Riunione dell’Ecofin del 12 settembre 2014 (15.09.2014)

1. Il 12 e 13 settembre, per due giorni a Milano, si è tenuto il Consiglio Ecofin nel corso del quale sono state affrontate numerose tematiche relative alle misure da adottare per uscire dalla stagnazione che sta colpendo l’Europa. Di particolare interesse si sono rivelate le opinioni, espresse in modo pressoché unanime, in materia di investimenti. I responsabili dei dicasteri economici degli Stati membri dell’UE hanno assunto piena consapevolezza del fatto che non è possibile aspettarsi una ripresa dell’economia avvalendosi degli sforzi dei soli Stati. Tra le posizioni più significative vi è quella di Jyrki Katinen, commissario UE uscente agli affari economici e neo vicepresidente della Commissione europea (che si insedierà a novembre) il quale ha ammesso che “Molti Paesi hanno già in programma o stanno attuando delle riforme ma l’attuazione delle riforme è più importante, perché se c’è la ricetta di un medico e sono state comprate le medicine e poi non le prendiamo, non serve molto. Questa è la posizione condivisa da molti dei colleghi”. Il Ministro italiano Pier Carlo Padoan si è espresso riguardo alla riunione definendola come un’occasione importante per dare sostanza alle priorità che l’Italia ha messo sul tavolo dell’Agenda Europea e che ha suscitato un dibattito importante.

2. Anche nel corso di questa riunione, sembra sia emersa la preoccupazione dei rappresentanti in seno al Consiglio di non far aumentare la spesa pubblica nella zona UE. Al riguardo alcuni esponenti, come il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, si sono pronunciati sull’assoluta necessità di avviare un concreto piano di riforme per il quale si richiede un doveroso impegno degli Stati membri. Il Ministro tedesco ha in particolare manifestato il suo pieno supporto al Premier italiano Matteo Renzi nella difficile attività sulle riforme strutturali. Per quanto riguarda poi il possibile e temuto controllo di Bruxelles sulle riforme italiane sono emerse opinioni contrastanti nel corso della riunione informale di Milano. Non irreale appare infatti l’ipotesi, avanzata da molti nel corso dell’incontro, che l’intento politico che sta prendendo piede a Bruxelles sarebbe di affidare alla prossima Commissione UE, guidata da Junker, una sorta di rivoluzione nella governance europea, il tutto nel tentativo di accentrare le decisioni di politica economica. Se così fosse, i Paesi maggiormente segnati dalla recessione potrebbero dover trasmettere un piano di riforme dettagliato a Bruxelles che potrebbe, quindi, esprimere giudizi in ordine alla qualità e alla efficacia degli stessi. Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha invece ribadito come sia necessario continuare a stimolare gli investimenti ai fini della crescita, evitando che ad occuparsene rimangano sempre i privati. Sul punto, ha ribadito il Ministro del Governo Renzi, è stato dato mandato alla Commissione Europea ed alla Banca Europea degli Investimenti di produrre in tempi rapidi suggerimenti molto concreti da tradurre in misure nazionali ed Europee. Il problema degli investimenti è stato sollevato anche dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il quale sostiene che la domanda è molto bassa e occorre far ripartire gli investimenti, a livello privato più che pubblico, perché in materia di investimenti il problema è soprattutto europeo.
3. Ulteriore argomento di particolare interesse affrontato nel corso della riunione è stata l’individuazione di possibili margini di flessibilità, per i quali si rivelano necessarie una serie di riforme strutturali in considerazione del ciclo economico negativo. Pare inoltre in dirittura d’arrivo un abbondante piano di iniezione di liquidità da parte della BCE verso le banche nella speranza che poi le medesime risorse vengano trasferite dal sistema bancario alle imprese così da ridurre l’annoso problema del credit crunch.
4. La riunione pertanto si è tradotta in un’occasione per affrontare una serie di tematiche ma, nel corso di questo incontro informale, non sono state adottate decisioni operative. Profili molto controversi riguardano, come sopra si è detto, la questione del controllo da parte di Bruxelles del piano di riforme dell’Italia ma al riguardo sono emerse posizioni ed ipotesi ancora molto contrastanti. L’occasione si è però rivelata decisiva per consentire il rilancio degli investimenti (la tematica centrale della riunione) nella speranza di incentivare la crescita, ancora molto debole.

Daniele Paolanti

 

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