Consiglio europeo del 21-22 marzo 2019: la Brexit e l’impegno per un’economia competitiva e sostenibile

1. Introduzione

Il Consiglio europeo ha tenuto la sua ultima riunione tra il 21 ed il 22 marzo 2019, dedicando la prima giornata alla questione Brexit e la seconda alla discussione dei temi in materia di economia europea, cambiamento climatico, relazioni esterne e disinformazione.

2. Conclusioni del 21 marzo
2.1. Brexit
Il Consiglio europeo prende nota della lettera del Primo ministro Theresa May del 20 marzo 2019, con la quale viene presentata formale richiesta di proroga del termine previsto dall’articolo 50 per la recessione fino al 30 giugno prossimo. In risposta, il Consiglio europeo approva sia lo strumento relativo all’accordo di recesso – che fornisce chiarimenti e garanzie giuridiche sulla natura della soluzione di salvaguardia – sia la dichiarazione congiunta integrativa della dichiarazione politica – che definisce il quadro delle future relazioni, concordati da Commissione e Regno Unito nelle scorse settimane.
La richiesta è parzialmente accolta, poiché il Consiglio acconsente a una proroga solo fino al 22 maggio 2019 – peraltro a condizione che l’accordo di recesso sia approvato nella successiva settimana dalla Camera dei comuni del Regno Unito. Qualora ciò non dovesse accadere, il Consiglio accorderà una proroga fino al 12 aprile prossimo, con la contestuale richiesta rivolta al Regno Unito di indicare la via da seguire prima di questa data affinché possa esser presa in considerazione dal Consiglio stesso.
Il Consiglio europeo ribadisce che non ci può essere alcuna riapertura dell’accordo di recesso, e che ogni impegno unilaterale, dichiarazione o altro atto deve essere compatibile con la lettera e lo spirito di tale accordo.

3. Conclusioni del 22 marzo
3.1. Posti di lavoro, crescita e competitività
Il Consiglio europeo approva le strategie di priorità politica definite nell’Analisi annuale della crescita ed invita gli Stati membri a riproporle nei prossimi Programmi nazionali di riforma e Programmi di stabilità e convergenza, in modo da mettere in atto riforme ed investimenti che promuovano la crescita e l’occupazione.
Il Consiglio torna a ribadire l’importanza di una forte base economica per la prosperità e la competitività dell’Europa e lega la sua realizzazione all’impegno contestuale in tutte le questioni politiche ed economiche rilevanti:
– l’Unione economica e monetaria;
– il Mercato unico, quale pietra miliare della crescita dell’Unione;
– una risoluta politica industriale che consenta all’UE di rimanere una potenza industriale;
– una politica digitale lungimirante, adatta per un’epoca di trasformazione digitale e di ascesa dell’economia telematica;
– una solida ed ambiziosa politica commerciale che assicuri la concorrenza leale, la reciprocità e mutui benefici.
Il Consiglio europeo chiama all’azione l’UE e i suoi Stati membri affinché il Mercato unico venga ulteriormente approfondito e rafforzato e si realizzino un’efficiente economia dei servizi e l’integrazione dei servizi digitali. Esso auspica poi l’approfondimento dell’Unione dei mercati dei capitali e dell’Unione dell’energia e la garanzia di una tassazione equa ed efficace.
Il Consiglio riconosce inoltre la necessità di andare avanti nello sviluppo di un’economia digitale competitiva, sicura, etica ed inclusiva, con una connettività di prim’ordine, invitando l’UE a porre enfasi sull’accesso, la condivisione, l’uso e la sicurezza dei dati e sull’Intelligenza artificiale, in un contesto di fiducia.
Nell’ottica di una crescita dei livelli di competitività dell’Unione, il Consiglio suggerisce l’adozione di misure a supporto del Consiglio europeo dell’innovazione, nonché di semplificazione e certezza normativa per la realizzazione di Importanti progetti di comune interesse europeo, al fine di incoraggiare una maggiore assunzione di rischio e di aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione a livello europeo. Il Consiglio sostiene altresì che la concorrenza leale dovrebbe essere assicurata all’interno del Mercato unico e su scala globale, al fine di proteggere i consumatori e promuovere la crescita economica e la competitività.
Per il Consiglio europeo, l’UE dovrebbe mirare all’attuazione di un’ambiziosa agenda di libero scambio, attraverso la conclusione di nuovi Accordi di libero scambio, che promuovano i valori e gli standard europei. L’Unione europea dovrebbe inoltre salvaguardare i suoi interessi contro le pratiche sleali di Paesi terzi, facendo pieno uso degli strumenti di difesa commerciale e delle regole sugli appalti pubblici. Il Consiglio riafferma il suo impegno per un sistema commerciale multilaterale basato su regole aperte e volte a scongiurare tutte le forme di protezionismo e le distorsioni.

3.2. Cambiamento climatico
In tema ambientale il Consiglio europeo riconosce la necessità di andare avanti con gli sforzi a livello globale per fronteggiare il cambiamento climatico alla luce degli allarmanti dati emersi recentemente. A tal fine, chiama l’UE a presentare entro il 2020 un’ambiziosa strategia di lungo termine che punti alla neutralità climatica in linea con l’Accordo di Parigi, tenendo conto allo stesso tempo delle specificità degli Stati membri e della competitività dell’industria europea. L’obiettivo dell’Accordo di Parigi offre peraltro delle significative opportunità per la crescita economica e per il rafforzamento della competitività europea, nuovi posti di lavoro e sviluppo tecnologico. Infine, chiede al Consiglio di intensificare il suo lavoro su una strategia sul clima in vista di una ulteriore discussione del Consiglio europeo nel giugno 2019.

3.3 Relazioni esterne 
Il Consiglio europeo ha preparato l’incontro al vertice UE-Cina che si terrà il 9 aprile 2019.
Cinque anni dopo l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia, l’UE ribadisce che non riconosce e che continua a condannare questa violazione del diritto internazionale: essa rimane dunque risoluta nel suo impegno per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina.
Il Consiglio ha poi rivolto la sua attenzione alle catastrofi in Mozambico, Malawi e Zimbabwe, esprimendo la sua intenzione di continuare a fornire assistenza umanitaria d’urgenza alle popolazioni colpite.

3.4. La garanzia di elezioni libere e imparziali e la lotta alla disinformazione 
Il Consiglio europeo richiede ulteriori sforzi per fronteggiare la disinformazione e per proteggere le elezioni europee e nazionali in tutta l’UE. A tal proposito, il Consiglio approva la recente istituzione del Sistema di allarme rapido, e sollecita gli operatori privati ad attuare pienamente il Codice di pratica nonché ad assicurare dei più alti standard di responsabilità e trasparenza.

4. Conclusioni 
Nel suo incontro del 21 marzo il Consiglio europeo ha aggiunto un nuovo tassello alla vicenda della Brexit, ribadendo che l’Accordo di recesso è ormai chiuso e acconsentendo parzialmente alla richiesta di proroga presentata da Theresa May. Il 22 marzo, invece, i capi di Stato e di governo dei Paesi membri dell’Unione si sono posti l’obiettivo di contemperare il binomio competitività-sostenibilità nell’orientare lo sviluppo dell’economia e dell’industria europea.

Maria Cristina Mandolese

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