il suo sostegno a favore della trasformazione politica, economica e sociale nei Paesi candidati e potenziali candidati. Si intende inoltre assicurare un contributo all’attività dell’UE a favore della trasformazione politica, economica e sociale dei Balcani occidentali, intervenendo attraverso l’assistenza e il monitoraggio dei progressi tangibili in materia di stato di diritto e riforme socioeconomiche. Il dialogo tra UE e Turchia continuerà ad essere sostenuto, senza però nascondere la preoccupazione per il deterioramento della situazione dei diritti fondamentali nel Paese. L’allargamento verso i Balcani occidentali e la Turchia rappresenta uno strumento politico essenziale per il consolidamento della democrazia, della sicurezza e della stabilità politico-economica ai confini europei, in un’area cruciale del contesto storico attuale, sia per la crisi migratoria che per la perdurante instabilità. Il Governo intende inoltre proseguire l’opera di sostegno al percorso europeo di Serbia e Kosovo e alla progressiva normalizzazione delle loro relazioni bilaterali.

Capitolo IV – Politica di vicinato e strategia macroregionale 
Il Governo continuerà a sostenere la Politica europea di vicinato (PEV), contribuendo ad attuare la nuova PEV, che prevede il rafforzamento dei principi di differenziazione, inclusività e responsabilità congiunte, per assicurare il pieno coinvolgimento di tutti i partner, e contribuendo in maniera costruttiva a rendere l’azione rispondente ai nuovi scenari geopolitici e alle esigenze dei Paesi vicini.
Il vicinato meridionale
Muovendo dalla considerazione che dalla sponda meridionale del Mediterraneo provengono i principali rischi sistemici per l’Europa, sotto il profilo politico, economico, di sicurezza e migratorio, si continuerà a porre l’attenzione nell’area meridionale.
Il vicinato orientale
Rimane alta l’attenzione verso il Partenariato orientale (PO), in un’area che continua ad essere interessata dalla crisi ucraina e dalla problematica situazione moldava. Proseguirà il sostegno a Ucraina, Moldova e Georgia, e si incoraggeranno formule relazionali specifiche, soprattutto con Armenia e Azerbaijan, Paesi che non intendono o non sono in grado di impegnarsi in un percorso negoziale approfondito con l’UE.
Strategia macroregionale UE
Delle quattro Strategie macro-regionali dell’UE, l’Italia partecipa alla Strategia per la regione adriatico-ionica (EUSAIR) e per la regione Alpina (EUSALP). L’EUSAPL, lanciata nel 2016, mira al rafforzamento della cooperazione lungo l’arco alpino, della maggiore integrazione tra le aree montante e peri-montane, e alla promozione di progetti di sviluppo ecosostenibile. Nel 2018, l’Italia ha manifestato l’intenzione di assumere la presidenza della Strategia nel 2019, che sarà gestita dalla Regione Lombardia, di concerto con le altre Regioni e Province italiane coinvolte nella Strategia, combinando la dimensione statale e locale (sistema multilivello). L’EUSAIR si basa su quattro pilastri prioritari di intervento, ossia pesca e blue economy, interconnettività infrastrutturale ed energetica, ambiente e attrattività turistica e culturale. L’Italia, assieme alla Serbia, guida il pilastro relativo alla interconnetività infrastrutturale ed energetica. All’interno dei quattro pilastri sono stati individuati progetti di particolare rilievo e di interesse comune, alcuni dei quali hanno già trovato concreta attuazione. È volontà del Governo continuare a sostenere il processo di consolidamento di EUSAIR, foro privilegiato di dialogo e cooperazione, oltre che strumento di promozione di progetti macro-regionali volti a favorire lo sviluppo dei territori coinvolti, così come i rapporti politici ed economici tra gli Stati membri.

Capitolo V – Rapporti con i Paesi terzi e commercio internazionale 
Collaborazione con i Paesi terzi
L’Italia intende continuare a svolgere un ruolo propositivo per l’approfondimento delle relazioni transatlantiche, per rafforzare le sinergie tra UE e Stati Uniti e Canada dinanzi alle principali sfide globali. Nell’ambito delle relazioni UE-Russia, l’Italia intende riaffermare l’esigenza di un approccio strategico, che ponga l’accento sull’opportunità di sostenere la società civile russa e il settore privato, andando al di là dello strumento sanzionatorio. Il Governo manifesta la volontà di continuare a monitorare la corretta applicazione, da parte della Svizzera, delle nuove disposizioni sull’immigrazione, per evitare discriminazioni verso i cittadini italiani. Per quanto concerne i Paesi europei di ridotte dimensioni (ossia Repubblica di San Marino, Principato di Monaco e Principato di Andorra) è in corso un negoziato finalizzato alla progressiva integrazione, sostenuta con forza dal Governo italiano, di tali Paesi nel mercato interno europeo. Il Governo monitorerà, per quanto riguarda il continente asiatico, l’evolversi delle relazioni UE-Giappone a seguito della firma degli Accordi di partenariato politico ed economico, guardando anche al rafforzamento dei legami politici con i Paesi ASEAN. Si assicurerà pieno appoggio al consolidamento del partenariato strategico UE-Cina, attraverso la cooperazione rafforzata prevista dall’Agenda 2020. Nell’ambito delle relazioni tra UE e America Latina, il Governo continuerà a sostenere il negoziato relativo all’Accordo di associazione con i Paesi del MERCOSUR, perseguendo il raggiungimento di un’intesa ambiziosa e equilibrata, mentre con i Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico assicurerà il sostegno alle iniziative europee volte al rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione.
Accordi internazionali
Il Governo intende continuare ad assicurare la partecipazione ai negoziati relativi agli Accordi di libero scambio con i Paesi terzi, per tutelare gli interessi del sistema produttivo e commerciale italiano. Numerosi gli Accordi cui l’Italia ha aderito e dei quali monitora già l’attuazione, come il CETA, o di cui sta seguendo con attenzione i negoziati (si pensi all’accordo con i Paesi del MERCOSUR o con i Paesi dell’ASEAN). L’Italia continuerà a partecipare ai negoziati settoriali con Paesi terzi, sostenendo in particolare l’Accordo sugli investimenti e l’Accordo sulle indicazioni geografiche con la Cina.
Conflitti commerciali 
In relazione all’applicazione dei dazi da parte degli USA, l’Italia ha ribadito la necessità di mantenere aperto il dialogo UE-USA, con lo scopo di disinnescare una potenziale escalation commerciale di grave impatto per le nostre imprese e esportazioni. Dal settembre 2018 è operativo un Gruppo di lavoro UE-USA incaricato di delineare il perimetro di un accordo sull’eliminazione di misure daziarie, rilanciando la cooperazione commerciale. Il Governo intende monitorare lo sviluppo del dialogo bilaterale.

Capitolo VI – Cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario
L’Italia continuerà a confermare la centralità, rispetto all’agenda europea, delle priorità nazionali di politica estera, ossia il vicinato, la lotta alle cause profonde delle migrazioni, l’Africa – temi individuati come priorità dell’azione esterna europea anche dalla Commissione europea. In particolare, l’Italia continuerà a dedicare specifica attenzione al Fondo fiduciario d’emergenza dell’Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa. Per quanto concerne l’aiuto umanitario, il Governo proseguirà il dialogo con la Commissione per assicurare l’attuazione degli impegni al vertice umanitario mondiale di Istanbul del 2016, per rendere più efficace l’azione di soccorso umanitario, conformemente al “Grand Bargain” sottoscritto in quella sede.

Capitolo VII – Il Servizio Europeo di Azione Esterna
In ambito SEAE, nel quale l’Italia è lo Stato membro più rappresentato a livello apicale, proseguirà l’azione volta a consolidare e accrescere le posizioni acquisite nei gradi apicali del Servizio, cercando di aumentare la presenza di funzionari italiani anche in posizioni intermedie e auspicando la crescita della presenza femminile in posizioni di responsabilità.

Paola Costantini

Posted by Luigi D'Ettorre  |  Commenti disabilitati su L’Italia e la dimensione esterna dell’Ue nella Relazione programmatica 2019  |  in Ultime news

Comments are closed.