Priorità del Consiglio “Agrifish”: controllo della filiera alimentare, regolamentazione della produzione biologica e sostenibilità della pesca (17.12.2016)

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Il 12 e il 13 dicembre i ministri competenti nei settori agricoltura e pesca di ciascuno Stato membro si sono riuniti nella formazione “Agrifish” del Consiglio dell’Unione Europea.

Nella prima giornata, dedicata al settore dell’agricoltura, il Consiglio è tornato sulla questione della lotta alle pratiche commerciali sleali a danno degli agricoltori. L’istituzione ha adottato delle conclusioni in merito a tale questione, confermando l’importanza di rafforzare il ruolo dei coltivatori nella filiera alimentare. Fra le azioni/soluzioni avanzate emergono:
– l’istituzione di un “Forum di alto livello” per un miglior funzionamento dell’intera catena alimentare;
– la formazione di piattaforme di monitoraggio come l’Osservatorio del mercato del latte e quello della carne sottolineando, però, quanto sia necessaria l’estensione di tale modello di controllo a tutti i livelli della filiera alimentare;
– l’invito ad una maggiore collaborazione tra gli Stati membri, con uno scambio di buone pratiche, per quanto attiene ai sistemi normativi nazionali vigenti in materia di pratiche commerciali sleali.

Per quanto riguarda lo stretto legame che unisce, da un lato, la gestione e la produzione agricole e, dall’altro, i cambiamenti climatici, il Consiglio ha avviato una discussione sulla proposta della Commissione relativa ad un regolamento sull’ uso del suolo e della silvicoltura (regolamento LULUCF). Infatti, i ministri hanno accolto con favore la suddetta proposta della Commissione perché volta ad affrontare in parte il problema dei cambiamenti climatici.
Inoltre, nella stessa giornata i ministri sono stati informati dalla Presidenza relativamente allo stato di avanzamento della proposta di regolamento sulla produzione biologica. Purtroppo, dopo vari incontri, non si è ancora raggiunto un accordo sul testo finale. Questo è dovuto certamente anche dalla particolare natura del testo, ad alto dettaglio tecnico, dietro al quale «important political points of principle are hidden» (documento n. 15105/16).
La seconda giornata di incontro è stata dedicata alla pesca, ed in particolar modo, il risultato più rilevante attiene ai limiti di cattura di pesci nell’Atlantico e nel Mare del Nord per il 2017.

Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sul regolamento riguardante i limiti di cattura per i principali stock ittici commerciali nell’Atlantico e nel Mare del Nord. L’obiettivo prioritario dell’accordo in esame è di ottenere la massima produzione sostenibile entro il 2017 o, al più tardi, entro il 2020 per garantire uno sfruttamento tollerabile degli stock ittici in termini economici, sociali e ambientali. Grazie a tale accordo, il prossimo anno, il numero di stock ittici gestiti in maniera sostenibile aumenterà di 44 unità.

Per quanto riguarda la pesca d’altura, il Consiglio ha adottato un regolamento che fissa il totale ammissibile di catture (TAC) per alcuni stock ittici in acque profonde. I pesci compresi in tali stock sono: lo squalo pelagico, il pesce Sciabola nero, il Granatiere, l’Alfonsino, l’Occhialone e il Mustella.

Per quanto attiene alle possibilità di pesca nel Mar Nero nel 2017, il Consiglio ha approvato i limiti di cattura per il 2017, fissandoli a 11.475 tonnellate per lo Spratto (Sprattus sprattus) e 86,4 tonnellate per il Rombo chiodato (Psetta maxima).

Annalisa Geraci

Per saperne di più:

Strengthening farmers’ position in the food supply chain and tackling unfair trading practices – Council conclusions

“Proposal for a regulation of the European Parliament and of the Council on organic production and labelling of organic products”

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