Il rafforzamento della libera circolazione delle merci e dei dati al centro dell’ultimo Consiglio Competitività

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Lo scorso lunedì, il Consiglio Competitività ha approvato un orientamento generale su un progetto di regolamento relativo al reciproco riconoscimento delle merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro. L’orientamento generale muove dalla proposta trasmessa dalla Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio il 19 dicembre scorso nell’ambito del più ampio “pacchetto merci”, volto a raggiungere il rafforzamento della fiducia nel mercato unico e l’abbattimento delle barriere di adattamento delle merci, ancora presenti in alcuni settori del mercato in cui mancano norme comuni.

Il mercato unico si fonda, inevitabilmente, sulla fiducia reciproca tra consumatori, imprese ed istituzioni, la quale deriva a sua volta dal livello di sicurezza che il mercato stesso, con le sue regole, riesce a garantire. Il reciproco riconoscimento è, allora, indispensabile per il corretto funzionamento del mercato unico delle merci; tuttavia, in mancanza di una specifica legislazione dell’Unione, ogni Stato membro definisce in modo libero ed indipendente le prescrizioni che i prodotti degli altri Stati membri devono soddisfare ai fini del loro ingresso nel mercato nazionale. A tal fine, il testo approvato dal Consiglio Competitività – che verrà negoziato nei prossimi mesi con il Parlamento europeo – mira al rafforzamento del principio del reciproco riconoscimento, per assicurare che le merci commercializzate in ciascuno degli Stati membri possano circolare ed essere vendute liberamente in tutti gli altri, in piena sicurezza. Il principio è già consolidato nell’ordinamento comunitario giacché desumibile dalla lettura degli articoli 34, 35 e 36 del TFUE ed elaborato più compiutamente dalla giurisprudenza nel tempo; tuttavia, la sua piena realizzazione è ancora oggi ostacolata da un quadro normativo piuttosto ostile. Infatti, l’accesso delle imprese alla circolazione delle merci è spesso condizionato al previo adattamento dei loro prodotti, già commercializzati nel loro Paese di origine, alle regole vigenti nei singoli Stati membri al fine di poterli presentare e commerciare in quei mercati. Ciò significa che le imprese sono costrette ad affrontare enormi costi, sia in termini monetari che di tempo, che di fatto ritardano, ostacolano e contrastano con il principio della libera circolazione e che generano un generale clima di diffidenza non solo tra gli operatori economici, ma anche tra i consumatori che acquistano quei prodotti.
La proposta attiene prevalentemente all’armonizzazione della legislazione dei vari Paesi membri relativamente alle modalità e ai requisiti comuni in base ai quali le merci devono essere fabbricate. Più nello specifico, il testo del Regolamento approvato dal Consiglio precisa il significato del principio del mutuo riconoscimento, in base al quale gli Stati membri non possono proibire la vendita di prodotti commercializzati legalmente in altri Stati membri, anche laddove siano stati fabbricati con regole tecniche differenti. Tuttavia, è subito precisato che non si tratta di un principio assoluto, giacché esso è mitigato dal principio di proporzionalità e dalla previsione che in ogni caso le esigenze di interesse pubblico – individuate dall’art. 36 del TFUE e dalla Corte di giustizia nell’esigenza di garantire l’efficacia dei controlli fiscali, la lealtà negli scambi commerciali, la protezione dei consumatori e di scongiurare il rischio di squilibrio del sistema di sicurezza sociale – prevalgono su di esso. Si tratta, chiaramente, di una valutazione rimessa alle autorità nazionali che, sebbene tenute al rispetto del principio di proporzionalità, potrebbero aggirare il mutuo riconoscimento, vanificando così la portata del Regolamento. Per scongiurare tale rischio, il testo ripropone l’affidamento degli operatori economici alla rete per la soluzione dei problemi nel mercato interno (SOLVIT) e introduce un ulteriore sistema di risoluzione di dubbi in merito alla compatibilità della decisione amministrativa con il principio del reciproco riconoscimento, che fa capo alla Commissione europea. Entrambi i meccanismi assicurano agli operatori del mercato ulteriori valutazioni circa la commerciabilità dei loro prodotti negli altri Stati membri in tutti i casi in cui le decisioni amministrative nazionali neghino o limitino l’accesso a quel mercato, facendo altresì aumentare la certezza e la fiducia nel diritto e nel mercato unico. Infine, altra importante novità del testo riguarda l’introduzione del meccanismo dell’autocertificazione, teso a facilitare sia gli operatori economici nella dimostrazione della sicurezza dei loro prodotti, sia le autorità nella valutazione degli stessi.
In definitiva, la nuova proposta di regolamento mira a colmare le inefficienze del precedente regolamento in materia (n. 764/2008), rafforzando la fiducia e la collaborazione tra operatori economici e autorità nazionali, in tutti in quei settori che non sono soggetti ad una normativa uniforme ma che in ogni caso concorrono a definire il mercato unico e pertanto non possono essere tagliati fuori dal processo di integrazione europea.
Ricerca e innovazione. Nel secondo giorno di riunione del Consiglio Competitività si è invece discusso di ricerca ed innovazione. Richiamando le precedenti conclusioni, in cui auspicava la costruzione di un quinto pilastro di libertà – ossia la libera circolazione delle conoscenze e dei dati – il Consiglio ha concentrato la sua attenzione sull’importanza di sfruttare pienamente il potenziale della conoscenza scientifica e tecnologica e della sua rapida circolazione. L’invito del Consiglio, in questo senso, è rivolto alle istituzioni europee e nazionali affinché rendano sempre più accessibili i portali di consultazione dei dati e assicurino politiche idonee a favorire il legame tra la ricerca, l’innovazione e il mondo dell’industria. Le considerazioni del Consiglio si muovono dunque su due binari: da un lato, esso ritiene che sia necessario continuare ad investire nella costruzione di un mercato unico delle conoscenze continuando a supportare programmi di mobilità dei ricercatori – come ERASMUS+ e MSCA – e strumenti di diffusione di dati – EOSC, CORDIS e Horizon 2020 Dashboard – e, dall’altro, considera che la costruzione di una rete di dati debba essere la premessa per l’applicazione delle conoscenze al modo di agire e produrre delle imprese europee, cosicché la ricerca diventi il motore della competitività europea.
Infine, approfondendo le riflessioni sulla costruzione di una scienza aperta, il Consiglio ha adottato conclusioni sull’accelerazione della circolazione delle conoscenze nell’ambito dell’Unione attraverso il cosiddetto cloud europeo (European Open Science Cloud – EOSC). Il progetto dell’OESC è nato nel 2016 su proposta della Commissione europea allo scopo di favorire la condivisione di dati scientifici nell’ambito dell’Unione e di creare una biblioteca virtuale, nella quale fosse possibile archiviare ed estrarre dati e conoscenze a livello interdisciplinare e transfrontaliero. Nelle sue conclusioni, il Consiglio si è espresso a favore della costruzione del cloud europeo, auspicandone l’effettiva realizzazione in tempi brevi. Ha aggiunto, inoltre, che il successo del progetto è subordinato alla creazione di una federazione paneuropea che riunisca infrastrutture esistenti ed emergenti, alla formazione di professionisti in grado di condividere e leggere i dati e alla definizione di una governance che includa istituzioni pubbliche, stakeholder e scienziati. A tal proposito, nei prossimi giorni diversi stakeholder si riuniranno a Bruxelles per discutere le possibili regole di adesione al cloud e da novembre dovrebbe già esser disponibile una prima versione del portale.

Silvia Di Pietro

Per saperne di più:
http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-8706-2018-INIT/en/pdf
http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9507-2018-INIT/en/pdf
http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9029-2018-INIT/en/pdf

Posted by Luisa Di Fabio  |  Commenti disabilitati su Il rafforzamento della libera circolazione delle merci e dei dati al centro dell’ultimo Consiglio Competitività  |  in Ultime news

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