Risultati del Consiglio Affari esteri del 14 marzo 2016: Burundi, Repubblica Centrafricana e sanzioni contro gruppi terroristici (24.03.2016)

 

Il 14 marzo 2016 si è riunito a Bruxelles il Consiglio Affari esteri. I temi trattati sono stati sostanzialmente tre: la situazione interna del Burundi e le mosse dell’UE in tal senso; il regime sanzionatorio a carico di Da’esh e di Al-Qaeda; la fase post-elettorale nella Repubblica Centrafricana e il varo, da parte dell’UE, di una missione PSDC militare di addestramento per rafforzare la preparazione e le competenze dell’esercito centrafricano e contribuire a rendere più sicuro il Paese.

• Burundi
Il Consiglio Affari Esteri, presieduto dall’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, ha concluso le consultazioni con il Burundi ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di Cotonou.

La situazione in Burundi è stata definita fonte di preoccupazione per l’UE. Gli impegni che il governo del Burundi ha proposto al fine di rassicurare l’UE in merito alla situazione di crisi interna del paese sono risultati insufficienti.

Pertanto il Consiglio ha deciso la sospensione del supporto finanziario al governo del Burundi pur tuttavia mantenendo gli aiuti umanitari e finanziari alla popolazione, stabilendo misure specifiche che lo Stato africano dovrà adottare al fine della ripresa della cooperazione con l’Unione Europea.

L’alto rappresentante auspica che l’adozione di tali misure con il coinvolgimento e il supporto già in essere delle Nazioni Unite, della Comunità economica degli Stati dell’Africa orientale e dell’Unione Africana, possano essere decisivi per garantire il sostegno al dialogo interno tra le parti per una soluzione politica e duratura della crisi del Paese africano.

Il Consiglio esorta il governo del Burundi a prendere gli impegni necessari per ristabilire una situazione di normalità all’interno del paese.

Al fine di mantenere il supporto alla popolazione, il Consiglio predispone la preparazione di progetti finanziati dall’UE volti a garantire l’accesso ai servizi di base, senza fornire risorse finanziarie tramite i conti detenuti dal governo del Burundi. Infine, la decisione del Consiglio sarà riesaminata con periodicità almeno semestrale, anche sulla base di missioni congiunte di monitoraggio del Servizio europeo per l’azione esterna dell’Unione e della Commissione.
• Al-Qaeda
Il Consiglio, in linea con la risoluzione 2253 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvata il 17 dicembre 2015, ha adottato una decisione tesa a modificare le misure restrittive nei confronti dei membri dell’organizzazione terroristica Al-Qaeda e altri individui, gruppi, imprese ed entità associati ad essa. Il Consiglio reitera la condanna nei confronti di Da’esh e di Al-Qaeda ritenuti responsabili di numerosi crimini e fonte di instabilità globale, invitando gli Stati membri a lavorare al fine di tagliare i flussi finanziari e le risorse economiche
• Repubblica Centrafricana

Il Consiglio è giunto alle seguenti conclusioni relative alla Repubblica Centrafricana (RCA):

La situazione della RCA è a un punto di svolta. Le elezioni tenutesi in maniera pacifica il 14 febbraio 2016 sono state caratterizzate da credibilità e trasparenza, grazie al lavoro positivo svolto da tutti gli stakeholders del Paese africano coinvolti nel processo democratico.

Il Consiglio si congratula con il nuovo presidente della Repubblica Faustin-Archange Touadéra, invitando tutte le parti politiche a riconoscerne la legittimità.

Al fine di completare la transizione democratica, le nuove autorità statali dovranno affrontare numerose sfide che si pongono davanti al processo di riconciliazione nazionale e di ricostruzione del Paese: Il disarmo, la smobilitazione dei gruppi armati, lo state-building e la riforma del settore della sicurezza, la restaurazione dello Stato di diritto e della coesione sociale, l’istituzione dei servizi sociali di base, la ripresa dell’economia e la creazione di opportunità di lavoro assieme ad uno sfruttamento delle risorse naturali responsabile e sostenibile.

Il raggiungimento di tali obiettivi dovrà ricalcare i principi di una buona e democratica governance economica, seguita da un approccio costruttivo al dialogo nello spirito di quanto definito dal forum di Bangui.

Il ritorno dei rifugiati nelle loro comunità è un obiettivo essenziale affinché queste condizioni vengano poste in essere. L’attuazione di tutte queste misure contribuirà alla stabilizzazione a lungo termine del Paese e incoraggerà la Comunità internazionale a mantenere i propri impegni nei confronti della Repubblica Centrafricana.

L’Unione Europea accoglie l’impegno della missione MINUSCA delle Nazioni Unite e il supporto fornito attraverso l’Operazione Sangaris la quale ha contribuito ad assicurare che il procedimento elettorale si svolgesse pacificamente.

MINUSCA ha giocato un ruolo cruciale nel supporto delle autorità centrafricane, attraverso l’attuazione del processo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione, fornendo assistenza sul campo e rendendo efficace la riforma della sicurezza nel Paese. L’UE continuerà il proprio coordinamento con le Nazioni Unite e altri partner internazionali in questo contesto, definendo gli attori regionali essenziali per il processo di stabilizzazione e riconciliazione nella Repubblica Centrafricana.

Al fine di contribuire alla riforma delle forze armate locali, il Consiglio approva il concetto di gestione della crisi per una missione PSDC militare di addestramento di una durata iniziale di due anni denominata EUTM CAR, con base a Bangui. Essa in sostanza sarà un’estensione della missione EUMAM RCA e contribuirà a fornire al governo della Repubblica Centrafricana risorse e appoggio per la ricostruzione e l’addestramento di un esercito professionale rappresentativo dell’intera nazione e posto al servizio delle istituzioni democratiche.

Il Consiglio invita il Servizio europeo per l’azione esterna a continuare la pianificazione della missione la quale dovrà essere soggetta a decisione del Consiglio prima della fine del mandato della missione EUFOR RCA.

L’Unione Europea invoca il supporto della Comunità internazionale al fine di dare una spinta immediata ai progetti di sviluppo e cooperazione dai quali in futuro il paese dipenderà e inoltre ritiene essenziale mantenere la mobilitazione internazionale in questa fase post-elettorale al fine di consolidare la ripresa del Paese e la fuoriuscita dalla crisi. L’UE è pronta a giocare un ruolo attivo in questo impegno supportando l’organizzazione di una conferenza internazionale che potrebbe svolgersi a Bruxelles.

Fabio Sulli

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