Progetto di direttiva sulla coltivazione degli Organismi geneticamente modificati (22.09.2014)

Il 23 luglio 2014 il Consiglio ha formalmente approvato, in prima lettura, il progetto di direttiva che garantisce agli Stati membri una maggiore flessibilità nel decidere se coltivare o meno gli Organismi geneticamente modificati (OGM) nel proprio territorio. La decisione è stata presa nell’ambito del Consiglio degli Affari generali, con l’astensione delle delegazioni del Belgio e del Lussemburgo, e precede l’avvio dei negoziati che inizieranno in autunno con il neoeletto Parlamento europeo
La proposta di direttiva della Commissione, che emenda la precedente direttiva (CE) 2001/18, rappresenta una risposta alle richiesta avanzata nel giugno 2009 da 13 Stati membri di porre una solida base giuridica nel quadro della legislazione comunitaria per consentire agli Stati membri di vietare la coltivazione, in tutto o parte, nei propri territori degli OGM che sono stati autorizzati o che sono in via di autorizzazione a livello di Unione Europea, anche sulla base di considerazioni diverse da quelle di carattere ambientale e di sicurezza. Infatti, sulla base della legislazione vigente, l’OGM deve essere prima approvato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dalle singole autorità nazionali e quindi promosso dalla Commissione. Solo in seguito l’OGM può essere coltivato sul territorio UE, ma ogni Stato può decidere di impedirne la coltivazione per motivi inerenti alla salute o all’ambiente.
La Commissione ha presentato la proposta nel luglio 2010 (12371/10 +ADD 1) ed è stata discussa nel corso di diverse presidenze del Consiglio. Nel luglio 2011 il Parlamento europeo, in prima lettura, ha fatto una serie di emendamenti alla direttiva, ma il Consiglio dell’Ambiente è stato in grado di raggiungere un accordo politico solo nel giugno di quest’anno.
Nel testo formalmente approvato dal Consiglio sono previsti in particolare i seguenti elementi: un raccordo tra la prima fase, che prevede l’approvazione dell’autorizzazione a livello dell’UE, e la seconda fase, che consiste nell’applicazione nazionale in ogni Stato membro dove la coltivazione è programmata; in secondo luogo, le richieste per le modifiche degli obiettivi geografici da parte degli Stati membri saranno guidati esclusivamente dalla Commissione e una sua non puntuale risposta sarà considerata come una tacita approvazione; in terzo luogo, viene presentata una lista non esaustiva dei possibili motivi che possono essere utilizzati dagli Stati membri per restringere o proibire le autorizzazioni introdotte, incluse le ragioni ambientali e sociali, l’uso della terra e l’urbanistica, gli obiettivi delle politiche agricole e le questione di politiche pubbliche, ecc.; inoltre, sono stati apportati degli emendamenti al fine di stabilire una serie di scadenze e responsabilità che dovranno governare le decisioni collegate alla modifica degli obiettivi geografici delle autorizzazioni, inclusa un’ulteriore opzione di opting out basata su nuove obiettive circostanze. Infine, sono previste una serie di misure transitorie che possono essere adottate dopo l’entrata in vigore dell’atto: fino a sei mesi dopo l’entrata in vigore della direttiva, uno Stato potrà chiedere attraverso la Commissione di regolare la portata geografica di una notifica o di una domanda ai sensi della direttiva o del regolamento 1829/2003 prima della data di entrata in vigore della direttiva; entro e non oltre quattro anni dall’entrata in vigore della direttiva, la Commissione presenterà una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’attuazione della direttiva e sulla sua efficacia, anche per quanto riguarda la valutazione del rischio ambientale.
La nuova direttiva non ha impatto sui processi di valutazione degli OGM fatti dall’European Food Safety Agency (EFSA) sulla base della Direttiva 2001/18 e del Regolamento 1829/2003.
Maria Paola Del Rossi

Link utili:
http://www.efsa.europa.eu/it/
http://ec.europa.eu/food/plant/gmo/legislation/future_rules_en.htm

Direttive e Regolamenti:
REGOLAMENTO (CE) N. 1829/2003
DIRETTIVA (CE) 2001/18

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