Regime fiscale transfrontaliero, Unione Bancaria e dei Mercati di Capitali: gli esiti della sessione ECOFIN – Lussemburgo, 7 ottobre 2015 (10.10.2015)

I ministri delle finanze dei paesi membri dell’Unione Europea si sono riuniti a Lussemburgo il 7 ottobre. La sessione si inserisce in una fase delicata del processo di integrazione continentale, specificamente nella sua dimensione economica e finanziaria. In particolare, dopo il report dei Cinque presidenti sul completamento dell’Unione Economica e Monetaria, i lavori inevitabilmente si sono concentrati sul monitoraggio delle sue  varie componenti e le tappe verso una loro progressiva attuazione a livello nazionale ed europeo.
Tassazione compagnie transfrontaliere. L’ECOFIN ha raggiunto un accordo politico su una direttiva per migliorare la trasparenza nel calcolo, da parte degli Stati membri, della tassazione delle compagnie transfrontaliere, nell’ambito di un pacchetto di misure che hanno lo scopo di contrastare l’evasione fiscale delle compagnie transfrontaliere.
La direttiva, proposta dalla Commissione nel marzo scorso, richiede uno scambio di informazioni degli Stati membri in merito alle regole fiscali transfrontaliere ed agli accordi sulle tariffe. Dal canto suo, la Commissione, archiviate tali informazioni, dovrebbe essere in grado di svolgere una funzione di controllo più efficace, ferma restando la possibilità degli Stati membri di chiedere ulteriori informazioni sulle politiche fiscali degli altri membri. “L’azione costituisce un passo decisivo verso una maggiore trasparenza sulle questioni fiscali. L’Europa sta  inviando un segnale forte verso una maggiore equità nella tassazione del mondo del business”. Con queste parole Pierre Gremagna, ministro delle finanze lussemburghese e presidente di turno del Consiglio, ha accolto il risultato della riunione su questo versante. Le nuove regole troveranno applicazione dal gennaio 2017.
Unione Bancaria. Altro punto importante all’ordine del giorno ha riguardato lo stato di attuazione delle disposizione relative alla costituzione dell’Unione Bancaria, in particolare quelle concernenti gli strumenti preposti ad affrontare la risoluzione dei fallimenti degli istituti bancari. All’Unione Bancaria partecipano i diciannove Stati membri della zona euro, mentre altri sette stati hanno manifestato l’intenzione di farne parte. Il consesso ha sollecitato gli Stati membri ad adottare le necessarie misure a livello nazionale, funzionali al completamento dell’Unione. Nell’occasione, la Commissione ha svolto un aggiornamento sul suo stato di attuazione. In particolare, tra le altre, si è sottolineato l’esigenza di completare la ratifica dell’accordo intergovernativo  sul single resolution fund (SRF), oltre a procedere al recepimento di una direttiva  sugli schemi di garanzia dei depositi. Il SRF ed il single resolution board (SRB) costituiscono elementi cardine del single resolution mechanism (SRM), istituito al fine di gestire in maniera ordinata i fallimenti bancari, che entrerà in funzione il 1 gennaio 2016. Il SRB avrà la funzione di dettare le modalità di gestione dei fallimenti bancari, gli strumenti da porre in essere e le modalità di utilizzo del SRF. Il SRB è costituito da sei membri, nominati nel dicembre 2014 ed il suo presidente, Elke König, già a capo della German Financial Supervisory Authority, si è insediato ufficialmente nel marzo 2015.
Unione dei Mercati di Capitali. Al fine di sviluppare il progetto di Unione dei Mercati di Capitali, la Commissione – attraverso il Commissario per la Stabilità Finanziaria, Jonathan Hill – ha presentato un piano d’azione sul tema. La presidenza dell’ECOFIN, al riguardo, si è detta disponibile ad assecondare il piano, in particolare in riferimento alla proposta di introdurre prodotti di “cartolarizzazione” del credito, che costituisce una delle principali misure del piano. Il piano d’azione della Commissione, presentato il 30 settembre scorso, nelle intenzioni garantirebbe una maggiore capacità dei mercati dei capitali di far fronte agli shock finanziari che, attraverso una unione dei mercati dei capitali, dovrebbe essere in grado di attrarre investimenti e, anche tramite le già citate cartolarizzazioni, amplierebbe la gamma delle modalità di finanziamento. L’Unione di tale dimensione coinvolgerebbe i 28 stati membri dell’UE e l’obiettivo è renderne possibile una piena esecuzione entro la fine del 2019. Da sottolineare come le cartolarizzazioni (“securitization”) inevitabilmente evocano dibattiti ed analisi relativi alla genesi della crisi finanziaria del 2007-2008, che ha avuto il suo epicentro negli Stati Uniti, dove proprio l’emissione da parte del sistema bancario di sofisticati prodotti “cartolarizzati” fu tra le ragioni alla base della diffusione sistemica. Ad oggi  lo stesso Commissario Hill  fornisce da Bruxelles garanzie in termini di trasparenza e semplicità della misura proposta, sulla cui portata e caratteristiche si rimanda, in attesa di sviluppi, a un approfondimento che ne possa valutare potenziali ripercussioni.
European Semester. Lo European Semester rappresenta il processo di valutazione – nell’arco di sei mesi dell’anno – delle politiche fiscali, economiche ed occupazionali degli stati membri. E’ stat0 introdotto nel 2011 nell’ambito di quel pacchetto di strumenti posti in essere per far fronte alla “crisi dei debiti sovrani”. Su questo punto, i ministri delle finanze europei hanno espresso la possibilità di margini per rendere la procedura più efficace, che saranno oggetto di una prossima proposta della Commissione.
Flessibilità del Patto di Stabilità e Crescita. Il presidente del Comitato Economico e Finanziario ha reso note le risultanze di un dibattito in seno al Comitato, instaurato con la finalità di trovare una posizione comune in merito all’interpretazione di alcune regole del Patto di Stabilità e Crescita. La Commissione, al riguardo, ha già espresso il proprio parere nel 2015. La ricerca di un parere univoco in sede consiliare permetterebbe di apportare le eventuali modifiche all’attuazione delle regole in modo concorde.
A margine della sessione il Consiglio, in vista del G20 di Lima (8 ottobre) ha approvato una dichiarazione che la presidenza dovrebbe rilasciare in seno all’International Monetary and Financial Committee (IMFC), che si terrà nei giorni successivi il G20, come parte integrante la sessione annuale del Fondo Monetario Internazionale (FMI). La dichiarazione ha ad oggetto le prospettive e le sfide dell’economia globale e le politiche del FMI.
Diego Del Priore

Per saperne di più:
Report dei Cinque Presidenti
European Semester
Securitization

Single Resolution Mechanism

 

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