Il Rapporto 2017 sulla partecipazione del Consiglio regionale dell’Abruzzo ai processi europei (parte 2)

1. La verifica del rispetto del principio di sussidiarietà. – Il Consiglio regionale dell’Abruzzo, nella sua attività di partecipazione alla formazione e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Ue, ha anche presentato delle osservazioni sulla proposta di direttiva (COM(2016) 821 final) finalizzata a modificare la direttiva 2006/123/CE (c.d. direttiva servizi) nella parte relativa alla procedura di notifica alla Commissione europea dei requisiti relativi all’accesso e all’esercizio delle attività dei servizi e a modificare il regolamento n. 1024/2012 riguardante la cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI). La finalità della proposta è quella di migliorare l’attuazione delle disposizioni europee vigenti in materia di attività di servizi e stabilire una procedura più efficace ed efficiente per prevenire l’adozione, da parte degli Stati membri, di regimi di autorizzazione o requisiti non conformi alla direttiva servizi. Intervento resosi necessario, a parere della Commissione, perché, come spiegato nella relazione d’accompagnamento della proposta, “[l]attuale procedura di notifica non sembra quindi avere contribuito in modo adeguato a una corretta e piena attuazione della direttiva servizi” (COM(2016) 821 final, p. 2), impedendo il dispiegarsi dell’effettivo potenziale economico di tale direttiva pari al 2,6% di crescita del PIL Ue (dato fermo allo 0,9%).

Con Risoluzione n. 11 del 22 febbraio 2017, la IV Commissione permanente del Consiglio regionale ha dapprima verificato la corretta base giuridica su cui è fondata la proposta e il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e dopo ha formulato delle osservazioni di merito. Di certo la più forte e interessante è quella per cui il Consiglio regionale abruzzese ha giudicato sproporzionato il controllo preventivo da parte della Commissione europea sulle normative interne, visto che l’art. 3 par. 3 della proposta stabilisce che i progetti di misura, ovvero i testi che si trovano ancora in fase preparatoria, devono essere notificati prima della loro adozione e quindi l’atto non potrà essere adottato dallo Stato membro oppure dovrà essere abrogato qualora il progetto di legge sia stato adottato in violazione della direttiva (ovvero, senza previa notifica). Tale previsione segna un’inversione di tendenza rispetto al testo vigente, dato che l’attuale art. 15, par. 7 della direttiva servizi stabilisce che la notifica non impedisce l’adozione della disposizione notificata. In altre parole, la Regione ha ravvisato il pericolo di un “aumento della limitazione della sovranità statale e della potestà legislativa statale soprattutto per quanto attiene la funzione di controllo preventivo esercitata da parte della Commissione europea”.

2. L’attuazione del diritto dell’Ue: la legge regionale europea 2017. – Il 1° agosto 2017 il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la nuova legge regionale europea (L.R. 30 agosto 2017, n. 44) volta ad adeguare l’ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Con questo nuovo strumento normativo l’Abruzzo conforma e aggiorna la propria legislazione all’ordinamento euro-unitario, in particolare per quanto riguarda le seguenti materie: principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, semplificazione e tutela della concorrenza, in materia di agenzie di viaggi e turismo e della professione di direttore tecnico e in materia di attività professionale di guida speleologica e riordino della Commissione d’esame per l’accertamento tecnico degli aspiranti all’esercizio della professione di guida speleologica in Abruzzo; disposizioni per l’attuazione del principio della tutela della concorrenza con riferimento all’Aeroporto d’Abruzzo; disposizioni per l’attuazione della normativa europea sugli aiuti di Stato in materia culturale (in attuazione di una serie di direttive e regolamenti Ue).

3. Le implicazioni con il diritto europeo dei progetti di legge regionale. – L’attività del Consiglio regionale dell’Abruzzo ha riguardato anche la valutazione di conformità dei progetti di legge regionale all’ordinamento dell’Ue. Visto il numero copioso di tali progetti è appena il caso di ricordarne alcuni come i progetti di legge regionale relativi a: misure a sostegno delle imprese e dell’occupazione sul territorio regionale e di contrasto alle delocalizzazioni produttive; istituzione dell’applicazione mobile “Abruzzo senza barriere”; misure a sostegno delle attività commerciali nei centri storici dei comuni abruzzesi per contrastare il fenomeno dello spopolamento; norme per la valorizzazione della ristorazione tradizionale e lo sviluppo di azioni di tutela delle culture enogastronomiche del territorio abruzzese; misure di sostegno alle piccole imprese operanti nei comuni abruzzesi colpiti dal sisma del 24 agosto 2016; norme volte all’adeguamento del Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti anche al fine di porre fine ad una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea; disposizioni in materia di trasporto pubblico per verificare la compatibilità della norma regionale con quella europea di cui al Reg. (CE) n. 1370/2007 relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia.

4. Le notifiche IMI. – La Regione Abruzzo, ai sensi del comma 7 dell’art. 12 della L.R. 39/2014, prevede altresì che la Regione, quando riceve, attraverso il sistema IMI, la comunicazione di progetti di legge e di regolamento dagli altri Stati membri che subordinano l’accesso ad un’attività di servizi o il suo esercizio al rispetto di nuovi requisiti, può inviare proprie osservazioni alla Commissione europea compatibilmente con i tempi assegnati. Quindi, da questo punto di vista, il diritto/dovere per la Regione è duplice: da una parte, esaminare le proposte legislative, regolamentari e amministrative provenienti da altri Stati membri; dall’altra parte, inviare le proprie proposte normative per consentire agli altri Stati membri (e relative autorità regionali) di esaminarle e fare le eventuali osservazioni. Nel 2017, per l’Abruzzo non si è verificata la necessità di notificare alla Commissione europea progetti di legge o di regolamento, mentre il Consiglio regionale, attraverso la IV Commissione consiliare, ha provveduto a esaminare quattro notifiche pervenute da altri Stati membri dell’Unione: notifica 3925 trasmessa dal Portogallo avente ad oggetto una legge statale in virtù della quale qualsiasi persona che intenda mantenere un animale pericoloso o potenzialmente pericoloso, riceverà una formazione preventiva, fornita da organismi debitamente riconosciuti a tale scopo e una verifica preventiva del possesso dei requisiti mediante certificazione per i professionisti che intendono formare cani pericolosi; notifica 4231 trasmessa dal Portogallo avente ad oggetto un decreto che disciplina il regime di accesso all’attività di bagnino che prevede l’obbligo di completare con successo un corso certificato o riconosciuto dall’ISN e il rilascio di una licenza che identifica il tipo di attività per cui l’individuo è autorizzato; notifiche 25034 e 25350 trasmesse dalla Spagna riguardanti le modifiche agli statuti dei consumatori delle regioni Murcia, Estremadura e Comunità Autonoma di Valencia che vogliono introdurre l’obbligo per tutte le stazioni di vendita al dettaglio di carburante, durante le ore di apertura diurne, di avere almeno una persona responsabile dei servizi di fornitura; notifica 25164 trasmessa dalla Svezia riguardante un regolamento relativo alla produzione biologica e al controllo della produzione biologica il quale prevede che alcune società che vendono prodotti biologici preconfezionati siano esentati dall’obbligo di notifica ai fini del controllo.

Al seguente indirizzo è consultabile l’intero Rapporto: https://www.consiglio.regione.abruzzo.it/sites/crabruzzo.it/files/pagine/136226/rapporto-2017partecipazione-processi-europei.pdf

Luigi D’Ettorre

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