Il Programma di lavoro 2019 della Commissione Ue al tempo del disincanto europeo

1. Considerazioni introduttive. – Lo scorso 23 ottobre, la Commissione Ue ha approvato la Comunicazione recante il Programma di lavoro per il 2019, che raccoglie gli obiettivi istituzionali che l’Unione intende perseguire nel prossimo anno (Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, in ec.europa.eu/commission).
Il titolo dell’atto, Mantenere le promesse e prepararsi al futuro, è evocativo: richiama in modo indiretto i due passaggi che saranno destinati ad incidere sul futuro unionale. Entrambi sono a breve scadenza: la definitiva uscita del Regno Unito dall’Unione (29 marzo 2019), quindi il rinnovo del Parlamento europeo (maggio 2019).
A separare questi eventi, il Consiglio europeo di Sibiu, i cui temi di discussione sono sin d’ora intuibili solo a guardare la data fissata per l’incontro: il 9 maggio, che già di per sé sarebbe intriso di forte simbolismo per l’Europa, se non fosse che nel prossimo anno cadrà a meno di due mesi dalla Brexit e a ridosso della tornata elettorale.
In modo inevitabile, la Comunicazione risente di questa fase di disincanto del progetto europeo, variamente percorso da esigenze elettorali, mutamenti geopolitici (Brexit), violazioni accertate dello Stato di diritto (Ungheria) e, infine, disconoscimenti nazionali dell’impianto regolatorio europeo (procedura Ue avverso l’Italia per deficit eccessivo).
Sulla scorta delle dieci priorità politiche individuate dal Presidente Juncker per il quinquennio 2014-19 (Un nuovo inizio per l’Europa. Il mio programma per l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento democratico. Orientamenti politici per la prossima Commissione europea, 15 luglio 2014), il Programma si presenta infatti a metà tra un bilancio politico delle attività sinora svolte e una programmazione attenta delle linee ancora da ultimare prima del rinnovo del Parlamento Ue. Lo dimostra la presenza fra i cinque allegati al Programma di due elenchi relativi alle proposte legislative sospese, l’uno per gli atti indicati come prioritari nelle dichiarazioni comuni di Commissione, Consiglio Ue e Parlamento (all. III), l’altro per quelli a ritiro programmato entro la scadenza di aprile 2019 (all. IV).
Quanto, invece, alle nuove iniziative per il 2019, il numero complessivo appare ridotto, in misura proporzionale al ristretto arco temporale che l’attuale Commissione ha di fronte a sé. Rispetto al 2018 (Programma di lavoro della Commissione per il 2018. Un programma per un’Unione più unita, più forte e pi democratica), in particolare, il numero delle nuove proposte scende da 26 a 15 (all.1); queste ultime vanno dal settore migratorio e quello economico-monetario, passando per la difesa dello Stato di diritto e il recesso del Regno Unito dall’Ue.
A detta quota si sommano ulteriori 10 iniziative R.E.F.I.T. (European Commission’s Regulatory Fitness and Performance programme), tese a rivedere la normativa esistente e garantire il rispetto del principio di proporzionalità, nonché le iniziative di cui all’allegato V, che individuano sette atti normativi che debbono essere oggetto di altrettanti interventi di abrogazione. Entrambe le proposte ora richiamate costituiscono attuazione dell’accordo interistituzionale Legiferare meglio, che dal 2016 unisce Commissione, Parlamento Ue e Consiglio.
Nel merito, la disamina del Programma richiederebbe una trattazione completa che nella presente sede, per esigenze di celerità, non può effettuarsi. Si è scelto, pertanto, di tratteggiare i profili essenziali delle prime quattro priorità individuate dalla Commissione, riservandosi di ultimare l’analisi delle restanti in un secondo contributo. Il criterio che è stato osservato è quello di attualità politico-istituzionale, nel presupposto che esso fornisca un più alto livello di oggettività.

2. Occupazione crescita e investimenti. – La generale ripresa dell’economia europea non sembra elidere le disomogeneità sociali, finanziarie e di bilancio che si registrano tra gli Stati membri. Per questo, la Commissione si propone di continuare la via riformista intrapresa nell’ambito del Quadro finanziario pluriennale, potenziando il piano di investimenti per l’Europa (c.d. piano Juncker) con 500 miliardi di euro di investimenti supplementari entro la fine del 2020. Sul fronte dell’economia circolare, invece, la Commissione mira a raggiungere un accordo sulla proposta di direttiva per ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, anche stimolando le imprese che ne fanno uso alla ricerca di materiali innovativi e sostenibili.

3. Mercato unico digitale connesso. – La Commissione prosegue la rimozione degli ostacoli che si frappongono alla costituzione di un mercato unico digitale, già intrapresa con vari atti normativi. Nel Programma sono previste, in particolare, iniziative a tutela del diritto d’autore, delle comunicazioni elettroniche (e-privacy) e del diritto contrattuale, nonché l’istituzione del Centro europeo di competenza industriale, tecnologica e di ricerca sulla cybersicurezza, che, coadiuvato da centri nazionali di coordinamento, dovrebbe sviluppare in ambito europeo le capacità industriali e tecnologiche necessarie per tutelare il mercato unico digitale. In vista delle future elezioni europee, inoltre, la Commissione intende presentare un piano di contrasto alla disinformazione on-line in Europa, allo scopo di tutelare il diritto dei cittadini ad una corretta e trasparente informazione sull’assetto istituzionale e sui suoi processi.

4. Unione per un’energia resiliente e attenta ai cambiamenti climatici. – Continuando il percorso avviato con il pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei”, la Commissione mira al raggiungimento di un accordo sulle norme comuni applicabili ai gasdotti che accedono al mercato europeo. Con stretto riguardo al tema dei cambiamenti climatici, invece, l’obiettivo della Commissione è ridurre le emissioni totali di gas a effetto serra al 45% entro il 2030, in tal modo superando di 5 punti percentuali il livello fissato dall’Accordo di Parigi sul clima siglato nel 2015 (40%).

5. Mercato interno più approfondito e più equo. – A venticinque anni dall’istituzione del mercato unico, la Commissione intende potenziare quello che storicamente ha rappresentato il primo tassello del progetto europeo. Nello specifico, le linee di azione proposte si strutturano secondo tre obiettivi, in parte già avviati: un accordo sull’adozione di una base imponibile comune per le imposte societarie e per una tassazione equa dell’economia digitale; quindi, una convergenza per un’imposta sul valore aggiunto, che risponda alla duplice esigenza di semplificazione e modernizzazione del mercato, a vantaggio soprattutto delle piccole imprese; infine, una maggiore tutela per i consumatori, con un sostanziale rafforzamento degli strumenti giudiziali a loro disposizione. La Commissione intende garantire altresì il mercato unico nelle sue due proiezioni di unione di mercati di capitali, mediante le proposte in merito all’introduzione di un prodotto pensionistico europeo, e del pilastro europeo dei diritti sociali, con una specifica attenzione alla protezione dei lavoratori. A tale ultimo riguardo, si sottolinea come la tutela dei lavoratori, per cui è già avviata la proposta per l’istituzione di un’Autorità europea del lavoro, sia stata ricollocata sotto la sedes materiae del mercato interno, diversamente da quanto previsto nel Programma di lavoro del 2018, in cui figurava, invece, nell’ambito dell’unione economica e monetaria.

Marta Ferrara

Posted by Luigi D'Ettorre  |  Commenti disabilitati su Il Programma di lavoro 2019 della Commissione Ue al tempo del disincanto europeo  |  in Ultime news

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