Stabilizzazione della Libia e risposta alle minacce ibride al centro della riunione del Consiglio Affari esteri (29.04.2016)

Il 18 e il 19 aprile scorso si è riunito a Lussemburgo il Consiglio Affari esteri. I principali temi trattati hanno riguardato le conclusioni sulla situazione libica a seguito dell’insediamento del Governo di intesa nazionale (GIN), l’elaborazione di strumenti per affrontare le minacce ibride e potenziare le missioni PSDC, e l’avvio della missione di addestramento militare in Repubblica Centroafricana.
Libia. L’Unione europea ha accolto favorevolmente l’insediamento a Tripoli del Consiglio di Presidenza libico presieduto dal primo ministro Fayez al Serraj, avvenuto lo scorso 30 marzo 2016.
Il Governo di intesa nazionale – nato il 17 dicembre 2015 a seguito della firma dell’accordo di Skhirat approvato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite mediante la risoluzione 2259 – è sostenuto dall’Unione, la quale ritiene il GIN l’unico governo legittimo in Libia, rendendosi disponibile a fornire, a seguito della richiesta libica, un supporto funzionale al ripristino della pace e la stabilità nel paese.
Nonostante l’insediamento non abbia avuto un facile avvio a causa delle contestazioni avvenute da parte dei parlamenti di Tripoli e Tobruk e del generale Khalifa Haftar, legato al governo di Tripoli, il GIN è stato riconosciuto da diverse istituzioni nazionali libiche quali la Banca Centrale, la National Oil Company, la Libyan Investment Authority e dai principali comuni libici, controllando attualmente otto ministeri. Il Consiglio, a seguito dei progressi sul piano politico in Libia, ha auspicato l’immediato, ordinato e pacifico trasferimento di poteri al GIN ed ha sollecitato le milizie e i gruppi armati esistenti a rispettarne l’autorità, condannando fermamente qualsiasi tentativo di ostacolare la stabilizzazione della Libia. I rappresentanti europei hanno inoltre ribadito la profonda preoccupazione per la crescente minaccia del terrorismo da parte di Daesh e delle organizzazioni ad esso affiliate.
Al fine di favorire la transizione politica in Libia, Bruxelles si è detta pronta a fornire sostegno nel campo della sicurezza a seguito di eventuali richieste del GIN. Qualora pervenisse una richiesta da parte della Libia e sulla scorta di consultazioni con i libici, un’eventuale missione civile PSDC potrebbe sostenere gli sforzi politici mediante consulenza e sviluppo di capacità nei settori della polizia e della giustizia penale, comprese attività antiterrorismo, gestione delle frontiere e lotta contro l’immigrazione irregolare, il traffico di migranti e la tratta di esseri umani, nel quadro del più ampio sostegno alla riforma del settore della sicurezza.
L’eventuale missione potrebbe avvalersi della capacità di pianificazione esistente di EUBAM Libia, la missione PSDC civile in supporto delle autorità libiche per la sicurezza delle frontiere, attiva dal 22 maggio 2013.
In aggiunta all’eventuale missione civile, verrà ulteriormente esaminato il sostegno che può essere fornito attraverso la missione PSDC EUNAVFOR MED SOPHIA attualmente attiva nel Mediterraneo, rafforzandone le capacità di smantellamento delle reti del traffico e della tratta di esseri umani contribuendo a una maggiore sicurezza a sostegno delle legittime autorità libiche, ad esempio mediante lo sviluppo di capacità della guardia costiera libica, e dell’attuazione del diritto internazionale.
L’Unione ha ribadito il suo pieno appoggio alla missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) attiva nel paese dall’ 11 settembre 2011, ed al rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Martin Kobler, nei rispettivi sforzi volti a garantire la piena attuazione dell’accordo politico libico.
In coordinamento con l’UNSMIL, il Consiglio ha ribadito il proprio impegno a fornire un pacchetto completo di misure a sostegno del Governo d’intesa nazionale e del popolo libico in diversi settori, con lo stanziamento di 100 milioni di euro, rendendosi disponibile a sostenere il GIN nella gestione dei migranti e dei richiedenti asilo, in stretto coordinamento con l’UNHCR, l’OIM e tenendo conto dell’esito del vertice di La Valletta.
L’UE farà in modo che il suo contributo risponda alle richieste e ai bisogni delle autorità libiche, garantendo la piena titolarità libica, e che esso sia coerente con altri aiuti internazionali sotto il coordinamento generale dell’UNSMIL.
Minacce ibride. L’incremento dell’impiego di strategie ibride e operazioni da parte di attori statali e non ai confini e nelle immediate vicinanze dell’Unione europea richiedono azioni appropriate e repentine per prevenire e contrastare le minacce ibride all’Unione ed ai suoi partner.
Il Consiglio ha sottolineato al riguardo la necessità di mobilitare gli strumenti dell’Unione a tal fine – in linea con le conclusioni del Consiglio Europeo del giugno 2015 e le conclusioni PSDC del Consiglio del maggio dello stesso anno – mentre è stata riconosciuta in capo agli Stati membri la responsabilità primaria per la sicurezza e la difesa, anche considerando il rilevante lavoro “in fieri” che riguarda le politiche di sicurezza interna ed esterna.
In tale contesto, il Consiglio ha accolto le comunicazioni congiunte tra i paesi membri dell’UE e i suoi partner nell’ambito delle minacce ibride e nella promozione  della resilienza, invitando l’Agenzia europea per la difesa e altri enti ad esaminare in maniera tempestiva e coerente strategie che assicurino risultati appropriati nel contrasto delle minacce ibride con un approccio multisettoriale che rispetti le procedure e le competenze degli Stati membri, della Commissione e dell’Alto Rappresentante.
Basandosi sull’esperienza di alcuni Stati membri e organizzazioni partner, Il Consiglio ha invitato gli Stati membri a considerare l’istituzione di un centro di eccellenza europeo per la “lotta contro le minacce ibride”, un ente multinazionale, o una rete di enti multinazionali, dedito allo studio delle modalità di attuazione e risposta alle minacce ibride, che possa favorire l’elaborazione di nuovi concetti e tecnologie nel settore privato e nell’industria per aiutare gli Stati membri nel rafforzamento della resilienza.
Il centro potrebbe operare in stretta collaborazione con i centri di eccellenza esistenti dell’UE e della NATO per attingere alle conoscenze sulle minacce ibride acquisite grazie alla difesa informatica, alla comunicazione strategica, alla cooperazione civile-militare, alla risposta e alla reazione alle crisi.
I ministri europei hanno inoltre accolto la proposta dell’Alto Rappresentante di creare una cellula dell’UE per l’analisi delle minacce ibride, al fine di migliorare lo scambio di informazioni e promuovere la condivisione dei dati di intelligence fra tutti i settori, evidenziando il bisogno di un più stretto dialogo, cooperazione e coordinamento con la NATO, nel rispetto dei principi di autonomia di decisione di entrambe le organizzazioni.
Il Consiglio, infine, ha invitato la Commissione e l’Alto Rappresentante a provvedere a riportare i progressi compiuti in tal senso entro luglio 2017.
Mission Support Platform. Il Consiglio, richiamando le conclusioni del 18 maggio 2015, ha accolto l’istituzione della Mission Support Platform (MSP), una piattaforma di supporto per le missioni PSDC civili dell’UE istituita al fine di migliorare la gestione, il dispiegamento e l’efficienza delle missioni di gestione delle crisi civili condotte dall’Unione.
La piattaforma verrà costituita in coordinamento tra la Commissione e il Servizio Europeo per l’Azione Esterna al fine di portare una maggiore efficienza, flessibilità ed economie di scala alle missioni PSDC civili.
EUTM RCA. Il 19 aprile 2016 il Consiglio aveva approvato l’avvio della missione di addestramento militare nella Repubblica Centroafricana (EUTM RCA) per contribuire alla riforma del settore della difesa del paese.
La missione, con base a Bangui, opererà inizialmente per un periodo di due anni, e sarà volta a realizzare un’effettiva modernizzazione, inclusiva e democratica delle forze armate della RCA attraverso la consulenza strategica e l’addestramento delle forze armate locali.

Fabio Sulli

Per saperne di più:
EUBAM LIBIA
UNSMIL
EUNAVFOR MED SOPHIA

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