Politiche commerciali, TTIP e negoziati bilaterali: il Consiglio Affari Esteri del 27 novembre (01.12.2015)

Il Consiglio Affari Esteri, riunitosi a Bruxelles lo scorso 27 novembre, ha messo al centro del tavolo una serie di temi relativi al commercio e le relazioni bilaterali.
Politiche commerciali e di investimento. In relazione a tale sfera, i ministri degli esteri UE hanno richiamato l’importanza della comunicazione della Commissione dell’ottobre scorso (“Trade for All: Towards a more responsible trade and investment policy”) che, in tale settore, è individuata quale punto di riferimento, in particolare per quanto concerne l’approccio adottato. Esso, condiviso in sede consiliare, si fonda sul rafforzamento del sistema commerciale multilaterale, che include il pilastro dei meccanismi di risoluzione delle controversie. Il quadro istituzionale mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, è individuata quale sede privilegiata entro la quale tentare di rispondere alle sfide a carattere globale. La recente ratifica del WTO Trade Facilitation Agreement da parte dell’UE viene definita come una tappa importante nella promozione del commercio multilaterale ed invita altri partner dell’OMC ad intraprendere la medesima strada.
Un tema particolarmente significativo è quello delle relazioni bilaterali, al quale il documento conclusivo dedica un’attenzione specifica. Il Consiglio, in merito a ciò, ha accolto con soddisfazione la felice attuazione dell’accordo commerciale di libero scambio con la Corea del Sud, oltre ai progressi registrati nei rapporti con i paesi dell’ACP (Africa, Caraibi, Pacifico). I rappresentanti UE hanno sottolineato in questa sfera la rilevanza dell’approccio contenuto nella citata comunicazione della Commissione, che consiste nell’opportunità di inaugurare negoziati bilaterali sulla base di una valutazione caso per caso, delle priorità e degli interessi europei, nonché sull’attribuzione di un canale preferenziale a quegli accordi in grado di offrire i maggiori benefici in termini di crescita ed occupazione.
Sulle piccole e medie imprese, in virtù del loro ruolo nevralgico nel tessuto economico e nelle politiche commerciali ed occupazionali, si devono concentrare sforzi mirati. Tra di essi, la rimozione di barriere non tariffarie e la più generale abolizione dei costi legati agli scambi commerciali. I ministri degli esteri, al riguardo, hanno evidenziato come la previsione di apposite disposizioni dedicate alle PMI, in sede negoziale, risponda a pieno all’esigenza di far sì che esse possano beneficiare in modo efficace delle preferenze commerciali. Altro tema dibattuto è stato quello del commercio digitale. Su questo fronte, il Consiglio ha accennato alla necessità di porre in essere una strategia commerciale digitale dagli obiettivi ambiziosi, al fine di sfruttare i benefici della digitalizzazione, nel quadro del mercato unico digitale. In particolar modo si ribadisce, condividendo ciò con quanto affermato da palazzo Barleymont, di creare una dimensione globale nel campo del commercio digitale, in linea e senza pregiudizio della normativa europea sulla privacy e sulla protezione dati. La strada verso una piena apertura commerciale è considerata di estrema importanza. Alla stregua di tale considerazione si reputa necessaria la rimozione di ogni forma di protezionismo e di concorrenza che presenti elementi distorsivi. Nella definizione di un’agenda commerciale quanto più ambiziosa, nelle conclusioni del summit, il Consiglio ha sollevato il tema della compatibilità degli accordi commerciali con i valori fondanti dell’UE, quali il diritto al lavoro, la protezione ambientale, lo sviluppo sostenibile, la good governance, i diritti umani e la diversità culturale.
10a Conferenza ministeriale dell’OMC. I rappresentanti UE hanno ricevuto nell’occasione la relazione della Commissione in vista della prossima conferenza ministeriale di Nairobi che si terrà dal 15 al 18 dicembre. Il Consiglio terrà una riunione il 15 dicembre a margine della conferenza stessa. L’attuale round commerciale si inserisce nel quadro dei negoziati inaugurati alla quarta conferenza ministeriale svoltasi a Doha nel 2001. Dopo lo stallo del 2011, un accordo su una serie di punti di convergenza, piuttosto limitati rispetto alle intenzioni iniziali, è stato concluso nel dicembre 2013 a Bali, nel quadro della nona conferenza ministeriale dell’OMC.
TTIP. Rispetto ai negoziati in corso con gli Stati Uniti intorno alla Trans-atlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), il Consiglio ha ribadito l’obiettivo di giungere ad un accordo entro la fine del mandato dell’attuale amministrazione americana. I ministri degli esteri UE hanno pertanto invitato la Commissione ad incrementare gli sforzi per una convergenza di volontà in tutte le aree coinvolte nella partnership. Il prossimo round di trattative è previsto per febbraio dell’anno prossimo. La Commissione sta conducendo i negoziati in rappresentanza dell’UE in virtù del mandato conferitole dallo stesso Consiglio nel giugno 2013. Nell’ottobre 2014, il Consiglio ha deciso di rendere pubbliche le proprie direttive per i negoziati TTIP.
Tra le altre aree regionali che sono al momento partner negoziali per la conclusione di accordi commerciali in vari settori merita una annotazione di riguardo lo scambio di vedute intorno allo stato dei negoziati con i paesi MERCOSUR, il blocco economico più importante dell’America Latina, il Giappone ed i paesi membri dell’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations). In relazione al blocco asiatico, dopo la sospensione dei negoziati nel dicembre del 2009, il Consiglio ha deciso di intraprendere negoziati con ciascuno Stato facente parte dell’ASEAN, rinviando ad una strategia di lungo-termine, un approccio regionale maggiormente inclusivo.

Diego Del Priore

Per saperne di più:

Comunicazione Commissione sulla politica commerciale (ottobre 2014)

WTO Trade Facilitation Agreement
Doha Round
TTIP
MERCOSUR
ASEAN

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