Risultati del Consiglio Affari generali del 13 ottobre 2015 (17.10.2015)

Il Consiglio Affari generali riunitosi a Lussemburgo il 13 ottobre 2015 e presieduto da Jean Asselborn, ministro per gli Affari esteri ed europei del Lussemburgo, ha aperto i lavori discutendo degli argomenti da portare al Consiglio europeo del 15-16 ottobre 2015, ossia principalmente, la questione immigrazione, il punto della situazione in merito alla discussione relativa alla proposta dei cinque Presidenti sul completamento dell’Unione economica e monetaria ed eventuali temi specifici di politica estera date le vicende che coinvolgono diversi quadranti interessanti, ma anche preoccupanti per l’Europa, a partire dalla guerra in Siria.

I ministri, poi, hanno dibattuto del lavoro svolto dagli organi preparatori del Consiglio per quanto riguarda le priorità della Commissione per il suo programma di lavoro per il 2016 che dovrebbe essere adottato il 27 ottobre 2015. Come emerso dal discorso sullo stato dell’Unione del Presidente della Commissione J.-C. Juncker e dalla lettera di intenti sua e del Vice-Presidente F. Timmermans rivolta al Presidente del Parlamento europeo M. Schulz e al Primo ministro lussemburghese X. Bettel (entrambi del 9 settembre 2015) le priorità che dovranno essere affrontate dalla Commissione nel programma di lavoro per il prossimo anno riguarderanno un nuovo impulso al lavoro, alla crescita e agli investimenti, un mercato unico digitale collegato, un’Unione resiliente dell’energia con una politica lungimirante sui cambiamenti climatici, un mercato interno più profondo e giusto con una base industriale rafforzata, un’Unione economica e monetaria più profonda e giusta, la conclusione di un accordo di libero scambio ragionevole ed equilibrato con gli Stati Uniti, un’area di giustizia e libertà fondamentali basata sulla fiducia reciproca, una nuova politica sull’immigrazione, un rafforzamento del proprio ruolo di attore globale e infine un’Unione di cambiamento democratico a partire da un nuovo accordo interistituzionale tra le istituzioni politiche, ossia Commissione, PE e Consiglio, relativo alla Better Regulation. Proprio su quest’ultimo item la presidenza ha informato i ministri sullo stato di avanzamento del negoziato tra le tre istituzioni che dovrebbe concludersi, entro la fine dell’anno, con un accordo per migliorare la qualità del processo decisionale dell’UE, della procedura legislativa e della relativa legislazione.

Inoltre il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla delegazione olandese riguardanti la relazione della Dutch Safety Board (il Consiglio di sicurezza olandese) sull’abbattimento del volo della Malaysia Airlines MH17 partito da Amsterdam (da qui la competenza olandese) e diretto a Kuala Lumpur (Malesia) avvenuto il 17 luglio 2014 sui cieli dell’Ucraina orientale e che ha causato la morte di 298 persone. Secondo l’agenzia l’incidente aereo è stato causato dalla detonazione di una testata tipo-9N314M lanciata dalla parte orientale dell’Ucraina utilizzando un sistema missilistico Buk di fabbricazione russa e le prove che hanno portato a questo esito sono diverse. Ad esempio, il sistema d’arma utilizzato è stato identificato sulla base, tra le altre cose, della tipologia di danni rinvenuti sui rottami del velivolo, dei frammenti trovati tra i rottami e nei corpi dei membri dell’equipaggio e del modo in cui l’aeromobile si è scomposto e poi sciolto. Il report completo ufficiale, peraltro molto consistente, è consultabile al seguente indirizzo web: http://cdn.onderzoeksraad.nl/documents/report-mh17-crash-en.pdf

Il Consiglio ha anche adottato una decisione che determina la posizione dell’UE relativamente alla decisione del Comitato misto istituito ai sensi dell’Accordo tra UE e Repubblica di Armenia per la facilitazione del rilascio dei visti fra le due parti ed entrato in vigore il 1° gennaio 2014 per quanto riguarda l’adozione del suo regolamento interno. È utile ricordate che l’Armenia è uno dei Paesi del partenariato e del vicinato orientale dell’UE.

A seguito di una proposta di decisione presentata il 10 settembre 2015 dalla Commissione al Consiglio, quest’ultimo ha adottato la decisione che determina la posizione dell’UE in seno al Council for Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights e nel Consiglio generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) in merito alla richiesta da parte dei Paesi meno sviluppati membri del WTO per (a) ottenere una proroga per un periodo di transizione di dieci anni concesso nell’ambito dell’accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (Agreement on Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights – TRIPS) relativo ad alcuni obblighi concernenti alcuni prodotti farmaceutici e riguardanti anche la politica dei brevetti perseguita dal WTO, (b) una rinuncia a determinati obblighi previsti dall’accordo TRIPS. Il Consiglio, quindi, ha deciso che l’UE debba accettare sia la richiesta di proroga formulata dai Paesi meno sviluppati ai sensi dell’art. 66, par. 1 dell’Accordo TRIPS, sia quella di rinunciare agli obblighi stabiliti dall’art. 70, paragrafi 8 e 9 del medesimo trattato relativi agli obblighi e ai criteri di brevettabilità.

Luigi D’Ettorre

PER APPROFONDIMENTI

Lettera di intenti di Juncker sulle priorità della Commissione (9.9.2015)

Relazione finale su abbattimento aereo MH17

Agreement on Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights – TRIPS

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