Riunione ECOFIN: in agenda la Tobin Tax, lo European Semester 2016 e lo stato d’attuazione dell’Unione Bancaria (30.12.2015)

In occasione della riunione dell’8 dicembre, svoltasi a Bruxelles, il Consiglio Affari Economici e Finanziari ha affrontato una serie di temi inerenti il processo di riforma su alcuni importanti capitoli economico-finanziari della politica continentale.
European Semester 2016. I rappresentanti europei hanno lanciato, in sede ECOFIN, il Semestre Europeo per l’anno 2016, il meccanismo annuale di monitoraggio delle politiche economiche, fiscali ed occupazionali degli Stati membri. La Commissione ha presentato nell’occasione il consueto “alert mechanism report”, il primo step della Macroeconomic Imbalances Procedure (MIP), nel quale tradizionalmente si individuano, in base ad una serie di indicatori, i paesi con caratteristiche tali da causare potenziali squilibri. Inoltre, la stessa Commissione ha anche presentato il suo “annual growth survey”. Tale documento contiene le azioni considerate prioritarie dalla Commissione al fine di garantire un maggiore coordinamento ed efficacia delle politiche economiche dei paesi membri. Il Consiglio adotterà le proprie conclusioni sui due atti nell’ambito della prossime riunione in calendario il 15 gennaio del nuovo anno. Il Semestre Europeo si concluderà a luglio 2016 con l’adozione di raccomandazioni specifiche indirizzate ai singoli paesi.
Flessibilità del Patto di Stabilità e Crescita. I ministri dell’ECOFIN hanno confermato il loro consenso sulla posizione comune già espressa dal Comitato Economico e Finanziario, alla luce di una comunicazione della Commissione del gennaio 2015. Tale posizione condivisa si fonda sull’opportunità di considerare margini di flessibilità nel quadro dei criteri dettati dal Patto di Stabilità e Crescita, previa esistenza di specifiche condizioni politiche. Esse sono legate a condizioni cicliche, all’attuazione di riforme strutturali ed investimenti del governo comunque finalizzati alle riforme strutturali. Tale finestra, si specifica, non deve recare pregiudizio all’impegno degli Stati al consolidamento fiscale e alle regole del Patto.
La Tobin Tax. La riunione ha fatto registrare alcuni timidi passi in avanti sulla questione della tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax. Nello specifico, il Consiglio ha discusso la proposta, avanzata da 11 paesi tra cui l’Italia, di instaurare una “cooperazione rafforzata” sul punto. Una convergenza specifica che ha soprattutto una valenza politica. Alcuni punti di carattere tecnico, infatti, restano da chiarire. Mentre è stato stabilito che verranno tassati azioni e derivati, il tema dell’estensione territoriale del provvedimento resta in parte incerto.  Presumibilmente la sua efficacia, relativamente alle azioni, verrà limitata ai paesi aderenti alla cooperazione rafforzata. Una scelta che lascerebbe aperta, allo stato attuale, la questione del ricollocamento degli investimenti in altri paesi. Per i derivati, invece, è stato deciso che verranno tassati sia quelli emessi negli Stati coinvolti nella cooperazione, sia quelli emessi altrove ma scambiati nel territorio degli Stati parti della stessa.
Unione Bancaria
Schema comune di assicurazione dei depositi. I ministri dell’economia e delle finanze dell’UE hanno discusso una proposta di regolamento presentata dalla Commissione in merito all’istituzione di uno schema europeo di assicurazione dei depositi bancari (EDIS). IL provvedimento costituisce il terzo pilastro dell’Unione Bancaria, insieme al Single Supervisory Mechanism (SSM) ed il Single Resolution Mechanism (SRM), ed è l’unico dei tre a non aver visto ancora la luce.
Single Resolution Fund. L’ECOFIN ha affidato ad un comunicato l’aggiornamento relativo ad un altro tassello cruciale per il completamento dell’Unione bancaria: il Single Resolution Fund, anche conosciuto come fondo salva banche. «Gli Stati che partecipano all’Unione bancaria – si legge nella nota – hanno deciso di mettere in piedi un sistema di finanziamento ponte per assicurare fondi sufficienti al Single Resolution Fund durante il periodo di transizione. Dal 2016, ogni Stato entrerà in un accordo di prestito con il Single Resolution Board, che consente di attivare una linea di credito nazionale individuale per sostenere il compartimento nazionale del fondo salva-banche in caso di possibili carenze in seguito a casi di risoluzione negli Stati in questione. Con questo accordo gli Stati assicurano una partenza credibile del fondo salva-banche dal 2016».
Altro tema discusso in sede consiliare ed inserito nell’agenda dei lavori su richiesta della Francia dopo i tragici fatti di Parigi del 13 novembre scorso, è stato quello del finanziamento del terrorismo. Il Consiglio ha nell’occasione fatto richiamo alle iniziative già poste in essere nei mesi precedenti, quali la European Agenda on Security dell’aprile di quest’anno, in cui, si afferma nelle conclusioni della riunione, è costante la previsione di sforzi atti ad individuare e contrastare i canali di finanziamento del terrorismo. Inoltre, parallelamente alle misure discusse lo scorso 30 novembre presso il Consiglio Giustizia e Affari Interni, tra le altre relative alla cooperazione dell’intelligence finanziaria tra i vari paesi, il Consiglio ha fatto riferimento alla proposta di direttiva avanzata dalla Commissione il 2 dicembre, la quale prevede un giro di vite sul finanziamento di attività a fini terroristici.
Si ritiene doveroso in questa sede un cenno relativo agli esiti dell’Eurogruppo, riunitosi il 7 dicembre. Il Gruppo ha fatto il punto sulla situazione in Grecia, in particolare sullo stato di attuazione del programma dello European Stability Mechanism (ESM) concluso nell’agosto di quest’anno, che ha dato il nulla osta ai finanziamenti, in cambio di alcune condizionalità, riassumibili nel concetto di riforme strutturali, ricorrente nel vocabolario europeo. Al centro dei punti discussi vi è stato quello della ricapitalizzazione di alcune importanti banche del paese. In agenda anche la situazione dell’Irlanda. A novembre quest’ultima ha ospitato la quarta missione di sorveglianza (post-programme surveillance mission) da parte della Commissione, della Banca Centrale Europea, in coordinamento con il Fondo Monetario Internazionale. I ministri dell’economia UE hanno accolto con favore gli esiti positivi del programma di aggiustamento intrapreso negli ultimi anni dal governo di Dublino.
Diego Del Priore

Per saperne di più:
Macroeconomic Imbalances Procedure
European Security Agenda 2015
European Stability Mechanism

Comments are closed.