Sostenibilità del debito greco e questioni fiscali al centro del Consiglio ECOFIN del 23 maggio (30.05.2017)

Nella riunione del Consiglio economia e finanza del 23 maggio sono stati affrontati diversi temi rilevanti per il presente ed il futuro dell’Unione e dell’area euro.

L’ECOFIN ha anzitutto preso atto di quanto avvenuto nel corso della riunione dell’Eurogruppo che ha principalmente riguardato la situazione greca e la possibilità di una nuova ristrutturazione del debito greco nei confronti delle istituzioni. Si tratta della prima discussione sulla sostenibilità del debito greco dall’estate del 2015, anno in cui fu approvato il nuovo programma di aggiustamento macroeconomico ellenico. Nonostante l’Eurogruppo abbia sottolineato gli sforzi compiuti dalla Grecia nell’attuazione del Memorandum con l’approvazione di un nuovo pacchetto di riforme, un accordo sulla ristrutturazione del debito pubblico greco non è stato raggiunto. Si è comunque esclusa la possibilità di un haircut nominale dell’esposizione debitoria verso le istituzioni e si è riaffermata la volontà di adottare qualsiasi misura nel rispetto del diritto dell’Unione europea e del diritto che governa il Meccanismo europeo di stabilità. Il che, se per un verso può apparire scontato, per altro verso costituisce un ostacolo non marginale al raggiungimento di un accordo che renda il debito greco veramente sostenibile. Ad ogni modo, qualsiasi accordo dovrà avvenire nel rispetto dell’art. 125 TFUE (divieto di bail-out) e, considerato che l’Eurosistema è uno dei creditori più importanti del Paese, dell’art. 123 TFUE.

Tra gli altri temi al centro della riunione, vi sono stati il nuovo sistema di risoluzione delle dispute per doppia imposizione fiscale e la possibilità di adottare una base imponibile comune per l’imposta sulle società. Rispetto alla prima questione, si è raggiunto un accordo in seno al Consiglio su un nuovo sistema, sulla base della procedura prevista all’art. 115 TFUE per il ravvicinamento delle disposizioni che abbiano un’incidenza sul mercato interno. Le dispute di cui il nuovo sistema si occuperà saranno principalmente quelle relative all’interpretazione ed applicazione della Convenzione relativa all’eliminazione delle doppie imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate (90/436/CEE, c.d. Union Arbitration Convention). Il meccanismo consente al contribuente che ritenga di aver subito una doppia imposizione di richiedere la risoluzione amichevole della disputa. Se questa ha esito negativo, è prevista una procedura d’arbitrato in cui ad una commissione viene affidato il compito di emettere pareri vincolanti nei confronti degli Stati membri. Rispetto al tema dell’adozione di una base imponibile comune per l’imposta sulle società, il Consiglio sta cercando di trovare un’intesa sulla base della nuova proposta della Commissione del 2016. Già nel 2011 la Commissione aveva avanzato una prima proposta sui cui tuttavia non si era riusciti a trovare un accordo. La nuova proposta contiene elementi di novità rispetto a quella del 2011 ma l’obiettivo è comunque quello di ridurre gli oneri amministrativi nei confronti delle multinazionali tramite un unico apparato normativo per calcolare gli utili imponibili in tutta l’UE, riducendo simultaneamente i margini per l’elusione fiscale. Infatti, per le grandi multinazionali, in grado di ricorrere a strategie di pianificazione fiscale aggressiva, ricorrere al meccanismo diverrà obbligatorio. La proposta del 2016 introduce inoltre meccanismi per favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle grandi imprese. Il Consiglio sul punto non ha deciso ma ha ritenuto opportuno proseguire la discussione per verificare se la proposta contenga effettivamente i “giusti elementi di flessibilità” e ha inoltre rinnovato il proprio impegno a considerare separatamente una proposta in materia di consolidamento fiscale.
Oltre alle questioni accennate, l’ECOFIN ha anche affrontato il tema degli squilibri macroeconomici e, particolarmente, ha preso atto e valutato gli esami approfonditi presentati dalla Commissione ai sensi del regolamento 1176 del 2011 nell’ambito del semestre di coordinamento delle politiche economiche e ha svolto il follow-up delle raccomandazioni specifiche per Paese del ciclo 2016.

Federico Di Dario

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