Riforma della tassazione dei gruppi di società, politica economica degli Stati Membri, prime considerazioni sull’entrata nell’Euro della Lituania e bozza del bilancio dell’Unione. (03.07.2014)

Riforma della tassazione dei gruppi di società, politica economica degli Stati Membri, prime considerazioni sull’entrata nell’Euro della Lituania e bozza del bilancio dell’Unione.

I lavori del Consiglio ECOFIN del 20 Luglio 2014, sono stati inevitabilmente influenzati dalle questioni economiche e finanziarie dell’Unione. Tra i temi trattati, grande importanza hanno avuto la modifica della Direttiva 2011/96/UE riguardante il regime fiscale dei gruppi societari e l’adozione di raccomandazioni concernenti la politica economica degli Stati Membri. Si è anche aperta una prima discussione sull’adozione dell’Euro da parte della Lituania e infine si è lavorato ad una bozza del bilancio dell’Unione per il 2015.

La Direttiva 2011/96/UE era stata originariamente concepita per evitare che società dello stesso gruppo operanti in diversi Stati, venissero tassate due volte – in due Stati – per le stesse componenti reddituali. L’intervento correttivo – emendamento 9926/14 FISC 80 ECOFIN 493 – mira a porre fine ad una pratica diffusa, specie tra le grandi aziende che operano in più Paesi e che sfruttano le falle del sistema europeo composto da 28 legislazioni diverse per eludere il fisco. Si tratta degli “hybrid loan mismatch”, cioè di particolari strumenti finanziari che hanno caratteristiche “ibride”, essendo considerati da alcuni Paesi azioni privilegiate e da altri titoli di debito. Grazie a queste caratteristiche è possibile che la capogruppo finanzi con “hybrid loan” una società del gruppo e che questo finanziamento sia deducibile, essendo un costo, sia dalla capogruppo, sia dalla società ricevente.
Ma alcune aziende ne hanno approfittato anche per “pianificare i propri pagamenti infragruppo in modo da godere di una doppia non tassazione”, come dichiarato nella conferenza stampa a chiusura dei lavori. Cioè non pagare affatto.
Ora questa lacuna viene colmata stabilendo che la società madre avrà diritto all’esenzione solo per quella parte di profitti che le società sussidiarie non possono dedurre dalle tasse nel Paese in cui operano. Risultato importante se si pensa che in Europa secondo Commissione, si registra ogni anno un’evasione di almeno 850 miliardi di euro, mentre l’elusione ammonta a circa 150 miliardi.

Fondamentali anche i contenuti delle raccomandazioni ai 28 paesi che fanno riferimento alla necessità di crescita. Per l’Italia – Racc. 10791/14 – la rotta deve essere quella di eliminare le differenze macroeconomiche al suo interno, con particolare riferimento alla disparità di produttività e ricchezza tra il nord e il meridione.

Importanti anche le decisioni (11089/14 Articolo 126, 12 TFUE) per la chiusura delle procedure per deficit eccessivo di Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi, Austria e Slovacchia. Per questi paesi si rende necessaria una attenzione maggiore per evitare eccessivo indebitamento.
Per ciò che riguarda l’entrata nell’Euro della Lituania, l’ECOFIN ha apprezzato lo sforzo del paese nell’attuazione dei criteri di convergenza con la legislazione economica Europea. Dopo aver constatato la stabilità del cambio scelto dal Governo lituano, il miglioramento del rapporto deficit PIL e altri fattori macroeconomici in linea con le richieste della BCE, il Consiglio ha espresso parere favorevole all’ingresso con la Racc. 11090/14.

Sul bilancio per il 2015 il Consiglio ha evidenziato la necessità di trovare risorse per arginare la mancanza di investimenti in Europa e la disoccupazione. Si prevede solo un piccolo aumento di spesa da 142,1 a 145,6 miliardi di euro. Dalla bozza di evince una razionalizzazione della spesa in favore di crescita, ricerca e innovazione. Circa il 60% di questi fondi infatti è stato stanziato per i nuovi programmi di sostegno alle imprese e ai giovani per il periodo 2014/2020 e per gli obbiettivi di Horizon 2020. Da segnalare il +140% di fondi per l’immigrazione e un +30% per le politiche a favore dell’occupazione.

La crescita dunque, sarà il fulcro dei prossimi lavori dell’ECOFIN. Le Istituzioni Europee hanno più volte manifestato la volontà di combattere la crisi economica puntando su una razionalizzazione e diminuzione della spesa. Obbiettivo non facile dato che per molti, anche all’interno nell’ECOFIN, l’unica soluzione immediata ai problemi economico-sociali dei cittadini dell’Unione è invece un aumento di spesa per favorire gli investimenti. Dai dati del bilancio 2015 però, sembrerebbe che l’Unione preferisca spostare i fondi in settori chiave per la crescita. Il ministro Padoan, nella conferenza stampa indetta dopo l’ECOFIN, ha confermato che nelle prossime riunioni ci si interesserà anche di tasse e di investimenti per rafforzare la fiducia dei cittadini nell’Europa.

Sabatino Valerio

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