Primo Consiglio sugli Affari generali sotto la Presidenza italiana – esito (28.07.2014)

Il 23 luglio si è tenuta la prima riunione della formazione “Affari generali” del Consiglio dell’Unione europea nel quadro del semestre di presidenza italiano. A presiederla è stato Sandro Gozi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche europee. I temi all’ordine del giorno dibattuti nel corso della riunione sono stati il programma semestrale della Presidenza italiana, l’attuazione delle conclusioni del

Consiglio europeo, la verifica di medio termine dell’attuazione del programma Europa 2020 e l’allargamento dell’area euro alla Lituania.

1. Per quanto riguarda il programma italiano (Europe, a fresh start), Gozi ha ribadito la continuità dell’impegno del Consiglio con il lavoro portato avanti dal trio precedente, in particolare l’ultimo semestre di Presidenza del Consiglio da parte della Grecia (1° gennaio – 30 giugno 2014), e la proiezione futura del programma, volto a gettare le basi per il prossimo quinquennio (arco temporale di durata delle principali istituzioni dell’UE da poco rinnovate).
Per ciò che concerne la parte degli Affari generali riguardanti le Questioni istituzionali, il programma italiano insiste molto su una nuova legittimazione
delle istituzioni europee e su una maggiore legittimità democratica ed efficienza dell’UE, al fine di colmare il gap che si è creato negli anni con i
cittadini dei Paesi membri. Inoltre si pone l’obiettivo fondamentale, alla luce della congiuntura economico-finanziaria, di creare le condizioni per
realizzare maggiore crescita, competitività e innovazione, senza tralasciare un ulteriore sviluppo dell’integrazione nelle aree strategiche quali l’Unione Monetaria Europea e il Mercato unico. Un altro importante snodo del programma italiano per il è rappresentato dal capitolo su diritti umani e le libertà fondamentali. A tal proposito la Presidenza italiana, da una parte, incoraggerà il processo di adesione dell’UE alla
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali e, dall’altra, insisterà perché sia concretizzata l’iniziativa
partita dalla Commissione europea di fondare un meccanismo di monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali nel contesto UE, sulla base dell’art. 7 del
TUE. Infine, le ultime due proposte riguardano il comparto giustizia e la proiezione esterna dell’UE. Per quanto riguarda la prima si evoca una
necessaria riforma dell’intero sistema giudiziario dell’UE, a partire dalla Corte di Giustizia, al fine di rispondere alle domande di efficienza ed efficacia
provenienti dai cittadini, dal mondo della società civile, dalle istituzioni e dagli Stati membri. Per ciò che inerisce la seconda tematica, la Presidenza
italiana avanza l’intendimento di riformare il Servizio europeo per l’azione esterna e i suoi procedimenti interni, per migliorare la consistenza, l’autorevolezza e l’efficacia del profilo dell’UE nel mondo, anche come player globale.

2. Il secondo tema, quello dell’attuazione delle conclusioni presentate dal Consiglio europeo, ha visto il Consiglio approvare senza discussione alcuni atti
di quest’ultima istituzione. Oltre a fare ciò, tuttavia, il Consiglio dell’UE ha discusso e si è posto il problema di come innovare e magari migliorare il procedimento di follow-up delle conclusioni del Consiglio europeo. Questo per far acquisire un ruolo maggiormente propositivo al Consiglio dell’UE, che allo stato attuale è chiamato unicamente a “ratificare” le scelte dell’altra istituzione. Un ruolo giudicato meramente burocratico e passivo.

3. Altra questione affrontata in sede di Consiglio è stata la stesura e l’illustrazione della roadmap da seguire nel secondo semestre del 2014 nel quadro
della strategia per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020 e che vedrà un’importante tappa l’anno prossimo, quando ci sarà una revisione di medio
termine dei risultati perseguiti. Il cronoprogramma, illustrato nel corso della riunione, servirà, da un lato, a garantire che tutte le formazione più significative del
Consiglio lavorino in maniera coordinata e, dall’altro, a mettere nelle condizioni ideali sia il Consiglio Affari generali, sia il COREPER per svolgere la
loro funzione di supervisione e controllo sul funzionamento e i processi seguiti dalle altre formazioni, durante il loro lavoro.

4. L’ultimo punto è stato particolarmente importante. Il Consiglio dell’UE, infatti, ha deciso l’ingresso della Lituania nell’Unione
Monetaria Europea. La nuova valuta nazionale lituana, quindi, sarà l’euro. Il Consiglio si è espresso anche sul tasso di conversione, che è stato fissato a
3.45280 Litas lituani per un euro. In questo modo gli Stati dell’UE con valuta euro passeranno a 19 e tutte le tre Repubbliche baltiche saranno ricomprese
nell’area euro, dopo l’entrata dell’Estonia il 1° gennaio 2011 e della Lettonia il 1° gennaio 2014.

Luigi D’Ettorre

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI:
> Programma della Presidenza italiana (Europe, a fresh start)
> Europa 2020 – Roadmap secondo semestre 2014
> Lituania adotta l’euro come valuta nazionale

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