Vertice dei capi di Stato e di governo della NATO, Varsavia 8-9 luglio 2016 (14.07.2016)

Nei giorni dell’8 e 9 luglio 2016 si è riunito a Varsavia il vertice dei capi di Stato e di governo dei 28 paesi membri della NATO. A due anni dal vertice di Newport, nel Regno Unito, numerosi sono stati i cambiamenti nello scenario internazionale che hanno reso questo incontro molto atteso, specialmente dai membri europei dell’alleanza, che ha visto tra i punti dell’ordine del giorno numerose tematiche attinenti la sicurezza dei confini dell’alleanza e nei confronti delle nuove sfide che l’organizzazione condivide con l’Unione Europea quali il terrorismo e le minacce ibride.
Argomento caldo, a seguito dei recenti attentati a Parigi, Bruxelles e Istanbul, è stato quello relativo alla minaccia del terrorismo di matrice islamica e dell’area di instabilità che corre dal nord dell’Africa al Medioriente, meglio conosciuto come “fianco sud” della NATO, caratterizzato sin dal periodo della guerra fredda da uno scarso interesse strategico di fondo.
I paesi membri dell’Unione Europea hanno più volte richiesto un coinvolgimento più attivo della NATO in collaborazione con l’Unione al fine di contenere la minaccia terroristica, un impegno esplicitato con la Dichiarazione congiunta sottoscritta dal Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e dal Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg.
Principio cardine della dichiarazione è stata la volontà di instaurare una partnership più forte e coerente tra NATO e UE che sia allo stesso tempo rispettosa dell’autonomia decisionale e procedurale, al fine di poter far fronte alle nuove sfide che l’attuale situazione internazionale pone di fronte agli Stati membri delle due organizzazioni.
Al fine di soddisfare questi obbiettivi, le due organizzazioni hanno individuato alcuni punti di azione da perseguire: una più stretta collaborazione nella condivisione delle informazioni e delle notizie d’intelligence, lo sviluppo di procedure e strategie comuni, la programmazione di esercitazioni comuni, tutte misure atte a rispondere alle minacce ibride e per incrementare la cyber security.
Un punto essenziale della nuova collaborazione tra NATO e Unione è la stabilizzazione del Mediterraneo. Al fine di perseguire questo obiettivo è stato auspicato un più incisivo contributo della NATO nelle operazioni dell’Unione nella regione, ponendo le basi per la creazione di una strategia comune condivisa, la quale, attraverso un approccio comprensivo possa rispondere alle problematiche relative ai flussi migratori e alle minacce terroristiche, fornendo gli strumenti necessari alla costruzione delle capacità di difesa, sicurezza e resilienza dei paesi partner della regione.
Una maggiore collaborazione tra le due organizzazioni che non si è limitata semplicemente alle nuove minacce, bensì anche a teatri di crisi quali l’Afghanistan, dove è stato confermato l’impegno da parte dei paesi membri nella continuazione della missione di supporto al governo locale, e nel confine orientale.
Durante il vertice di Varsavia sono state prese nuove misure nei confronti della Federazione Russa e sulla difesa del confine Est dell’Alleanza.
Negli ultimi tempi, molti paesi dell’Europa dell’est appartenenti alla NATO hanno identificato nella Russia la principale minaccia alla sicurezza dei propri confini a seguito dello scoppio della crisi ucraina, dell’annessione nel 2014 della penisola ucraina della Crimea, dei continui spostamenti di truppe al confine e degli sconfinamenti di aerei militari nello spazio aereo di paesi NATO.
Numerosi sono stati gli sforzi portati avanti da parte dell’organizzazione nel settore orientale al fine di garantire la sicurezza dei propri membri attraverso la realizzazione di esercitazioni nei paesi baltici (tra le quali Anakonda, l’esercitazione NATO più imponente dai tempi della Guerra Fredda), tuttavia, durante il vertice, il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha ribadito la duplice strategia che vede affiancato all’organizzazione del sistema di sicurezza collettivo nell’est un dialogo con Mosca al fine di portare una de-escalation e un maggior dialogo politico con la Russia, per ridurre le tensioni e sviluppare un miglior rapporto.
Tuttavia nelle more di quanto riportato dal NATO-Russia Founding Act del 1997, il quale vietava lo stanziamento permanente di forze armate nell’Europa orientale a meno che le condizioni di sicurezza degli Stati alleati non siano in pericolo, la NATO ha programmato un rafforzamento della propria presenza ad oriente. Difatti, secondo quanto stabilito a Varsavia, l’Alleanza schiererà quattro battaglioni multinazionali con relativi asset strategici in Polonia e nei paesi baltici, i quali saranno fatti ruotare di Paese in Paese.
Nonostante la Federazione Russa, a detta dei principali leader europei e dello stesso Stoltenberg, venga ritenuta un importante vicino con un importante ruolo nella sicurezza europea, la NATO, con questo vertice, ha rafforzato la propria presenza sullo scenario internazionale, presentandosi come una forza rinnovata nei confronti di vecchie e nuove minacce, forte anche della confermata collaborazione con l’Unione Europea.

Fabio Sulli

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