Promozione dello sviluppo socioeconomico, dell’inclusività, della cittadinanza e dei valori fondamentali attraverso l’istruzione. Conclusioni del Consiglio Istruzione, gioventù, cultura e sport del 24 febbraio (29/02/2016)

 

1.Promozione dello Sviluppo socio – economico e dell’inclusività attraverso l’educazione
Il Consiglio ha adottato la risoluzione 5685/1/16 “sulla promozione dello sviluppo socioeconomico e dell’inclusività nell’UE attraverso l’istruzione: il contributo dell’istruzione e della formazione al semestre europeo 2016”, la quale sostiene che l’istruzione è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale per rispondere alle numerose sfide socio-economiche che sta affrontando l’Europa, come riconosciuto nell’analisi annuale della crescita 2016.
La risoluzione vuole inoltre rispondere ai risultati della ultima edizione della Relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione dalla quale è emerso che le prestazioni dei sistemi di istruzione e di formazione dell’UE devono essere notevolmente migliorati.
Nel testo si pone l’accento sulla necessità di attuare riforme mirate dei sistemi d’istruzione per rilanciare l’occupazione e la crescita sostenibile, anche attraverso un utilizzo più efficace degli investimenti, i quali, ritenuti essenziali per la ripresa economica a breve termine e per la crescita economica a lungo termine, dovrebbero avere la priorità a livello sia regionale che nazionale nonché di UE.
Allo stesso tempo è stato messo in evidenza l’importanza dei settori dell’istruzione e dell’occupazione i quali, congiuntamente, devono affrontare le carenze e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, incoraggiando lo sviluppo delle competenze trasversali e promuovendo l’apprendimento basato sul lavoro, sull’anticipazione delle esigenze future in termini di competenze e sui partenariati tra scuola e impresa. I sistemi d’istruzione dovrebbero cercare di aumentare l’effetto emancipatorio assicurando a tutti condizioni di parità, indipendentemente dallo status socioeconomico, dalla provenienza da un contesto migratorio o dal genere.
Il Commissario Navracsics ha convenuto che i sistemi di istruzione e di formazione dell’UE devono fornire risultati migliori senza aumentare i costi, adattandosi alla rapida evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro e offrendo una base di competenze che sia in grado di rispondere alle trasformazioni della società.
Ha sottolineato l’importanza di attrarre capitali privati ed ha invitato gli Stati membri a presentare progetti da finanziare nell’ambito del Fondo europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI)

2.Collegare istruzione, mercato del lavoro e società – Verso un’agenda per nuove competenze per l’Europa
L’esito del dibattito ministeriale, incentrato sulla necessità di aumentare le sinergie tra l’istruzione, il mercato del lavoro e la società, fornirà input per l’iniziativa della Commissione “Un’agenda per nuove competenze per l’Europa“, prevista per maggio 2016.
Il Commissario Thyssen ha ricordato che il divario tra le competenze e l’inadeguatezza attuale delle qualifiche in Europa è preoccupante e considera cruciale aumentare la formazione continua anche coinvolgendo le imprese ritenendo che l’utilizzo di politiche intersettoriali sia indispensabile per garantire dei risultati concreti.
Il Commissario Navracsics ha ricordato che per il successo economico e sociale sono rilevanti non solo le capacità cognitive ma che l’attenzione dovrebbe essere rivolta maggiormente alle cosiddette competenze “trasversali”, come la creatività, la capacità di problem solving, il pensiero critico, le lingue e la comunicazione. Ha inoltre sottolineato che la mancanza di competenze digitali aumenta il rischio di esclusione, sostenendo che questa debba essere acquisita già nella scuola primaria.
Il Commissario ha infine sostenuto che deve essere dato un posto di rilievo allo studio dell’imprenditorialità nei sistemi di istruzione e formazione per adattare i piani di studio alle esigenze del mercato del lavoro, indicando la modernizzazione dell’istruzione superiore come uno dei principali componenti della futura Agenda delle competenze.
Sono state poi illustrate, da Torbjørn Røe Isaksen, le principali caratteristiche della strategia nazionale delle competenze che la Norvegia sta sviluppando in collaborazione con l’OCSE, ritenendo che:

  • il ritmo e l’imprevedibilità dei cambiamenti rendono difficile prevedere che tipo di competenze saranno obbligatorie in futuro;
  • l’educazione non dovrebbe essere collegata con l’età;
  • adottare una strategia mirata delle competenze aiuta le persone individualmente;

sia necessario:

  • uno sviluppo di programmi per insegnare le competenze di base per la popolazione adulta;
  • una promozione della formazione continua sul posto di lavoro;
    la convalida delle competenze formali e non formali;
  • un aumento delle azioni su misura e della flessibilità, in particolare per i rifugiati;
  • un migliore coordinamento a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale) coinvolgendo anche i rappresentanti dei lavoratori e i datori di lavoro.

I Ministri, concordando con quanto presentato dal relatore, hanno inoltre sottolineato che:

  • non dovrebbe essere fatta alcuna distinzione tra competenze accademiche e competenze digitali in quanto si completano a vicenda;
  • la convalida di un apprendimento formale e non formale dovrebbe essere ulteriormente sviluppata;
  • l’interesse alla formazione professionale deve essere aumentato, in quanto essenziale per sviluppare partenariati in questo settore;
  • la formazione continua dovrebbe essere attuata in modo sistematico;
  • dovrebbero essere utilizzati meglio gli strumenti di trasparenza in materia di istruzione, come il quadro europeo delle qualifiche (EQF) e Europass;
  • risulta necessario un approccio intersettoriale.

La Commissione ha sottolineato che gli Stati membri dovrebbero fare miglior uso dei programmi e degli strumenti della UE esistenti come Fondo sociale europeo e Erasmus +.
Un ulteriore dibattito politico relativo alle competenze è previsto in occasione del Consiglio EPSCO del 7 marzo, in cui si affronterà il problema dal punto di vista del mercato del lavoro. Dopo il Consiglio EPSCO, verrà inviata una lettera alla Commissione contenente le conclusioni di entrambi i Consigli.

3. Il Consiglio ha poi discusso, a seguito della Dichiarazione di Parigi del 17 marzo 2015, delle misure per promuovere la cittadinanza e i valori fondamentali attraverso l’educazione. Nella Dichiarazione i Ministri avevano richiesto di aumentare le azioni nel campo della formazione:

  • rafforzando il contributo fondamentale che l’educazione deve dare per lo sviluppo personale, l’inclusione sociale e la partecipazione, impartendo i valori e i principi fondamentali su cui si fondano le nostre società;
  • garantendo un’istruzione inclusiva che combatta il razzismo e la discriminazione di qualsiasi natura, che promuova la cittadinanza e insegni ai bambini e ai giovani a capire e ad accettare le differenze di opinione, di convinzione, di fede e di stile di vita, nel rispetto dello stato di diritto, della diversità e dell’uguaglianza di genere;
  • intensificando nei bambini e nei giovani la capacità di pensare in modo critico al fine di riuscire a distinguere i fatti dalle opinioni, a riconoscere la propaganda e a resistere a tutte le forme di indottrinamento e di odio, soprattutto su Internet e sui social media.

L’obiettivo principale della discussione ministeriale è quello di garantire che la dichiarazione rimanga un documento vivo e dinamico in grado di creare le condizioni per l’adozione di ulteriori future misure.
I Ministri provenienti da tre Stati membri (Francia, Repubblica Ceca e Spagna) hanno presentato brevemente un esempio concreto di una politica o di un progetto attuati nel loro paese relativi ad un aspetto specifico presente nella Dichiarazione di Parigi.

La Francia ha affrontato la questione dell’alfabetizzazione dei media.
Nelle nostre società si vive con un’abbondanza di informazioni e questo può avere effetti positivi come lo sviluppo di una mente aperta e di una curiosità verso la scoperta. Ciò, tuttavia, porta anche a dei rischi come il consumo passivo, la saturazione e la dispersione, l’incomprensione e la manipolazione. Per questo l’educazione ai media deve essere affrontata come una grande questione sociale. La Francia ha un istituto di riferimento che serve da legame tra i media e il settore dell’istruzione. Il suo obiettivo è quello di formare gli insegnanti, rafforzare il pensiero critico, sostenere la scuola attraverso i media (compresi i giornali, radio, blog e siti web…).

La Repubblica Ceca ha parlato di educazione alla cittadinanza.
Lo sviluppo continuo del pensiero democratico dei cittadini è un presupposto necessario per l’esistenza di uno Stato libero e democratico. Ogni nuova generazione deve essere determinata a prendersi cura della salvaguardia della libertà, della democrazia e dello Stato di diritto. L’educazione alla cittadinanza è uno strumento che consente ai bambini e giovani di partecipare attivamente alla società, ai processi decisionali politici e migliora la loro capacità di coesione sociale.

La Spagna ha proposto un potenziamento degli insegnanti.
I sistemi educativi europei devono affrontare la sfida di formare gli studenti come cittadini europei che promuovono i valori inerenti le democrazie occidentali e che siano in grado di contribuire alla costruzione e allo sviluppo di sistemi culturali, economici e politici europei. Queste trasformazioni richiedono modifiche sostanziali ai metodi di insegnamento e una forte leadership pedagogica nelle scuole. Una delle principali sfide che deve affrontare questo nuovo modello è quello di fornire alla scuola un team di gestione e degli insegnanti che abbiano la formazione specifica necessaria.
Diversi ministri hanno anche fatto una breve presentazione di misure già in atto o previste a loro gli stati membri nel follow-up agli impegni dichiarazione di Parigi.
La Commissione ha annunciato che ha stanziato 400 milioni di euro fino al 2020 nell’ambito del programma Erasmus + per progetti che promuovono valori civici. Nel 2016 si lancerà anche un invito specifico a presentare proposte (con un budget di 13 milioni di euro), nell’ambito del quadro ET2020 , per lo sviluppo concreto di misure per la lotta contro la radicalizzazione.


ALTRI PUNTI APPROVATI

OCCUPAZIONE
Piattaforma per contrastare il lavoro nero
Il Consiglio ha adottato una decisione che istituisce una piattaforma per affrontare il lavoro sommerso. La piattaforma ha lo scopo di incoraggiare una più stretta cooperazione tra le autorità competenti degli Stati membri responsabili della lotta al lavoro nero. L’obiettivo generale è quello di contribuire a migliorare le condizioni di lavoro, promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale.

ENERGIA
Memorandum d’intesa UE-BERD
Il Consiglio ha approvato la posizione politica dell’Unione europea tra l’Unione europea e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERD) per consolidare la cooperazione nel settore dell’energia e del clima.
Il Consiglio ha inoltre autorizzato la Commissione a firmare il memorandum per conto dell’Unione Europea. La firma è prevista nel primo trimestre del 2016.
L’UE e la BERD condividono gli obiettivi comuni nel settore dell’energia e del clima, come: la necessità di perseguire una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e di aumentare la sicurezza energetica sia all’interno dell’Unione, che nei Paesi vicini e negli altri Paesi in via di sviluppo e nelle economie emergenti.

Relazione della Corte dei conti sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico
Il Consiglio ha adottato le conclusioni sulla Relazione speciale n. 16/2015 della Corte dei Conti europea dal titolo “Migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico mediante lo sviluppo del mercato interno dell’energia: occorre un impegno maggiore
Le raccomandazioni della Corte si concentrano sul completamento del mercato interno dell’energia e sull’attuazione ed esecuzione del quadro normativo dell’UE, in particolare del terzo pacchetto dell’energia.
La sicurezza dell’approvvigionamento energetico è una delle cinque dimensioni in cui si articola il pacchetto “Unione dell’Energia” presentato il 25 febbraio del 2015.

AMBIENTE
Direttiva sui veicoli fuori uso
Il Consiglio ha deciso di non opporsi all’adozione di una direttiva della Commissione
per quanto riguarda i veicoli fuori uso. Questo atto modifica l’allegato II della direttiva 2000/53/CE. Il progetto di direttiva della Commissione aggiorna l’elenco dei materiali e dei componenti esenti dal divieto dell’uso di piombo. In base all’aggiornamento è necessaria una valutazione del progresso tecnico e scientifico per decidere se gli usi specifici sono diventati evitabili o meno.
La direttiva è soggetta alla procedura di regolamentazione con controllo, quindi, con il consenso del Consiglio, la Commissione può adottare la direttiva, a meno che non ci siano obiezioni da parte del Parlamento europeo.

BILANCIO
Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per il Belgio
Il Consiglio ha adottato una decisione che destina 1,1 milioni di euro al “Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), per fornire supporto a 412 lavoratori licenziati da due società belghe (produttrici di alcuni prodotti minerali non metallici) a causa del continuo cambiamento strutturale del commercio mondiale sulla scia della globalizzazione. L’aiuto del FEG consiste in misure di cofinanziamento, come assistenza nella ricerca, orientamento professionale, formazione su misura e riqualificazione, tutoraggio e imprenditoria. Fornisce inoltre un sostegno individuale, come le indennità per la ricerca di un lavoro, le indennità di mobilità e indennità al fine di partecipare ad attività di formazione e di apprendimento permanente.

Giulia Viturale

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