Risultati del Consiglio Affari Esteri del 12-13 maggio (23.05.2016)

Il 12 e il 13 maggio scorso si è riunito il Consiglio Europeo Affari Esteri. I temi dibattuti sono stati numerosi. I ministri hanno inaugurato il dialogo intorno al piano d’azione de La Valletta su migrazione e sviluppo a sei mesi dalla sua adozione. Il Consiglio ha, inoltre, tenuto un dibattito orientativo sulla revisione del consenso europeo per lo sviluppo alla luce dell’attuazione dell’Agenda 2030 e due discussioni tematiche, di cui una sulla programmazione congiunta e l’altra sulla partecipazione del settore privato. I presenti si sono confrontati con il ministro delle finanze afghano in vista della conferenza di Bruxelles del 5 ottobre 2016. Nella giornata di venerdì 13 maggio i lavori del consiglio si sono concentrati sugli accordi commerciali, in special modo quelli con Canada e Usa.

12 Maggio
Revisione del consenso europeo per lo sviluppo

– Agenda 2030
I ministri hanno sottolineato la necessità di creare sinergie tra le politiche europee e di adottare un approccio più coerente e flessibile al fine di ridurre le disuguaglianze e le cause profonde della migrazione. L’obiettivo è anche quello di rafforzare il legame tra lo sviluppo sostenibile e l’aiuto umanitario: coinvolgere la società civile e gli attori privati mentre si promuovono i diritti umani e lo stato di diritto.

– Partecipazione del settore privato
Il Consiglio ha discusso sull’importanza del coinvolgimento del settore privato nell’implementazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottolineando la necessità di incoraggiare gli investimenti privati al fine di raggiungere una crescita inclusiva e sostenibile nei paesi in via di sviluppo. Un ruolo centrale è rivestito dalle catene globali del valore (GVC) che il Consiglio riconosce essere diventate elementi essenziali nei modelli di produzione globale. Enfatizza, inoltre, il contributo che gli strumenti commerciali dell’Unione possono dare allo sviluppo sostenibile, ai diritti umani e al buon governo.
Il Consiglio incoraggia la Commissione e gli Stati membri a garantire che le politiche continuino a supportare la sostenibilità nelle catene globali del valore e promuovano i principi del Corporate Social Responsibility. Il Consiglio appoggia gli sforzi intrapresi per promuovere catene di approvvigionamento responsabile attraverso iniziative come quella intrapresa dall’UE denominata Garment Initiative volta a una gestione più responsabile nel settore dell’abbigliamento e le iniziative nel settore agricolo come l’applicazione delle normative nel settore forestale (FLEGT) e le Dichiarazioni di Amsterdam sulla deforestazione e sulla fornitura di olio di palma sostenibile.

– Programmazione congiunta
Il Consiglio riconosce il valore dell’approccio della programmazione congiunta la quale mira a rafforzare la cooperazione transfrontaliera, il coordinamento e l’integrazione dei programmi di ricerca e sviluppo degli Stati membri. Se adeguatamente implementata, la programmazione congiunta offre concrete opportunità per l’elaborazione di politiche di sviluppo coerenti.

– Migrazione e Sviluppo
I quattro punti essenziali sui quali si è soffermato il Consiglio riguardano:
1. Il Piano di azione di La Valletta a sei mesi dalla sua adozione;
2. Lo stato dell’arte dei progetti nelle regioni del Sahel e del lago Ciad finanziati dal Fondo Fiduciario di Emergenza per l’Africa per un totale di 750 milioni di euro;
3. Gli sviluppi dei dialoghi ad alto livello con i paesi partner;
4. La questione inerente gli sfollati interni (Internally Displaced Persons) e i migranti forzati, strettamente correlata con la tratta degli esseri umani, lo sfruttamento e la sicurezza. A tal proposito il Consiglio invita i paesi ospitanti a dotarsi di una normativa in linea con gli standard internazionali nel rispetto dei diritti e delle dignità umane.
Il Consiglio accoglie favorevolmente il Summit Umanitario Mondiale delle Nazioni Unite che avrà luogo il 23 e 24 maggio 2016 a Istanbul. Esso rappresenta un’imperdibile opportunità per la comunità internazionale di confrontarsi con le responsabilità condivise relative alla salvaguardia delle vite umane, l’alleviamento della sofferenza e la protezione della dignità umana.

– Afghanistan
In occasione della Conferenza di Bruxelles sull’Afghanistan, i ministri dello sviluppo dell’Unione hanno incontrato il ministro delle finanze afghano, Eklil Ahmad Hakimi, il quale ha presentato il nuovo quadro nazionale evidenziando le riforme che dovranno essere adottate. L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha sottolineato l’impegno dell’Unione nei confronti dell’Afghanistan che si traduce in 200 milioni di euro all’anno fino al 2020. Il Consiglio richiama la responsabilità collettiva del governo di unità nazionale afghano rispetto alle politiche e alle riforme economiche incluso l’ambito elettorale e istituzionale.
Il Consiglio esprime la sua preoccupazione riguardo la situazione dei diritti umani in Afghanistan e sottolinea l’importanza di un processo di pace a conduzione afghana che si concentri sui diritti umani. Tra le priorità che il Consiglio considera essere fondamentali per lo Stato afghano ci sono la soddisfazione dei bisogni primari della popolazione, la riduzione della povertà, lo sviluppo sostenibile, la creazione di lavoro per le donne e la lotta al traffico di droga e alla corruzione coniugati alla sostenibilità fiscale. Tutto ciò promuoverà il consolidamento delle istituzioni democratiche del paese.
Saranno necessari ulteriori sforzi per gestire i flussi migratori, soprattutto quelli irregolari, perciò il Consiglio incoraggia il governo afghano a garantire favorevoli condizioni di sviluppo della popolazione. Si cercherà di chiarire questi scopi attraverso l’High Level Dialogue on Migration. L’Unione Europea e i suoi Stati membri intendono mantenere il loro supporto politico e finanziario fino al 2020 incoraggiando gli altri donatori internazionali e i partner regionali affinché forniscano un adeguato supporto politico e finanziario all’Afghanistan.

– Politica di sicurezza e difesa comune
In tema di sicurezza e difesa comune il Consiglio ha emendato il mandato EU NAVFOR Atalanta, l’operazione navale dell’UE volta alla prevenzione, deterrenza e repressione degli atti di pirateria e del traffico di armi lungo le coste somale. Tali emendamenti permetteranno di implementare il programma CRIMARIO studiato dall’Unione per gestire meglio la situazione marittima nell’Oceano Indiano.
Viene, inoltre, rafforzata la presenza regionale della missione EUAM in Ucraina in particolare negli uffici temporanei di Lviv e Kharkiv aumentando il personale internazionale da 105 elementi a 140.

13 Maggio

– Accordo EU-Canada
In questa occasione il Consiglio ha discusso un piano di investimenti preliminare con i rappresentanti dello Stato del Canada, noto come CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement). Parallelamente ai lavori del Consiglio, la Commissione Europea ha ribadito la sua volontà di procedere alla firma dell’accordo entro il Giugno 2016. In base ai termini dell’intesa, il CETA permetterà di abolire il 99% delle tariffe che ostacolano il commercio tra il Canada e l’Unione Europea. Sono da menzionare infine i progressi relativi alla risoluzione di dispute commerciali, attraverso l’introduzione di formule di protezione degli investimenti.

– WTO: follow-up to Nairobi conference
La Commissione europea ha avanzato le proprie idee per proseguire sulla strada intrapresa a Nairobi lo scorso dicembre (2015). Gli obiettivi dell’UE consistono essenzialmente nel sistema di scambio multilaterale e nell’ulteriore espansione del DDA (Doha Development Agenda). I DDA sono finalizzati alla semplificazione del commercio globale favorendo prospettive di crescita ed espansione commerciale per i paesi in via di sviluppo.

– TTIP
Il Consiglio ha discusso gli sviluppi e i prossimi step da intraprendere nelle negoziazioni sull’accordo sul commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti, la partnership transatlantica sul commercio e gli investimenti (TTIP).
Durante l’ultima fase di negoziazione, tenutasi il 25 aprile scorso, sono state affrontate tutte le parti più importanti dell’accordo. La prossima fase si terrà durante l’estate. I testi consolidati sono stati preparati per tutti i capitoli dell’accordo in modo da lasciare un numero limitato di questioni da risolvere a livello politico.
Le negoziazioni stanno preparando un accordo suddiviso in tre parti:
1. L’accesso al mercato;
2. La cooperazione normativa;
3. Le norme che disciplinano lo sviluppo sostenibile, l’energia, le materie prime, i consumatori, la protezione degli investimenti e le facilitazioni al mercato.

Carla Di Nardo

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