Uno spazio più vicino. Comunicazione della Commissione sulla Strategia spaziale per l’Europa (12.06.2017)

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L’industria spaziale è in rapida evoluzione e coinvolge sempre più attori a livello internazionale, registrando, in particolare, una significativa avanzata del settore privato. L’Unione Europea, comunque – insieme all’Agenzia Spaziale Europea e all’EUMETSAT –, continua a ricoprire un ruolo globale preminente nel settore spaziale. Tuttavia, le nuove sfide impongono un potenziamento dei servizi e degli strumenti di politica spaziale per mantenere intatta questa leadership. A questo scopo, la Commissione europea ha elaborato la nuova Strategia spaziale per l’Europa (COM(2016) 705) che mira, oltre che a rafforzare la competitività dell’Europa, anche a coinvolgere maggiormente il settore privato, a contribuire alle principali evoluzioni tecnologiche e migliorare, nel complesso, la vita quotidiana di persone e lavoratori.
La Commissione ha tenuto a rimarcare l’importanza strategica dello spazio. Esso rappresenta, infatti, un motore di crescita e di innovazione che contribuisce direttamente al perseguimento degli obiettivi di crescita economica intelligente, sostenibile ed inclusiva fissati dalla strategia Europa 2020. Si tratta, peraltro, di un settore che stimola l’innovazione e la competitività ben oltre il proprio specifico ambito di ricerca, contribuendo alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro in quasi tutti i settori economici. I dati relativi agli impatti socio-economici delle attività spaziali dell’UE riferiti all’anno 2015 dimostrano infatti che il settore spaziale europeo occupa oltre 230 000 professionisti, con un valore stimato che si aggira intorno ai 50 miliardi di euro. Per queste ragioni e in considerazione del fatto che l’infrastruttura dei programmi spaziali europei – Galileo, Copernico e Egnos – è ormai solida e pienamente operativa, l’impegno della Commissione europea deve ora rivolgersi a incoraggiare l’uso commerciale dei dati spaziali da parte del settore pubblico e privato e a fornire ulteriori servizi idonei al perseguimento di priorità europee quali la sicurezza, la difesa e la lotta ai cambiamenti climatici.
Non è da sottovalutare, poi, l’impatto che la politica spaziale ha sulla vita quotidiana. Le tecnologie, i dati e i servizi spaziali sono infatti ormai indispensabili nell’uso dei telefoni cellulari, della TV satellitare, degli aerei, per i sistemi di navigazione dei veicoli e per il prelievo di contanti nei bancomat. Inoltre, rappresentano un importante strumento operativo nelle situazioni di emergenza, permettendo scambi di informazioni ed interventi più tempestivi nella prestazione dei soccorsi. Solo per fare alcuni esempi, gli strumenti di politica spaziale europea hanno giocato un ruolo di rilievo nella rimozione e nel trasporto della Costa Concordia nel Mar Tirreno, monitorando le correnti marine per evitare ulteriori rischi di inquinamento; sono state impiegate nel monitoraggio dell’eruzione vulcanica islandese del Marzo 2010 e dei movimenti sismici dello scorso anno nel centro Italia e hanno guidato le missioni dell’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera nel Mediterraneo.
La Strategia della Commissione si fonda su quattro obiettivi strategici:
1. Massimizzare i benefici dello spazio per la società e l’economia dell’UE. Sotto questo profilo, l’impegno della Commissione è rivolto principalmente a promuovere la diffusione dei servizi e dei dati spaziali. Per fare questo, essa ha intenzione di incoraggiare l’uso di Galileo per i telefoni cellulari e per le infrastrutture critiche, con l’intento di migliorare la connettività delle aree più remote, e di facilitare l’uso dei dati forniti da Copernico per favorirne la diffusione e consentire la creazione di piattaforme utili a start-up e imprese innovative per la condivisione dei dati. Le piattaforme sono altresì fondamentali per consentire alle istituzioni europee di restare in comunicazione con gli utenti e rispondere prontamente alle loro esigenze. Infine – per soddisfare esigenze emergenti, in settori prioritari come lo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici, la sicurezza e la difesa – la Commissione intende rafforzare i tre programmi chiave della politica spaziale europea per migliorare il sistema di controllo delle frontiere e di sorveglianza del mare e per consentire un monitoraggio più efficace dell’uso del suolo, delle emissioni di CO2 e di altri gas serra, della silvicoltura e dei cambiamenti nell’Artico.

2. Promuovere un settore spaziale europeo competitivo e innovativo a livello mondiale. Per affrontare la crescente concorrenza sulla scena mondiale, in un contesto in cui i sistemi industriali e i modelli economici sono in continuo mutamento, la Commissione si dichiara pronta a sostenere le attività di ricerca e innovazione e l’imprenditorialità dello spazio. In riferimento alla ricerca, in particolare, la Strategia è volta sia a promuovere nuovi sistemi industriali e nuovi strumenti di produzione, sia a garantire una più efficiente sinergia tra i vari settori strategici per affrontare le sfide globali e della società in modo intelligente ed efficace.

Nell’ottica della promozione dell’imprenditorialità nel settore spaziale, invece, la Commissione intende sostenere i nuovi imprenditori nelle fasi di avvio e di espansione della loro attività nel mercato unico. Il sostegno a questa iniziativa è garantito dal Piano di investimenti per l’Europa e dal futuro fondo dei fondi per il venture capital. Nei piani della Commissione, vi è infine la nascita di poli e cluster spaziali nelle regioni europee che consentano lo scambio di best practices e la condivisione di informazioni tecnologicamente avanzate tra tutti gli Stati Membri.

3. Rafforzare l’autonomia dell’Europa nell’accesso e nell’uso dello spazio in un contesto sicuro. La Commissione ritiene che l’accesso autonomo dell’Europa allo spazio e la libertà del suo utilizzo siano obiettivi prioritari per assicurare l’attuazione delle politiche spaziali europee. La presenza europea nello spazio è oggi assicurata da 18 satelliti in orbita, ma nel prossimo decennio, l’UE prevede di intensificare la sua posizione con il lancio di oltre 30 nuovi satelliti nell’ambito dei programmi Galileo e Copernico. Accanto a questo sistema, per così dire, invasivo, la Commissione è intenzionata a sostenere anche programmi di ricerca altamente innovativi per tentare di reagire o addirittura anticipare i cambiamenti di grande portata, come nel campo della riutilizzabilità e dei lanciatori di piccola dimensione, nonché nell’ambito di una nuova frontiera di attività commerciali, quali turismo e voli spaziali.

Altra questione affrontata nell’ambito della nuova Strategia è quella relativa ai detriti spaziali. Per assicurare la disponibilità e la sicurezza a lungo termine delle infrastrutture e dei servizi spaziali, è stato istituito, nel 2013, il servizio di sorveglianza dello spazio e localizzazione (SST). La Commissione intende estendere il suo campo di operatività per affrontare nuove minacce e vulnerabilità, come le minacce informatiche o l’impatto dei fenomeni meteorologici spaziali sui satelliti e sulle infrastrutture terrestri come i trasporti, le reti energetiche e di telecomunicazioni. Infine, la Commissione intende lanciare un nuovo progetto sulla comunicazione satellitare governativa (GovSatCom) per garantire servizi di comunicazione satellitare affidabili, sicuri ed efficienti di cui potranno avvalersi autorità pubbliche nazionali e istituzioni UE.

4. Rafforzare il ruolo dell’Europa in quanto attore globale e promuovere la cooperazione internazionale. È chiaro che tutti gli obiettivi della Strategia – sicurezza, difesa e lotta ai cambiamenti climatici – sarebbero compromessi, se l’Unione non riuscisse a ricoprire un ruolo ancora più incisivo sulla scena mondiale. La Commissione ritiene infatti che l’UE debba svolgere un ruolo guida tra i vari attori internazionali per poter affrontare consapevolmente le grandi sfide globali del nostro tempo, come la lotta ai cambiamenti climatici e la riduzione dei rischi di catastrofe, promuovendo la cooperazione internazionale e creando una governance globale o quadri giuridici adeguati per lo spazio. A tal fine, la Commissione si impegna – in seno alle Nazioni Unite – a promuovere un comportamento responsabile nell’uso dello spazio extra-atmosferico e a preservare e proteggere l’ambiente spaziale per un uso pacifico da parte di tutte le nazioni.
La sfida più difficile da fronteggiare sarà quella di dare attuazione concreta alle misure individuate dalla Strategia. La Commissione, a tal proposito, intende impegnarsi per assicurare il dialogo e la collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nella politica spaziale: gli Stati Membri, l’ESA, la GSA, le varie agenzie interessate, come l’EUMETSAT, l’industria, la ricerca e la comunità degli utenti.
Le attività di implementazione e di monitoraggio della strategia sono già iniziate, ma occorrerà attendere la valutazione intermedia dei programmi spaziali per capire se la Commissione sarà riuscita nell’arduo  compito di renderci cittadini dello spazio.

Silvia Di Pietro.

Per saperne di più:

COM(2016) 705 final

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