1. Introduzione

Nelle giornate del 13 e 14 dicembre 2018 si è riunito l’ultimo Consiglio europeo dell’anno. Il primo giorno si è tenuto un incontro straordinario per discutere della Brexit. L’Istituzione ha confermato sostanzialmente le conclusioni del 25 novembre scorso nelle quali si approvavano l’accordo di recesso e la dichiarazione politica. Il Consiglio europeo ha, dunque, escluso la rinegoziabilità dell’accordo, ribadendo il desiderio di mantenere però un partenariato forte con il Regno Unito.
Nella seconda giornata di lavori, i temi in discussione sono stati, fra gli altri: il mercato unico, la migrazione, le relazioni esterne, la disinformazione e i risultati delle consultazioni con i cittadini per l’agenda strategica dell’Unione.

2. Il rafforzamento del mercato unico
In merito al mercato unico, il Consiglio europeo ha chiesto ai colegislatori (Consiglio e Parlamento UE) di raggiungere un accordo sulle proposte legislative attualmente in discussione in tale ambito. L’istituzione, inoltre, ha invitato la Commissione a proseguire i propri lavori per individuare ulteriori proposte soprattutto nel settore dei servizi. La Commissione europea – con il programma sul mercato unico (2021-2027) – ha stabilito gli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro: dal mantenimento di un elevato livello di sicurezza alimentare, al rafforzamento della protezione dei consumatori, all’incremento della competitività delle imprese (soprattutto PMI), al miglioramento della governance del mercato unico e all’elaborazione di norme europee più efficaci. Fra gli strumenti proposti si richiamano la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori e il futuro sportello digitale unico che fornisce i servizi amministrativi online ai cittadini alle imprese.
Il Consiglio europeo si è ripromesso di discutere nuovamente di sviluppo del mercato unico per la prossima primavera.

3. La migrazione e la gestione fuori dall’Unione
Il Consiglio europeo ha esaminato l’attuazione dell’approccio globale alla migrazione. Quest’ultimo segue “tre binari”: il primo, di rafforzamento del controllo delle frontiere esterne dell’Unione; il secondo, di sviluppo dell’azione esterna attraverso il partenariato con i Paesi terzi; e il terzo di miglioramento del Sistema Europeo Comune di Asilo. Sulla base dei risultati raggiunti sino ad ora, il Consiglio europeo ha sottolineato la validità della politica migratoria esterna dell’Unione fra controllo delle frontiere, lotta ai trafficanti di migranti e cooperazione con i Paesi terzi.
È evidente che lo sviluppo della dimensione esterna della governance migratoria abbia avuto maggiori risultati perché sono stati gli stessi Stati membri a voler individuare una soluzione esterna, verosimilmente più comoda, alla crisi migratoria. L’azione esterna ha permesso nel breve periodo agli Stati membri di allontanare, per quanto possibile, la migrazione dai propri territori. Dalle conclusioni del Consiglio europeo, inoltre, si deduce la volontà di voler approfondire maggiormente tale politica di esternalizzazione delle frontiere e di gestione della migrazione fuori dal territorio dell’Unione.
Per quanto riguarda la dimensione interna, il Consiglio europeo ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere i negoziati sulla Guardia di frontiera e costiera europea e ad aumentare gli sforzi sulla direttiva rimpatri, sull’Agenzia dell’UE per l’asilo e su tutte le altre proposte relative alla riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo (SECA). La gestione interna della migrazione come è facilmente intuibile soffre invece di rallentamenti e di forti scontri fra i Paesi membri.

4. Relazioni esterne 
Per quanto riguarda le relazioni esterne, il Consiglio europeo si è compiaciuto del voto favorevole del Parlamento europeo sull’accordo UE-Giappone. Invece, ha espresso grande preoccupazione per le numerose violazioni del diritto internazionale da parte della Russia, ribadendo poi il proprio sostegno nei confronti dell’Ucraina, della sua sovranità e integrità territoriale. L’istituzione europea, inoltre, si è detta pronta ad adottare ulteriori misure per rafforzare il proprio sostegno a questo Paese.

5. La questione della disinformazione 
Sulla necessità di contrastare la diffusione della disinformazione intenzionale, il Consiglio europeo ha chiesto di dare attuazione quanto prima al “Piano d’azione congiunto contro la disinformazione” presentato dalla Commissione europea e dall’Alto rappresentante. Questa tempestività è stata pretesa soprattutto per assicurare, a stretto giro, le elezioni europee del 2019. Per il Consiglio europeo la disinformazione, le fake news, la guerra ibrida rappresentano gravi minacce per i sistemi democratici e devono essere affrontare rapidamente, in maniera coordinata e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

6. Dialoghi con i cittadini, consultazioni e preparativi per l’agenda strategica 
Il merito al coinvolgimento dei cittadini sul futuro dell’Europa, il Consiglio europeo ha preso atto dell’ampia consultazione promossa a livello europeo e nei singoli Stati membri per raccogliere il maggiori numero di istanze. Analizzando il report della Commissione europea sullo stato delle consultazioni e la relazione congiunta delle presidenze austriaca e rumena, il Consiglio ha rilevato una serie di criticità che preoccupano i cittadini europei: dalla gestione della migrazione, al problema delle diseguaglianze sociali, economiche e territoriali, alla crisi economica, ecc.
La riunione si è conclusa poi rimandando l’approfondimento dei risultati al vertice di Sibiu del prossimo 9 maggio 2019. In tale occasione la Commissione riferirà sui risultati raggiunti e i leader europei avranno modo di discutere sul futuro dell’Europa e definire la prossima agenda strategica.

Annalisa Geraci

Per saperne di più:

Consultazioni dei cittadini

Strategia per il mercato unico

Riunione straordinaria Consiglio europeo “Articolo 50”

Conclusioni del Consiglio europeo 13-14 dicembre 2018

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