Riunione dell’Ecofin del 14 ottobre 2014 (15.10.2014)

1. Il 14 ottobre 2014 si è tenuto, a Lussemburgo, il Consiglio dei Ministri delle Finanze dell’UE (Ecofin) e, sotto la guida del Ministro italiano Pier Carlo Padoan, sono stati affrontati una serie di temi relativi allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, alla tassazione dei prodotti energetici, all’adozione di misure a favore degli investimenti ma anche sull’unione bancaria, riproposta tra i temi sul tavolo dei ministri Ue. I lavori, seguendo il programma predisposto per la riunione, prevedevano che il Consiglio discutesse in primis delle misure da porre a sostegno degli investimenti, questi ultimi da destinarsi a settori chiave come la ricerca e l’innovazione nonché verso quei settori che si rivelino idonei a rilanciare la crescita economica. In materia fiscale, nei giorni precedenti la riunione, era stato avanzato altresì il proposito di raggiungere un accordo che contenesse le misure per garantire lo scambio di informazioni in modo automatico tra le amministrazioni nazionali. Tuttavia, punto centrale della riunione, rimangono le attese informazioni della Commissione, con le quali si provvederà alla preparazione della normativa di attuazione in materia di contributi da porre a carico delle banche e da destinarsi ai fondi di risoluzione delle crisi, questi ultimi istituiti ai sensi delle norme recentemente concordate nella gestione delle crisi del settore bancario. Da ultimo i ministri, nel quadro UE 2030, hanno avviato una discussione informale in materia di clima ed energia, in vista della riunione del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre. Di particolare rilievo sono state le affermazioni, rese all’inizio dei lavori, da Jyrki Katainen, commissario europeo agli Affari economici e monetari, il quale, in relazione al piano di Junker da 300 miliardi di euro consistenti in “investimenti reali e non solo liquidità”, ha ammesso che “…Sul tavolo c’è sia liquidità ma anche una migliore regolamentazione e nuove singole opportunità per il settore privato”, manifestando l’intento dell’UE di raccogliere risorse pubbliche sia nazionali sia dell’Unione europea in modo tale che il programma “giochi un ruolo di catalizzatore per il settore privato”.

2. Per quanto riguarda il primo argomento affrontato nel corso della riunione, ovvero lo scambio di informazioni obbligatorie in materia fiscale, lo stesso trova definizione nelle dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Padoan il quale sostiene che lo scambio automatico di informazioni fra le amministrazioni nazionali sia un’idonea ed efficace misura contro l’evasione fiscale, che segnerà un grande cambiamento nella lotta contro dette condotte. Il titolare del dicastero di Via XX settembre ha puntualizzato inoltre come detto obiettivo rappresenti una vera e propria riforma strutturale a livello internazionale. Nella riunione è stato approvato un progetto di direttiva inerente lo scambio di informazioni tra gli Stati membri in materia di fisco, atto a riformare la disciplina previgente. La Direttiva 2011/16/UE già fornisce un quadro in cui si delineano gli aspetti essenziali relativi all’assistenza reciproca tra gli Stati, con la quale si consente agli stessi di valutare meglio le tasse ed i profili contigui. La direttiva in questione, infatti, definisce i dettagli da trasmettere con le richieste per informazioni sui contribuenti, impedendo alle banche di rifiutare le informazioni per motivi di segretezza bancaria. Inoltre il provvedimento appena menzionato contiene previsioni circa lo scambio automatico obbligatorio di informazioni per alcune categorie reddituali, includendo altresì un approccio step-by-step per estendere questa disposizione a nuove categorie di reddito e di capitale. A seguito della riunione del 14 ottobre, il Consiglio è pervenuto ad un nuovo accordo con il quale sottolinea come l’Unione europea non disconosca l’importanza di sviluppi internazionali sullo scambio di informazioni su questioni fiscali, fino ad arrivare ad una maggiore armonizzazione della legislazione interna degli Stati a seconda dei casi. La nuova direttiva sarà adottata in una prossima riunione del Consiglio, senza ulteriore discussione, una volta messa a punto in tutte le lingue ufficiali. In base all’articolo 115 del trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, per l’adozione di detto atto sarà necessaria l’unanimità del Consiglio previa consultazione con il Parlamento europeo.

3. Circa la dibattuta questione degli investimenti, il Consiglio ha infine concluso che nonostante i numerosi sforzi strutturali compiuti dagli Stati membri e i significativi miglioramenti delle condizioni dei mercati finanziari, si assiste purtroppo ancora oggi ad una crescita del PIL molto bassa accompagnata ad un livello insostenibile della disoccupazione. Ha sottolineato, in detta sede, l’urgenza di implementare ulteriormente le misure per aumentare la competitività e il potenziale di crescita in Europa, al fine di rafforzare le aspettative di crescita economica. Il Consiglio ha altresì condiviso le preoccupazioni sul calo degli investimenti sia pubblici sia privati nella zona UE determinato dallo scoppio della crisi finanziaria e riconosciuto come lo stesso possa essere determinato da molteplici fattori, tra cui la domanda aggregata insufficiente in alcuni Stati membri e la complessiva incertezza macroeconomica. In quest’ottica si evidenzia la necessità di rendere l’azione della Banca europea per gli investimenti più efficace, sfruttando appieno la sua capacità di sostenere gli investimenti e di incrementare la competitività e il potenziale di crescita.

Daniele Paolanti

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