Il 22 e il 23 maggio 2019 si è tenuto a Bruxelles il Consiglio Istruzione, gioventù, cultura e sport, presieduto da tre ministri della Romania, rispettivamente per la gioventù e gli sport, per l’istruzione nazionale e per la cultura e l’identità nazionale.

1. Gioventù
Il Consiglio ha adottato delle conclusioni sui giovani e il futuro del lavoro, espressione con la quale si indica l’evoluzione delle professioni nel medio-lungo termine. L’occupazione giovanile, che costituisce una priorità per l’UE, è stata riconosciuta come una delle maggiori sfide a livello sia europeo che mondiale, a causa della particolare vulnerabilità dei giovani alle fluttuazioni dell’economia. Le conclusioni si concentrano sulle specifiche difficoltà che i giovani incontrano nell’attuale contesto lavorativo, quali ad esempio la precarietà, la povertà nel lavoro e la mancanza di protezione sociale. I ministri hanno proposto una serie di misure per fronteggiare questi problemi come promuovere dei sistemi di istruzione e formazione flessibili e reattivi, favorire l’apprendimento permanente, assicurare una graduale transizione dalla scuola al lavoro e da un lavoro all’altro,e garantire a tutti i giovani la parità di accesso a posti di lavoro di qualità. Secondo i ministri, inoltre, l’UE dovrebbe sostenere la crescita personale e lo sviluppo dell’autonomia dei giovani, costruire la loro capacità di ripresa ed equipaggiarli con le necessarie risorse per partecipare alla società, in modo da contribuire a sradicare la povertà giovanile e promuovere l’inclusione sociale.
Il Consiglio ha adottato una decisione che stabilisce le linee guida sulla governance del Dialogo dell’UE con i giovani (EU Youth Dialogue, o EUYD). L’EUYD è un forum che consente la discussione fra i giovani e le organizzazioni giovanili, coinvolgendo anche decisori politici, esperti, ricercatori ed altri attori della società civile. Tale Dialogo è incentrato sulla riflessione circa le priorità della cooperazione europea nel campo della gioventù, ed è stato sviluppato in preparazione della Strategia dell’UE per la gioventù (EU Youth Strategy, o EUYS) 2019-2027. L’EUYD mira a concorrere al raggiungimento degli obiettivi dell’EUYS attraverso la promozione della partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa – avendo cura di garantire la presenza paritaria di giovani donne e uomini –, il rafforzamento delle competenze dei giovani sulla cittadinanza e del loro senso di appartenenza alla società e all’UE, l’impegno per incentivare il contributo dei giovani alla elaborazione delle politiche, e il sostegno alle politiche sulla gioventù a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.
Su impulso di due studenti romeni, il Consiglio ha tenuto un dibattito politico intitolato “I giovani come attori di democrazia nell’UE”. In tale contesto i ministri sono stati invitati ad esporre i loro punti di vista sulla questione riguardante quali siano le misure più efficaci che gli Stati membri e le istituzioni europee possono adottare per aumentare l’impegno politico e la partecipazione democratica dei giovani. I ministri hanno fornito vari esempi di metodi attraverso i quali favorire la partecipazione dei giovani alle elezioni. Tra questi vi sono: rafforzare il ruolo delle ONG, coinvolgere maggiormente i social media nei processi politici, valorizzare l’istruzione ai fini dello sviluppo del pensiero critico, aumentare la consapevolezza dei giovani sul fatto che partecipare alle elezioni ha un concreto impatto sulle loro vite.

2. Istruzione
Il Consiglio ha adottato una raccomandazione su un approccio globale all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue. In essa si chiede agli Stati membri di esaminare le possibili modalità per aiutare i giovani ad acquisire delle competenze in due lingue straniere oltre alla loro lingua madre, per facilitare la mobilità degli studenti in Europa. I ministri hanno poi adottato una raccomandazione sui sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, laddove con prima infanzia si indica il periodo compreso tra la nascita ed i 6 anni. Tale atto mira a sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per migliorare l’accessibilità e la qualità dei loro sistemi di educazione e cura della prima infanzia, e si pone in linea con l’obiettivo (4.2) di sviluppo sostenibile dell’Onu, il quale afferma che tutte le bambine e i bambini dovrebbero avere accesso entro il 2030 a forme di cura dello sviluppo della prima infanzia a ed una istruzione prescolare.
I ministri hanno adottato delle conclusioni sull’attuazione di una raccomandazione del Consiglio del novembre 2016 riguardante i percorsi di miglioramento delle competenze professionali degli adulti. Tale documento chiedeva un approccio strategico e coordinato per fornire opportunità di apprendimento agli adulti scarsamente qualificati dell’Unione, al fine di migliorare le loro competenze basiche o permettere loro di avanzare verso qualifiche più alte. Nel marzo 2019 la Commissione ha presentato un rapporto sull’attuazione di questa raccomandazione. Le conclusioni dei ministri costituiscono una risposta a tale rapporto; esse si rivolgono agli Stati membri affinché: formulino una strategia finalizzata a fornire delle competenze basiche agli adulti scarsamente qualificati; mettano in atto delle misure sostenibili e di lungo termine per la riqualificazione degli adulti; aumentino la consapevolezza dei datori di lavoro – specialmente delle piccole e medie imprese – circa l’importanza del miglioramento delle competenze dei lavoratori.
Il Consiglio ha tenuto un dibattito politico intitolato “Costruire il futuro dell’Europa: il contributo dell’istruzione e della formazione al rafforzamento della coesione sociale”. Lo scopo di tale strumento era di definire i passi concreti da intraprendere nella cooperazione europea su educazione e formazione al fine di creare uno Spazio europeo dell’istruzione entro il 2025, al contempo promuovendo una cultura dell’apprendimento e rafforzando la coesione sociale. Nel corso della discussione i ministri hanno affermato che i giovani hanno bisogno di acquisire la più ampia gamma possibile di competenze basiche in modo da essere preparati per le professioni che emergeranno nel prossimo futuro; è stata poi sottolineata l’importanza del riconoscimento reciproco dei diplomi in tutta l’UE e della necessità di rendere più efficace il programma Erasmus+; infine, la formazione continua è stata identificata come un modo per preparare le persone a fronteggiare i rapidi mutamenti del mercato del lavoro.

3. Cultura
Il Consiglio ha trattato il tema delle giovani generazioni creative. A tale riguardo, esso ha adottato delle conclusioni che riconoscono la necessità di assumere un approccio più strategico verso la partecipazione dei bambini e dei giovani alla cultura, anche attraverso lo sfruttamento delle tecnologie digitali, al fine di aumentare la loro creatività e il loro pensiero critico, e di sviluppare in essi quelle capacità che li preparino alla vita. I ministri hanno inoltre invitato gli Stati membri e la Commissione a occuparsi di cinque priorità: migliorare l’accesso alla cultura per i bambini e i giovani, compresi coloro che hanno meno opportunità; rafforzare la cooperazione intersettoriale, concentrandosi specialmente sulle sinergie tra cultura ed istruzione; favorire l’imprenditorialità giovanile nei settori culturali e creativi; facilitare l’emergere di nuovi giovani talenti; promuovere le competenze digitali e l’alfabetizzazione mediatica.
Il Consiglio ha riconosciuto la necessità di migliorare la circolazione transfrontaliera delle opere audiovisive europee, con particolare riferimento alle coproduzioni. A questo proposito è stato affermato che la diversità culturale e linguistica dell’Europa rappresenta un’importante risorsa per il settore audiovisivo europeo, e si è sottolineato che i contenuti audiovisivi, promuovendo la diversità e i valori europei condivisi, aumentano il senso di appartenenza ad un comune spazio culturale.
I ministri hanno poi tenuto un dibattito politico pubblico intitolato “Dal combattere la disinformazione al ricostruire la fiducia nei media dei cittadini europei”. I ministri hanno concordato che la sola azione a livello nazionale non è efficace contro la disinformazione, perciò è necessario un approccio olistico a livello europeo. Essi hanno poi identificato diverse misure finalizzate a contrastare la disinformazione: migliorare la qualità del giornalismo; incoraggiare la formazione dei giornalisti, il controllo dei fatti e l’approccio critico; aumentare l’alfabetizzazione mediatica e la consapevolezza pubblica sulla disinformazione.
Infine, la delegazione francese ha ragguagliato il Consiglio su un incontro trai ministri della cultura e degli affari europei, avvenuto il 3 maggio 2019 a seguito dell’incendio della cattedrale di Notre-Dame de Paris. I partecipanti a tale incontro hanno espresso l’intenzione di creare una rete europea di esperti del patrimonio culturale, pronta a fornire consiglio e supporto agli Stati membri in difficoltà.

4. Sport
Il Consiglio ha adottato una decisione sulla rappresentanza degli Stati membri dell’UE nel Consiglio di fondazione dell’Agenzia mondiale antidoping (World Anti-Doping Agency, o WADA). Tale decisione ricorda che tre seggi nel Consiglio di fondazione saranno assegnati a rappresentanti degli Stati membri. In particolare, due seggi saranno assegnati a due persone responsabili dello sport provenienti rispettivamente da uno degli Stati membri che formano l’attuale trio di presidenza, e da uno degli Stati membri che formeranno il futuro trio di presidenza; il terzo seggio sarà assegnato congiuntamente dagli Stati membri che si incontreranno nel Consiglio ad un esperto di livello governativo.
Il Consiglio ha inoltre adottato delle conclusioni sull’accesso allo sport da parte di persone con disabilità; lo scopo è quello di facilitare l’accesso agli sport di base per queste persone, in linea con l’obiettivo generale di promuovere l’inclusione sociale e con i principi della Convezione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Infine, i ministri hanno tenuto un dibattito politico pubblico sul tema “Aumentare la partecipazione allo sport dei bambini e dei giovani nell’Europa del 21esimo secolo”. L’interesse a praticare sport sta diminuendo nell’UE: un’indagine dell’Eurobarometro mostra che la non-partecipazione è aumentata di 7 punti percentuali dal 2009 al 2017, e quasi un quarto dei giovani europei di età compresa trai 15 e i 24 anni non è impegnato in alcun esercizio fisico. I ministri hanno pensato a vari modi per aumentare l’interesse dei giovani verso le attività sportive. In primo luogo, essi hanno concordato che è necessaria una adeguata infrastruttura, non solo nei siti sportivi, ma anche nei luoghi pubblici (strade, parchi, ecc.). In secondo luogo, poiché molti giovani lamentano la mancanza di tempo libero per fare sport, si è evidenziato che è importante sviluppare delle attività che si possano integrare nella vita di ogni giorno. Infine, il divertimento è stato identificato come un fattore che potrebbe incoraggiare bambini e ragazzi a dedicarsi allo sport.

5. Conclusioni
Il Consiglio UE del 22 e 23 maggio si è essenzialmente concentrato sull’attuale condizione e sulle potenzialità della gioventù europea. Esso ha infatti mostrato molta attenzione alle problematiche connesse all’occupazione giovanile, cercando di elaborare modi per garantire ai giovani l’inclusione lavorativa e sociale. I ministri hanno poi formulato strategie per assicurare ai giovani un’istruzione adeguata, per promuovere il loro accesso alla cultura e per incoraggiare la loro partecipazione alle attività sportive. Il Consiglio, infine, non ha mancato di focalizzarsi sul coinvolgimento dei giovani nella vita politica e nei processi democratici, una questione che si rivela di grande attualità, visto che nel 2019 in diversi Stati membri dell’UE si terranno una serie di elezioni a livello nazionale, regionale e municipale.

Maria Cristina Mandolese

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