L’Italia di fronte ad alcune tra le principali politiche orizzontali e settoriali dell’Ue

– Orientamenti e priorità sulla politica di coesione post-2020 
Il 2 maggio 2018 la Commissione europea ha presentato la proposta per il Bilancio dell’UE. In esso sono previsti 330,6 miliardi di euro (prezzi 2018) per la coesione economica sociale e territoriale, di cui 38,6 saranno destinati all’Italia. La politica di coesione per il periodo di programmazione 2021-2027 sarà indirizzata verso cinque grandi priorità:
• un’Europa più intelligente, attraverso una trasformazione economica innovativa;
• più verde, quindi maggiormente attenta ad una crescita sostenibile;
• più connessa, con il potenziamento delle connessioni e della mobilità;
• più sociale, attraverso la piena attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali;
• più vicina ai cittadini, mediante la promozione di uno sviluppo integrato fra le zone urbane e rurali.
In particolare, nel corso del 2019, il Governo sarà impegnato nella revisione delle modalità di allocazione dei fondi di coesione, affinché tale meccanismo possa essere improntato a criteri di maggiore equità e proporzionalità, per non penalizzare l’Italia stessa.

– Attuazione della programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimenti UE

Al fine di evitare il disimpegno automatico delle risorse, il Governo proseguirà nell’attuazione della programmazione 2014‐2020, focalizzando l’attenzione sull’efficacia degli interventi e sulla verifica in itinere dei principali obiettivi da conseguire nel breve e medio periodo.

– Politiche sociali, lotta alla povertà e all’esclusione sociale
Risulta opportuno per il Governo profondere il massimo sforzo sul versante degli investimenti sociali e sulla “inclusività” della crescita. A tal fine, è prevista l’introduzione del Reddito di Cittadinanza che mira all’emancipazione dei soggetti beneficiari. L’implementazione delle misure di contrasto alla povertà sarà supportata dalle risorse comunitarie del Programma operativo nazionale “Inclusione” – Programmazione 2014/2020
Per quanto riguarda le misure a favore dei senza fissa dimora, saranno presentate proposte di intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta che prevederanno una dotazione finanziaria sia sul Fondo Sociale europeo, sia sul Fondo di aiuti europei agli indigenti.
Sarà data, inoltre, continuità alla proposta di un nuovo regolamento, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), quale strumento che interviene per offrire solidarietà e sostegno ai lavoratori espulsi dal lavoro.

– Politiche per la famiglia e le disabilità 
Gli interventi del Governo in tema di politiche familiari saranno selettivamente orientati al sostegno alla genitorialità e al rilancio della natalità, agendo a tal fine sul versante dei servizi e su quello delle prestazioni sociali.
Nell’ambito della disabilità, la Commissione europea ha adottato nel 2015 lo “Accessibility Act” al fine di rendere più accessibili beni e servizi alle persone con disabilità, attraverso l’introduzione di requisiti tesi a ravvicinare le normative nazionali in materia. Il Governo intende recepire le direttive europee predisponendo una revisione legislativa complessiva, anche mediante la redazione di un apposito Codice in tale settore.

– Politiche per le pari opportunità e l’emancipazione delle donne 
Il Governo, nel corso del 2019, proseguirà con azioni volte a ridisegnare l’organizzazione del lavoro e a sperimentare forme di impiego non penalizzanti per le donne, al fine di permettere alle stesse una maggior conciliazione fra lavoro e vita familiare. Il Governo è altresì consapevole che la scarsa rappresentatività delle donne nei settori della scienza e della ricerca, e soprattutto nelle posizioni decisionali, limita il potenziale europeo di ricerca e sviluppo e rappresenta un freno per le economie degli Stati membri.
L’Italia, nel corso del 2019 continuerà con l’attività di monitoraggio della corretta applicazione della normativa sull’equilibrio di genere nelle società controllate dalle pubbliche amministrazioni (introdotta con la legge n. 120/2011) e finalizzata alla promozione della presenza omogenea di donne e uomini negli organi di amministrazione e controllo.

– Politiche per la parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni 
Il Fondo sociale europeo stabilisce che la promozione dell’uguaglianza di genere, la non discriminazione e le pari opportunità contribuiscono al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale. In esso viene posto, tra le priorità di investimento, l’obiettivo di “Promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione”. È attribuito, pertanto, particolare rilievo al principio della condizionalità per cui, a garanzia dell’efficacia degli investimenti, il trasferimento di risorse viene regolato sulla base della presenza di una serie di precondizioni tra le quali la non discriminazione, l’uguaglianza di genere e la disabilità.
Ponendo particolare attenzione per la Strategia nazionale di inclusione di Rom, Sinti e Caminanti, il Governo continuerà la sua attività di coordinamento e monitoraggio anche rispetto all’utilizzo dei fondi europei specificamente allocati per l’integrazione delle popolazioni suddette.
Per quanto riguarda la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere, il Governo proseguirà nell’attuazione delle azioni a valere sul PON Inclusione FSE 2014/2020 per favorire l’inclusione socio-lavorativa delle persone appartenenti a gruppi vulnerabili, in particolare per le persone LGBT e Rom, Sinti e Caminanti.

– Politiche per l’istruzione e la formazione 
Nel corso dell’anno, le aree prioritarie di intervento riguarderanno il rafforzamento del ruolo e della qualità dell’istruzione e della formazione. Proseguirà l’impegno del Governo nella riduzione del livello di dispersione scolastica e nell’accrescimento delle persone in possesso di un titolo di istruzione superiore. Inoltre, sarà importante garantire un’istruzione di qualità agli studenti con fragilità ed ai gruppi svantaggiati per ridurre le disuguaglianze sociali e consentire il pieno sviluppo delle loro potenzialità. A tal proposito, si realizzeranno misure specifiche per garantire prestazioni e servizi scolastici più inclusivi, indirizzati ad assicurare il diritto allo studio agli studenti diversamente abili, con disturbi, difficoltà nell’apprendimento e/o in situazione di svantaggio sociale, economico, linguistico e culturale.
Il Governo italiano entrerà, poi, nel pieno delle attività che condurranno al nuovo Programma Erasmus, nel quale saranno previsti i seguenti obiettivi:
• il rafforzamento delle opportunità di mobilità, anche attraverso l’accrescimento della cooperazione tra Stati membri per il mutuo riconoscimento dei titoli;
• la sperimentazione di una Carta elettronica europea dello studente;
• la costruzione di Centri di Eccellenza per l’istruzione e la formazione professionale;
• Alleanze di Università europee.
– Politiche della gioventù
L’Unione europea ha elaborato una strategia per la Gioventù (periodo 2019-2027) basata su tre aree di azione: mobilitare, collegare e responsabilizzare i giovani, a cui corrispondono i seguenti obiettivi generali da raggiungere:
• favorire l’impegno civico dei giovani e la loro partecipazione attiva alla vita democratica;
• promuovere nuove opportunità di scambi e cooperazione;
• sostenere azioni innovative e di qualità, basate anche sul riconoscimento del ruolo dell’animazione socio-educativa.
Per il raggiungimento di tali obiettivi, il Governo, nel corso del 2019 lavorerà al fine di:
• consentire ai giovani di essere artefici della propria vita e di sviluppare le proprie;
• incoraggiare i giovani a diventare cittadini attivi e agenti di solidarietà;
• contribuire a prevenire l’esclusione sociale dei giovani;
• migliorare l’impatto delle decisioni politiche sui giovani attraverso il dialogo e affrontando le loro esigenze in tutti i settori.

– Politiche per lo sport 
Nell’ambito dello sport, Il Governo parteciperà alle azioni che saranno presentate nei Programmi delle Presidenze di turno UE per l’anno 2019. Contribuirà, altresì, al negoziato sul nuovo regolamento relativo al programma “Erasmus +” (2021-2027), volto a sostenere, come noto, anche nei prossimi anni, azioni relative al settore “sport”, prevedendo anche la realizzazione, per l’anno 2019, della “Settimana Europea dello Sport – EwoS”.

Andrea Turilli

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