Il programma di lavoro 2018 della Commissione europea per un’Unione più unita, più forte e più democratica: un’opportunità per agire e fare la differenza


Il 24 ottobre 2017 la Commissione Europea ha emanato la Comunicazione COM(2017) 650 (“Un’agenda per un’Unione più unita, più forte e più democratica”), con la quale ha presentato il programma di lavoro 2018 in cui sono elencate le azioni che prevede di realizzare.
Il 2018 sarà un anno decisivo per l’Europa per raggiungere dei risultati concreti. La dichiarazione congiunta sulle priorità legislative dell’UE, firmata dai tre Presidenti lo scorso dicembre, si è rivelata preziosa per promuovere i dossier legislativi più importanti e urgenti.
Il programma di lavoro ha la funzione di esporre le nuove iniziative della Commissione e di informare i cittadini e i legislatori in merito agli impegni politici assunti in termini di presentazione, di ritiro di proposte in sospeso e riesame della normativa UE vigente.
Il programma è stato predisposto nell’ambito dell’accordo interistituzionale “Legiferare meglio” tra il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione Europea attraverso la consultazione pubblica delle parti interessate. Il piano si basa sulla lettera di intenti sullo stato dell’Unione del 2017 inviata il 13 settembre dal Presidente Juncker e dal primo Vicepresidente Timmermans al Presidente del Parlamento Europeo e al Presidente del Consiglio dell’Unione Europea. Nella lettera di intenti il Presidente Juncker ha affermato che l’Europa sta recuperando visibilmente le forze: attualmente l’Unione ha una crescita superiore al 2%, mentre la zona euro cresce del 2,2%. Secondo tali dati, negli ultimi due anni, l’economia europea è cresciuta più velocemente rispetto a quella degli Stati Uniti e del Giappone.
La Commissione ha già consegnato oltre l’80% delle proposte essenziali per completare il Mercato unico digitale, l’Unione dell’Energia, l’Unione dei mercati dei capitali, la l’Unione bancaria, l’Unione della sicurezza e una politica globale sulla questione migratoria.
Secondo la Commissione Europea la priorità deve essere la trasformazione delle proposte in legislazione e la legislazione in implementazione.
Le proposte sono in linea con il dibattito avviato con il  Libro bianco sul futuro dell’Europa  del 1° marzo 2017 e con l’agenda di Bratislava a cui hanno fatto seguito una serie di documenti di riflessione sulle questioni più rilevanti.
Lo scopo del programma è duplice: in primo luogo, si stabiliscono azioni legislative mirate per completare i lavori in settori politici prioritari che saranno presentate nel maggio 2018; in secondo luogo, vengono messe in campo una serie di azioni e iniziative più ambiziose per determinare il futuro dei 27 oltre il 2025.
Il primo obiettivo del programma, quindi, è completare i lavori sulle dieci priorità politiche del Presidente Juncker entro la fine del 2018.
1. La prima priorità è il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti da avviare e/o completare entro la fine del 2018. L’aumento della fiducia negli investimenti in Europa, infatti, è stato un elemento fondamentale per il miglioramento delle prospettive economiche: ha creato nuovi posti di lavoro, ha permesso la realizzazione di nuove infrastrutture ed ha consentito la transizione dell’Europa verso l’energia pulita. L’Unione Europea, però, deve ancora affrontare l’eredità della crisi, pertanto, bisogna creare ulteriori posti di lavoro, una maggiore equità e nuove opportunità per tutti. A tal fine la Commissione ha posto le basi per affrontare tale sfida con la nuova agenda per le competenze per l’Europa (COM(2016) 381).
La spinta degli investimenti sarà realmente effettiva soltanto se verranno effettuate le riforme strutturali, spostando l’agenda a livello degli Stati membri e a livello regionale attraverso il sostegno del Fondo Sociale Europeo, prestando particolare attenzione alle competenze di base digitali.
2. Di conseguenza, come seconda priorità, è necessario creare un mercato unico del digitale connesso. Sono 360 milioni gli europei che utilizzano Internet ogni giorno per lavorare, studiare, acquistare o restare in contatto. Per tale motivo, il 13 settembre 2017 la Commissione ha presentato una serie di proposte per proteggere i cittadini dalle minacce che potrebbero derivare dalle nuove tecnologie.
Il Parlamento Europeo ed il Consiglio devono trasmettere rapidamente le proposte in sospeso, in particolare le proposte sul codice delle comunicazioni elettroniche, sulla riforma del copyright e sulla direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale.
3. La terza priorità è creare un’Unione dell’energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici. Ci sono stati notevoli progressi nella realizzazione dell’Unione Energetica, ad esempio, con l’adozione del pacchetto legislativo “Energia pulita per tutti gli europei” ed il pacchetto “Mobilità e cambiamenti climatici” che contiene una serie di proposte legislative in materia di veicoli puliti, norme comuni per il trasporto combinato delle merci, standard per le emissioni di CO2 delle autovetture e dei furgoni, standard per l’efficienza dei carburanti e le emissioni di CO2 degli autocarri e degli autobus e un’iniziativa intesa ad accelerare la creazione delle infrastrutture per i carburanti alternativi.
4. La quarta priorità è creare un mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida con delle proposte che permetteranno alle imprese, grandi e piccole, di avere un accesso più facile e diversificato ai mercati di capitali e di reperire i finanziamenti necessari, offrendo alternative vitali in particolare per le start-up. Il Pacchetto “Equità fiscale”, inoltre, prevede la creazione di uno spazio unico europeo dell’imposta sul valore aggiunto per istituire un regime IVA definitivo per gli scambi transfrontalieri nel mercato unico. Il meccanismo di vigilanza unico e il meccanismo di risoluzione unico, con il corrispondente fondo, introdurrà controlli più rigorosi sulle banche.
5. La quinta priorità è la creazione di un’Unione economica e monetaria più profonda e più equa, portando il Meccanismo Europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, nel quadro giuridico dell’Unione europea. L’obiettivo è quello di avere un vero e proprio Fondo monetario europeo in grado di rispondere alle crisi, attraverso strumenti di coordinamento e di sorveglianza quotidiani.
6. La sesta priorità è ottenere una politica commerciale equilibrata e progressiva per sfruttare la globalizzazione continuando con il proseguimento dei negoziati per assicurare che gli accordi siano attuati correttamente. In particolare, il Pacchetto “Commercio” prevede: progetti di mandato per l’avvio di negoziati con l’Australia e la Nuova Zelanda; un progetto di mandato per un nuovo sistema giurisdizionale multilaterale per gli investimenti; un quadro europeo per il controllo degli investimenti diretti esteri nell’UE per motivi di ordine pubblico e sicurezza.
7. La settima priorità è quella di assicurare uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia. Il successo del mercato interno, infatti, dipende dalla fiducia. Il Pacchetto “New deal per i consumatori” è, pertanto, finalizzato ad agevolare il coordinamento e l’azione efficace delle autorità nazionali per la tutela dei consumatori a livello dell’UE, a potenziare l’azione
repressiva e a migliorare la tutela dei diritti dei consumatori.
8. L’ottava priorità elencata dal Presidente Juncker è l’auspicio verso una nuova politica della migrazione dando attuazione all’Agenda europea sulla migrazione (il nuovo piano d’azione dell’UE sul rimpatrio ed una serie di misure per rendere più efficaci le procedure di rimpatrio). Bisogna, pertanto, concludere i lavori entro il giugno 2018 effettuando la riforma del sistema europeo comune di asilo sulla base dei principi di responsabilità e solidarietà, che comprenda proposte relative alla riforma del sistema Dublino, all’istituzione di una nuova Agenzia per l’asilo, alla riforma di Eurodac, al riesame delle condizioni di accoglienza e al quadro dell’UE per il reinsediamento.
9. Sul piano della politica estera, la nona priorità prevede un ruolo più incisivo a livello mondiale dell’Europa affinché continui ad essere un faro di pace e di stabilità. La Commissione ha annunciato che darà priorità alla rapida attuazione del Fondo europeo per la difesa dei suoi strumenti finanziari, nonché del programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa.
Verranno rafforzati i rapporti con partner chiave, quali l’India e l’America Latina, e migliorati i legami con l’Asia, con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico.
10. La decima priorità è creare un’Unione di cambiamento democratico. A tal fine, la Commissione ha messo in campo il Pacchetto “Democrazia” che comprende una revisione del regolamento riguardante l’iniziativa dei cittadini volta a renderne l’utilizzazione più accessibile, agevole e semplice per gli organizzatori e i sostenitori e una proposta per consolidare la dimensione europea e la trasparenza dei partiti politici e delle fondazioni europei.
Il Secondo obiettivo del programma riguarda una serie di iniziative destinate a orientare l’Unione fino al 2025, combinando gli scenari 3, 4 e/o 5 del Libro bianco e sfruttando il potenziale del Trattato di Lisbona.
Le parole d’ordine, quindi, sono le seguenti: Preparare l’Unione di domani.
Il 30 marzo 2019 a Sibiu, in Romania, avrà luogo una nuova Europa dei 27. Il lavoro della Commissione è orientato ad assicurare che questa nuova Europa soddisfi le aspettative dei cittadini europei. La Commissione, il Parlamento Europeo, il Consiglio insieme ai parlamenti nazionali dovranno discutere e sviluppare la tabella di marcia e lavorare congiuntamente su tutte le iniziative. Il dibattito democratico e inclusivo avviato dal Libro bianco sul futuro dell’Europa continuerà con ulteriori documenti di riflessione quali:
la proposta di accordo interistituzionale su un registro per la trasparenza obbligatorio (COM (2016) 627);
la proposta di regolamento recante modifica del Regolamento (EU) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM (2017) 085);
la proposta di Regolamento recante modifica del regolamento UE n. 1141/2014 (Euratom), relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee (COM (2017) 481);
il Libro Bianco sul futuro dell’Europa. Riflessioni e scenari per l’UE a 27 verso il 2025 (COM (2017) 2025)/F1
La tabella di marcia, quindi, proseguirà verso un’Unione più unita, più forte e più democratica. Per un’Unione più unita saranno prese tutte le misure necessarie per l’apertura dello Spazio Schengen a Romania e Bulgaria. La Croazia, che è membro dell’Unione Europea dal 2017 e ha accesso al Sistema di informazioni Schengen, potrà diventare un membro Schengen quando saranno soddisfatti tutti i criteri. In questo contesto, la Commissione presenterà una strategia per l’adesione all’Unione Europea della Serbia e del Montenegro. Bisogna garantire una prospettiva europea credibile per tutti i paesi dei Balcani occidentali. L’Euro è destinato ad essere la moneta unica dell’Unione Europea nel suo complesso, per tale ragione deve unire piuttosto che dividere il nostro continente.
Per un’Unione più forte è necessario predisporre mezzi finanziari appropriati affinché l’Europa possa continuare a svolgere le proprie politiche. Il quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2020 deve riflettere un’Unione che è cambiata profondamente negli ultimi anni, così come sono cambiate le sfide che deve affrontare. L’Unione ha bisogno di un budget che possa raggiungere le ambizioni preposte. Al di là della sfida immediata dell’uscita del Regno Unito, l’Unione deve essere equipaggiata per sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie emergenti, per spostarsi verso un’unione di difesa piena e per continuare ad affrontare questioni di sicurezza e migrazione. In seguito al dibattito politico tra i leader dell’UE, verrà presentata nel maggio del prossimo anno una proposta globale per il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea, tenendo conto delle raccomandazioni della relazione Monti. L’obiettivo è quello di completare i negoziati sul nuovo quadro finanziario pluriennale nel mandato dell’attuale Commissione. Il nuovo bilancio sarà utile a soddisfare le aspettative dei cittadini di un’Unione che fornisca le azioni che contano maggiormente e contribuisca alla sostenibilità a lungo termine dell’UE. Per poter essere più forte, anche l’Europa deve essere più efficiente, deve essere in grado di agire in modo più rapido e decisivo nei settori politici in modo che i cittadini e le imprese ne possano trarre beneficio concretamente. L’Unione Europea potrebbe utilizzare le cosiddette “clausole passerella” nei Trattati attuali che permettono di passare dall’unanimità al voto di maggioranza qualificata in determinate aree quali le questioni del mercato interno e determinate decisioni di politica estera, al fine di assicurare che l’Unione abbia un peso reale nel mondo. Infine, un’Europa più forte deve proteggere i suoi cittadini contro il terrorismo. La Commissione, pertanto, ha proposto l’estensione dei compiti della nuova procura europea per la lotta contro il terrorismo in vista di un vertice a Vienna dei leader nel settembre del 2018. Il futuro dell’Europa si basa sulla capacità di mantenere i valori comuni che ci legano insieme: la democrazia, lo stato di diritto e i diritti fondamentali. Il rispetto dello stato di diritto implica un sistema giudiziario indipendente, privo di controllo politico e che sia un presupposto per una società in cui la pace, la libertà, la tolleranza, la solidarietà e la giustizia prevalgano.
Per un’Unione più democratica bisogna fare un balzo democratico in avanti per rispondere alle preoccupazioni e alle aspettative dei cittadini europei. Come primo passo, è necessario che le elezioni del Parlamento Europeo non rappresentino soltanto la somma delle campagne nazionali e delle elezioni nei singoli Stati membri. La proposta della Commissione per aiutare i partiti politici europei ad essere più efficaci, rappresenta un passo importante in questa direzione e riflette l’innovazione della “Spitzenkandidaten”, una nuova procedura per l’elezione del presidente della Commissione Europea, con candidati sovranazionali nominati dai partiti politici europei. Nella prospettiva a medio termine, bisogna continuare a riflettere sull’idea degli elenchi transnazionali come modo per rendere le elezioni più europee e più democratiche. Allo stesso modo, bisogna continuare a esplorare l’idea di un singolo Presidente del Consiglio Europeo e della Commissione. La Commissione presenterà anche le proprie opinioni sulla possibile creazione di un ministro permanente europeo dell’economia e delle finanze. Questa posizione aumenterebbe l’efficienza del processo decisionale in quanto lo stesso soggetto istituzionale coordinerebbe la creazione di politiche economiche e gli strumenti chiave di bilancio a livello dell’UE e dell’area Euro. La Commissione ha sottolineato, quindi, l’importanza di riflettere seriamente sul fatto di restituire competenze agli Stati membri quando è opportuno farlo, e a tal fine presenterà le proprie idee per rafforzare ulteriormente la sussidiarietà, la proporzionalità e una migliore regolamentazione.
In particolare, il miglioramento della regolamentazione evidenzia tutto il lavoro della Commissione e continua a garantire che le varie proposte si basino sulle migliori informazioni disponibili.
Risulta palese come anche le migliori proposte non avranno alcun impatto se non vengono tradotte in norme nazionali e implementate correttamente ed efficacemente dagli Stati membri. Alla fine del 2016, la Commissione ha proposto un approccio più strategico alla politica in materia di infrazione al fine di garantire un migliore rispetto del diritto comunitario. L’applicazione efficace della legislazione comunitaria esistente è altrettanto importante quanto il lavoro dedicato allo sviluppo di nuove normative. Gli Stati membri devono essere responsabili nel rispettare e applicare le regole che essi stessi hanno posto in comune. Nell’ambito della sua politica di violazione, la Commissione continuerà a sostenere e a collaborare con gli Stati membri affinché le regole comunitarie siano applicate in modo efficace e coerente. La Commissione seguiterà a incentivare l’ammodernamento delle autorità di vigilanza attraverso il Semestre europeo e, se necessario, attraverso una legislazione specifica. La Commissione continuerà, inoltre, ad aiutare gli Stati membri a migliorare l’efficacia dei propri sistemi giudiziari nazionali per sostenere le riforme in materia di giustizia con i fondi dell’UE e con il quadro di valutazione della giustizia. Il Programma di sostegno alle riforme strutturali continuerà a fornire un supporto per aiutare gli Stati membri a rendere le istituzioni più efficaci.
La Commissione presterà particolare attenzione alle autorità amministrative indipendenti e all’Ispettorato Generale per i rapporti finanziari con l’Unione Europea. Queste includono: le autorità nazionali garanti della concorrenza, le autorità nazionali di regolazione dei servizi di comunicazione elettronica e del settore energetico, nonché gli organismi di regolamentazione del settore ferroviario, le autorità nazionali di vigilanza finanziaria e le autorità nazionali per la protezione dei dati.
La Commissione ha sottolineato, inoltre, che continuerà a collaborare con le autorità nazionali attraverso una serie di reti: l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche, la rete europea della concorrenza e la rete europea dei mediatori.
La Commissione, per concludere, ha affermato che lavorerà intensamente con il Parlamento Europeo e il Consiglio per assicurare che, nel 2019, l’Unione avrà conseguito tutti gli obiettivi prefissati, poiché l’Europa sarà giudicata non sul numero di direttive e regolamenti che saranno adottate, ma sui risultati tangibili che le politiche europee saranno in grado di offrire ai cittadini europei.

Alessandra Di Giuseppe

Posted by Giulia Viturale  |  Commenti disabilitati su Il programma di lavoro 2018 della Commissione europea per un’Unione più unita, più forte e più democratica: un’opportunità per agire e fare la differenza  |  in Ultime news

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