Presentazione del programma economico-finanziario del semestre olandese, unione bancaria e approvazione del progetto di raccomandazione all’UE: ECOFIN del 15 gennaio 2016 (21.01.2016)

Si è svolta a Bruxelles il 15 gennaio scorso la prima riunione del Consiglio Economia e Finanza dell’UE (Ecofin) per il 2016, sotto la guida olandese.
Con l’inizio del semestre di presidenza del Consiglio dei Paesi Bassi il 1° gennaio, il Consiglio ha discusso il programma in materia di affari economici e finanziari presentato dalla presidenza. Fra le sue principali priorità, il Consiglio si concentrerà sul rafforzamento dell’Unione economica e monetaria ad ampio spettro, assicurando la creazione di condizioni ottimali per una crescita economica e sostenibile. Le azioni della presidenza si focalizzeranno:

  • sul rafforzamento e sul completamento dell’unione bancaria;
  • sullo sviluppo dell’unione del mercato dei capitali e sull’implementazione della riforma del settore bancario;
  • sull’utilizzo ottimale del semestre europeo, con particolare attenzione al processo di coordinamento delle politiche economiche;
  • sulla lotta contro l’elusione e l’evasione fiscale.

Unione bancaria
Ormai diventato argomento di discussione cult per le istituzioni europee, il completamento dell’unione bancaria continua a ricoprire un ruolo centrale nelle riunioni del Consiglio. In tale sede la Commissione ha informato il Consiglio riguardo l’attuale situazione di recepimento degli atti giuridici relativi all’unione bancaria nella normativa nazionale degli Stati membri. Com’è ormai noto, il 1° gennaio è diventato operativo il Single Resolution Mechanism (SRM), che si sostanzia nel Comitato di risoluzione unico e nel Fondo di risoluzione unico (Single Resolution Fund (SRF)), per assicurare l’adozione, in caso di crisi bancarie, di decisioni coordinate ed efficaci, riducendo al minimo le ripercussioni negative sulla stabilità finanziaria e la dipendenza delle banche dal merito creditizio degli emittenti sovrani. Affinché l’unione bancaria riesca nel suo obiettivo, è necessario che tutti gli Stati Membri, in particolar modo quelli dell’Eurozona, adottino le regole comuni stabilite. Nello specifico si parla della bank recovery and resolution directive (BRRD), con la quale si introduce il meccanismo del bail-in, nonché della directive on deposit guarantee schemes (DGS), e dell’accordo intergovernativo (IGA) sul SRF. Quest’ultimo è stato pensato dal Consiglio nel novembre scorso per creare un sistema di finanziamento-ponte del SRF, attraverso delle linee di credito da parte degli Stati membri, in attesa delle risorse provenienti dagli istituti bancari. Ad oggi, 18 dei 19 paesi che hanno aderito all’unione bancaria hanno ratificato l’IGA, di cui 2 hanno già accordato delle somme per il finanziamento-ponte; 24 paesi su 28 hanno adottato la bank recovery and resolution directive, mentre altri 2 l’hanno adottata solo parzialmente; 21 paesi su 28 hanno recepito interamente la directive on deposit guarantee schemes e 2 paesi solo in parte. Ci sono, infatti, diverse resistenze, in particolar modo da parte della Germania, ad accordarsi sul sistema di garanzia dei depositi, che non permettono l’intero completamento dell’unione bancaria.

Semestre europeo
Dato il forte interesse per il coordinamento della politica economica, il Consiglio ha adottato le conclusioni sull’analisi annuale della crescita (annual growth survey), che segna l’avvio del semestre europeo 2016, e sulla relazione riguardo il meccanismo di allerta (alert mechanism report), che costituisce la base per la procedura 2016 per gli squilibri macroeconomici (MIP), entrambe elaborate dalla Commissione.
Annual growth survey
L’annual growth survey suggerisce le azioni prioritarie che gli Stati membri devono intraprendere per garantire politiche coordinate e efficaci per promuovere una crescita economica sostenibile. L’indagine 2016 registra una moderata ripresa dell’economia europea, spinta dal calo dei prezzi del petrolio e dalle politiche monetarie accomodanti. Anche il tasso di disoccupazione è in calo, ma rimane su livelli storicamente elevati. Il Consiglio ha ritenuto condivisibili le priorità espresse dalla Commissione: rilanciare gli investimenti, fare riforme strutturali e portare avanti politiche fiscali responsabili.
Alert mechanism report
La relazione della Commissione individua gli Stati membri che possono registrare squilibri macroeconomici, che a loro volta rischiano di ostacolare il buon funzionamento dell’economia europea e l’unione monetaria. Per identificare gli squilibri, la Commissione ha applicato il seguente “quadro di valutazione” degli indicatori economici:

  • squilibri esterni e competitività: saldo delle partite correnti; posizione patrimoniale netta; tassi di cambio reali effettivi; quote di mercato delle esportazioni; costi nominali unitari del lavoro;
  • squilibri interni: prezzi delle case; flusso del credito del settore privato; debito del settore pubblico e privato; tasso di disoccupazione; totale passività del settore finanziario. Sono stati applicati anche altri tre nuovi indicatori per l’occupazione: tasso di attività; tasso di disoccupazione di lunga durata; tasso di disoccupazione giovanile.

Nel mese di febbraio, la Commissione si impegnerà a pubblicare le recensioni approfondite della situazione di 18 Stati membri.
Inoltre è stato approvato il progetto di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro. Sostanzialmente si raccomanda agli Stati membri di attuare politiche volte a sostenere la ripresa, promuovere la convergenza e favorire la correzione degli squilibri macroeconomici. I paesi con forti eccedenze delle partite correnti dovrebbero attuare in via prioritaria misure che contribuiscano a fare convergere i risparmi verso l’economia nazionale, dando così impulso alla domanda interna. Si dovrebbero attuare riforme nel mercato del lavoro, che combinino la flessibilità con la tutela, e riforme nel mercato dei beni e dei servizi e si dovrebbe facilitare la graduale riduzione dei non-performing loans migliorando le procedure di insolvenza di imprese e famiglie. Il Consiglio, infine, ribadisce il suo impegno nel garantire il rispetto delle regole del Patto di stabilità e crescita, in vista della riduzione del debito pubblico prevista per il 2017. Il semestre europeo 2016 si concluderà con raccomandazioni specifiche per i paesi nel mese di luglio.

Lotta alla frode in materia di IVA
Il Consiglio ha, in ultima analisi, discusso sulla possibilità di utilizzare anche a livello nazionale il meccanismo di inversione contabile o reverse charge per l’IVA, nel contesto della lotta all’evasione fiscale. Le lacune del sistema attuale dell’IVA rendono gli Stati membri più vulnerabili alle frodi, a volte con gravi conseguenze per le finanze pubbliche, in particolar modo in caso di transazioni transfrontaliere. Se si considera il VAT gap, che indica la differenza tra il totale dell’IVA a debito e l’importo dell’IVA effettivamente incassato, si nota che una parte significativa del divario è attribuibile alla frode: secondo la Commissione il gap si attesta intorno al 15,2%. Il meccanismo di inversione contabile è attualmente applicato ai sensi della direttiva 2006/112/CE in materia di IVA e consiste nello spostare l’IVA a debito dal fornitore (come normalmente richiesto dalle norme UE) al cliente.
Il Consiglio ha invitato la Commissione a preparare una comunicazione, che sarà pronta nel mese di marzo, sul futuro del sistema IVA nell’Unione europea.

Cristiana Fiorelli

Per saperne di più

2016 Netherlands presidency work programme

draft 2016 Council recommendation on the economic policy of the euro area

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