Risultati del Consiglio trasporti dell’8 ottobre 2015 (12.10.2015)

1. Introduzione. – L’8 ottobre 2015 a Lussemburgo si è tenuto il Consiglio trasporti presieduto da François Bausch, ministro per lo sviluppo sostenibile e le infrastrutture del Granducato.
Il Consiglio non ha approvato nessuna misura, ma ha discusso di alcuni temi prioritari per l’Unione Europea e i suoi operatori economici e cittadini. I ministri si sono confrontati sul tema, dalle prospettive interessanti (e forse problematiche), come quello dell’apertura al mercato, alla liberalizzazione e alla concorrenza del settore ferroviario dedicato ai passeggeri. Hanno rilanciato il Libro bianco sui trasporti del 2011 e la necessità di realizzare quanto contenuto, ma le posizioni seppure non in contrapposizione sono abbastanza diversificate, almeno sulle priorità, gli strumenti e i processi da utilizzare per raggiungere gli obiettivi. Importanti, poi, le comunicazioni effettuate dalla Commissione e dalla Banca europea degli investimenti relativamente al Fondo europeo per gli investimenti strategici e ai finanziamenti europei per il trasporto. Infine, gli ultimi due argomenti hanno riguardato i probabili futuri test sulle auto per valutarne le emissioni reali (chiara la calendarizzazione di tale questione dopo lo scandalo Volkswagen) e la promozione di una strategia dell’UE per il ciclismo e l’uso della bicicletta come vera e propria modalità di trasporto.

2. Apertura e governance del mercato ferroviario. – Il Consiglio ha concordato un orientamento generale da sviluppare in futuro riguardante due proposte, una volta a liberalizzare i servizi ferroviari nazionali destinati ai passeggeri e l’altra volta a rafforzare la governance dell’infrastruttura ferroviaria. Lo scopo delle nuove regole sarà quello di migliorare la qualità dei servizi ferroviari facendoli diventare più dinamici e orientati al consumatore e anche incoraggiare investimenti e innovazione e garantire una competizione equa nel mercato del trasporto ferroviario. Per questo, sulla base delle proposte discusse, le compagnie ferroviarie europee avrebbero accesso non discriminatorio alla rete di tutti i Paesi dell’Unione, potendo fornire così i servizi di trasporto nazionale per passeggeri o creando i propri servizi commerciali da affiancare a quelli di altri operatori oppure partecipare agli appalti pubblici di servizi. Il necessario pendant a questo nuovo corso sarebbe la predisposizione di misure di salvaguardia da mettere in atto per prevenire i possibili conflitti di interesse e aumentare la trasparenza dei flussi finanziari tra gestori delle infrastrutture e operatori ferroviari.
I ministri hanno convenuto che la gara dovrebbe essere la via maestra per l’aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi. Tuttavia una serie di eccezioni a questa regola consentirebbe l’assegnazione diretta, fermo restando che questa evenienza è sostenibile per i piccoli contratti e in circostanze eccezionali. In particolare le autorità degli Stati membri vorrebbero poter optare per l’aggiudicazione diretta se giustificata da determinate caratteristiche geografiche del mercato e della rete e se essa porterebbe a un miglioramento della qualità del servizio e del rapporto costo/efficienza.
Infine, la posizione del Consiglio consente alla presidenza di avviare i negoziati con il Parlamento Europeo e puntare all’approvazione delle proposte per poi farle diventare legge.

3. Dibattito su Libro bianco sui trasporti. – Il Consiglio ha tenuto un dibattito sulle priorità e gli obiettivi della politica dei trasporti dell’UE avendo come riferimento il Libro bianco Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei trasporti – Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile presentato dalla Commissione nel marzo 2011 [COM(2011) 144 definitivo] che fa seguito al Libro bianco sui trasporti del 2001. Questo nuovo Libro bianco ha lo scopo di contribuire a costruire un sistema dei trasporti competitivo, riducendo al contempo in modo significativo la dipendenza dell’Europa dal petrolio e tagliando le emissioni di gas serra. Innanzitutto presenta le principali sfide che l’UE deve fronteggiare in questo settore cruciale – che contribuisce all’economia europea con circa 10 milioni di occupati e il 5% del PIL – tra cui le più significative sono la dipendenza dal petrolio e dai suoi derivati per coprire il 96% del fabbisogno energetico del settore dei trasporti, la concorrenza crescente sui mercati mondiali dei trasporti in rapido sviluppo, la congestione a livello stradale e aereo, lo squilibrio tra ovest e est nelle infrastrutture di trasporto, la pressione crescente sulle risorse pubbliche per il finanziamento delle stesse.
Poi illustra le prospettive per un sistema dei trasporti competitivo e sostenibile le quali devono articolarsi in misure volte alla crescita dei trasporti e al sostegno alla mobilità con un obiettivo di riduzione delle emissioni del 60% e in azioni riguardanti tre tra i principali segmenti di trasporto, ossia quello a media distanza, a lunga distanza e il trasporto urbano. Il primo – inerente un’efficiente rete per il trasporto interurbano multimodale – è dove l’azione dell’UE potrebbe avere un impatto maggiore e più rapido in quanto esistono meno vincoli dovuti alla sussidiarietà o ad accordi internazionali. Il tema centrale è come fare per favorire, per quanto riguarda i passeggeri, un uso maggiore dei trasporti con autobus, ferrovia e aereo e, nel caso delle merci, le soluzioni multimodali basate sui trasporti marittimi e ferroviari. Per entrambi è indispensabile una migliore integrazione delle reti modali esistenti ovvero, tanto per fare un esempio, gli aeroporti, i porti e le stazioni ferroviarie, degli autobus e delle metropolitane dovranno essere sempre più collegati fra loro e trasformati in piattaforme di connessione multimodale per i passeggeri. Altri risultati da conseguire, tra gli altri, saranno il potenziamento delle reti ferroviarie e del loro uso da parte delle persone e delle aziende per il trasporto delle merci, un migliore utilizzo dei porti marittimi degli Stati costieri sia per la navigazione tra Paesi UE, sia per quella interna sfruttando i corsi d’acqua navigabili, importanti a loro volta per il trasporto domestico di merci e passeggeri e per il collegamento con i mari. La strategia relativa al secondo segmento, cioè quello del trasporto a lunga distanza – che afferisce al traffico merci intercontinentale – coinvolge prevalentemente i settori marittimo e aereonautico. Nel primo, in cui l’UE ha sviluppato una politica marittima integrata che inserisce il trasporto marittimo in un più ampio contesto di governance, competitività e strategie regionali, l’Unione dovrebbe impegnarsi ad abbassare l’impatto ambientale della navigazione e dovrebbe lottare per l’applicazione e il rispetto a livello mondiale di norme rigorose in materia di sicurezza, protezione dell’ambiente e condizioni di lavoro e per l’eliminazione della pirateria. Nel settore aereonautico l’UE dovrebbe migliorare gli aspetti relativi alle operazioni di gestione degli aeromobili, del traffico e della capacità degli aeroporti. Infine, per quanto riguarda le azioni da intraprendere nel terzo segmento di trasporto, ossia quello dei trasporti urbani puliti e al pendolarismo, che ha un notevole impatto sulle emissioni e sull’inquinamento ambientale ed acustico, sono molte le azioni raccomandate dal Libro bianco come la graduale introduzione di veicoli che impiegano motori ibridi, un potenziamento dei trasporti pubblici e collettivi, la gestione della domanda e la pianificazione territoriale, misure per incoraggiare lo spostamento a piedi e in bicicletta e l’introduzione di sistemi di propulsione e carburanti alternativi nel parco veicoli urbano composto da autobus, taxi e furgoni per le consegne.

Particolarmente significativi i dieci obiettivi per un sistema dei trasporti competitivo ed efficiente sul piano delle risorse e i relativi parametri comparativi per conseguire l’obiettivo di ridurre del 60% le emissioni di gas serra. Questi sono ricondotti all’interno di tre grandi macro-aree, ossia: (a) messa a punto e l’utilizzazione di carburanti e sistemi di propulsione innovativi e sostenibili (nel trasporto urbano, marittimo e aereo); (b) ottimizzazione dell’efficacia delle catene logistiche multimodali, incrementando tra l’altro l’uso di modi di trasporto più efficienti sotto il profilo energetico e per questo completare entro il 2050 la rete ferroviaria europea ad alta velocità; spostare, per percorrenze superiori ai 300 km, il trasporto merci dalla strada verso altri modi del 30% entro il 2030 e del 50% entro il 2050; rendere operativa entro il 2030 in tutta l’UE una “rete essenziale” TEN-T multimodale; collegare entro il 2050 tutti i principali aeroporti della rete alla rete ferroviaria, di preferenza quella ad alta velocità; garantire che tutti i principali porti marittimi siano sufficientemente collegati al sistema di trasporto merci per ferrovia e, laddove possibile, alle vie navigabili interne; (c) miglioramento dell’efficienza dei trasporti e dell’uso delle infrastrutture mediante sistemi d’informazione e incentivi di mercato, quindi portare a termine entro il 2020 lo spazio aereo comune europeo e applicare sistemi equivalenti di gestione del traffico terrestre e marittimo nonché il sistema globale di navigazione satellitare europeo (Galileo); definire entro il 2020 un quadro per un sistema europeo di informazione, gestione e pagamento nel settore dei trasporti multimodali; avvicinarsi entro il 2050 all’obiettivo “zero vittime” nel trasporto su strada e infine procedere verso la piena applicazione dei principi “chi utilizza paga” e “chi inquina paga”.

Nel Libro, poi, è anche indicato cosa resta da fare nei quattro ambiti cruciali individuati dalla strategia cioè: (a) un sistema di mobilità efficiente ed integrato; (b) innovare per il futuro – tecnologia e comportamenti; (c) infrastrutture moderne, tariffazione intelligente e finanziamenti; (d) dimensione esterna. Per questo è presente un allegato in cui sono elencate tutte le iniziative da attuare in tal senso. Data la notevole quantità di proposte è inopportuno in questa sede dare conto di tutte, ma considerando i quattro ambiti di cui prima è possibile elencarne i grandi capitoli all’interno dei quali sono ricomprese le singole iniziative. Per il punto (a) un sistema di mobilità efficiente ed integrato occorre realizzare uno spazio unico europeo dei trasporti (mercato interno dei servizi ferroviari, Cielo unico europeo, capacità e qualità degli aeroporti, cintura blu marittima, navigazione interna, trasporto merci su strada, trasporto multimodale di merci), promuovere posti e condizioni di lavoro di qualità, sviluppare la pubblica sicurezza nei trasporti, intervenire sulla sicurezza dei trasporti per salvare migliaia di vite umane, innalzare la qualità e l’affidabilità del servizio. Per ciò che attiene il punto (b), innovare per il futuro – tecnologia e comportamenti, occorre una politica europea per la ricerca e l’innovazione nel campo dei trasporti, promuovere comportamenti più ecologici, incoraggiare una mobilità urbana integrata. Per ciò che concerne il punto (c) infrastrutture moderne, tariffazione intelligente e finanziamenti, sarà importante definire nei nuovi orientamenti TEN-T una rete essenziale delle infrastrutture strategiche europee per una rete europea della mobilità, adottare criteri ex ante di valutazione dei progetti, elaborare un nuovo quadro di finanziamento coerente per l’infrastruttura di trasporto, fissare prezzi corretti evitando distorsioni. Infine per l’ambito (d) relativo alla dimensione esterna, è prioritaria l’apertura dei mercati di Paesi terzi ai servizi, ai prodotti e agli investimenti nel settore dei trasporti e pertanto la dimensione dei trasporti figura in tutti i negoziati sul commercio condotti dall’Unione europea a livello regionale, bilaterale e internazionale (Organizzazione mondiale del commercio).

Su questi aspetti contenutistici si è sviluppato il dibattito in Consiglio, dove tutti i ministri hanno affermato che gli obiettivi generali del Libro bianco rimangono prioritari, anche se alcune delegazioni hanno affermato che alcuni obiettivi a breve e medio termine potrebbero essere rivisti per renderli più realistici. Gli spunti più significativi hanno riguardato la necessità di fare sforzi addizionali per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione, di una migliore intermodalità, del pieno utilizzo del potenziale dei mezzi e dei modi di trasporto (compresa la bicicletta). Molti ministri hanno sottolineato l’importanza di realizzare un’area di trasporto unica europea – così come sollecitata dal Libro – e qualcuno ha sottolineato la sfida dei collegamenti per e nelle aree periferiche. Il dibattito ha anche evidenziato il ruolo fondamentale dei trasporti per l’economia, il bisogno di investire nelle infrastrutture e la centralità di garantire buone condizioni di lavoro in tutti i settori dei trasporti. L’UE dovrebbe anche supportare la richiesta di condizioni più eque giunta dagli operatori UE nella competizione globale con particolare riferimento all’aviazione e al settore marittimo e infine diverse delegazioni hanno chiesto misure più ambiziose per quanto riguarda la sicurezza stradale.

4. Fondo europeo per gli investimenti strategici e finanziamenti UE per il trasporto. – Il Vice Presidente della Commissione Jyrki Katainen e il Vice Presidente della Banca Europea degli Investimenti (BEI) Pim van Ballekom hanno informato i ministri sulle nuove opportunità collegate al Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI). La Commissione ha detto che il Fondo è già stato lanciato, è disponibile sia per gli operatori del settore pubblico che per quelli del settore privato e che non ci sono quote dedicate a settori o Paesi, ma piuttosto i progetti sono scelti solo sulla base del merito. La Commissione ha istituito uno sportello unico denominato Advisory Hub per aiutare gli investitori pubblici e privati e ha in programma di lanciare un portale web pubblico nel mese di gennaio.
La BEI dal canto suo ha affermato che il problema non è la liquidità ma una mancanza di assunzione di rischi da parte degli investitori e dei promotori dei progetti. Inoltre ha sottolineato che il Fondo europeo per gli investimenti strategici è un meccanismo di garanzia, non un fondo. Infine ha evidenziato che la rilevanza di un progetto per la competitività e la creazione di posti di lavoro e la crescita è al centro della valutazione effettuata dalla BEI e la chiave del suo successo è la sua buona preparazione.

5. Test sulle emissioni delle autovetture. – La Commissaria al mercato interno, industria, imprenditoria e piccole e medie imprese Elżbieta Bieńkowska ha informato i ministri sui lavori in corso per sviluppare nuove procedure per effettuare i test di misurazione delle emissioni reali delle autovetture. Con riferimento ai recenti fatti che hanno riguardato la casa automobilistica tedesca Volkswagen, ha sottolineato l’importanza della trasparenza nell’intero settore dell’automotive per riguadagnare la fiducia del pubblico e ha incoraggiato tutti gli Stati membri a effettuare le necessarie indagini interne offrendo il pieno sostegno della Commissione per espletare questo processo. Infine ha detto che la Commissione intende adottare il pacchetto relativo alle emissioni reali di guida entro la fine di ottobre.

6. Promuovere il ciclismo e l’uso della bicicletta. – La presidenza ha informato il Consiglio dell’esito e dei risultati della riunione informale dei ministri dei trasporti degli Stati membri tenutasi a Lussemburgo il 7 ottobre 2015. La riunione è stata dedicata alla promozione della bicicletta e del suo maggiore uso, soprattutto nelle città e i ministri e i segretari di Stato presenti all’evento hanno approvato una dichiarazione sulla bicicletta come modo di trasporto alternativo e rispettoso del clima. La dichiarazione, che ha previsto anche un agile piano d’azione, ha tratto alcune sue conclusioni basandosi sull’indagine Cyclelogistics study – Cyclelogistic moving Europe forward (2014) e ha chiesto quindi alla Commissione di considerare le seguenti azioni: (a) riconoscere la bicicletta come un vero modo di trasporto e integrarla nella politica dei trasporti multimodali; (b) sviluppare un documento strategico sull’uso della bicicletta a livello UE; (c) istituire una piattaforma europea che funga da sportello unico per le questioni connesse al ciclismo e al trasporto in bicicletta, che serva per lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri soprattutto sulla questione della sicurezza stradale dei ciclisti e che monitori l’attuazione e l’impatto della strategia UE per il ciclismo e la bicicletta. La strategia dell’Unione per il trasporto in bicicletta, infine, nella sua fase operativa deve coinvolgere strettamente anche gli Stati membri, le autorità regionali, locali e urbane, gli stakeholders pubblici e privati e i cittadini, in una chiara impostazione di governance verticale e orizzontale.

Luigi D’Ettorre

PER APPROFONDIMENTI

Libro bianco sui trasporti (2011)

Cyclelogistics study

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