Nuovo slancio agli investimenti con il FEIS e rafforzamento dell’Unione bancaria (16.12.2016)

Il 6 dicembre scorso si sono riuniti a Bruxelles i Ministri delle Finanze dell’UE. Al centro della discussione tematiche riguardanti il problema dell’elusione fiscale da parte delle grandi società e l’introduzione di una normativa fiscale sui prodotti finanziari. Ribadendo l’importanza degli investimenti per rilanciare la crescita, il Consiglio ha espresso il suo parere relativo alla proposta di prolungare il periodo di attività del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). Inoltre, si continua a monitorare il processo di attuazione dell’Unione bancaria e si esaminano proposte per il miglioramento della resilienza del sistema bancario nel suo complesso.

 Elusione fiscale
Il Consiglio ha ottenuto ampio consenso sulla proposta di direttiva (COM/2016/687) volta all’eliminazione del problema dei cosiddetti “disallineamenti da ibridi” con i paesi terzi, per impedire l’elusione dell’imposta sulle società e garantire la libera concorrenza, in conformità anche con le raccomandazioni dell’OCSE in materia. La proposta vuole modificare la direttiva (anti-tax-avoidance directive) già esistente contro le pratiche di elusione fiscale, andando a disciplinare le fattispecie che riguardano i rapporti con i paesi terzi, per i quali esiste un vuoto normativo. Le modifiche hanno lo scopo di evitare che le società sfruttino le disparità tra giurisdizioni fiscali differenti per ridurre il proprio debito erariale. In particolare, per “disallineamenti da ibridi” si intendono tutte quelle disposizioni che permettono di categorizzare un ente dotato di personalità giuridica come trasparente, e quindi non soggetto all’imposizione fiscale, in un paese, e non trasparente, invece, in un paese terzo, assoggettandolo al regime fiscale vigente. Solitamente le società pongono in essere degli accordi di partenariato per beneficiare della doppia deduzione degli oneri, comportando una sostanziale erosione della base imponibile e delle entrate tributarie nell’UE. Il Consiglio ha concordato un testo condiviso per la maggior parte delle disposizioni, lasciando solo due questioni da risolvere nelle prossime settimane: le norme che consentirebbero agli Stati membri di applicare delle esenzioni limitate e la data di attuazione della nuova normativa.

Piano di Investimenti per l’Europa
Durante la discussione il Consiglio, sottolineando l’importanza della tematica, ha accolto con parere positivo la proposta della Commissione volta a prorogare la durata del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l’iniziativa faro dell’UE nell’ambito del suo Piano di Investimenti per l’Europa, per dare ulteriore slancio all’economia europea. La Commissione ritiene, infatti, che la fiducia nell’economia europea stia aumentando pian piano e che il FEIS abbia già prodotto i suoi primi risultati dopo poco più di un anno. Pertanto, la Commissione ha proposto di estendere la durata dell’operatività del FEIS fino al 2020, di aumentare la sua capacità finanziaria con un obiettivo di investimento di 500 miliardi di euro, di aumentare la garanzia di bilancio dell’UE a 26 miliardi di euro e di aumentare il contributo della Banca europea per gli investimenti (BEI) per 7,5 miliardi di euro (attualmente 5 miliardi). La proposta introduce, inoltre, una serie di miglioramenti operativi, tenendo conto delle criticità rilevate nel suo primo anno di attuazione, in particolare per ciò che riguarda il contenimento dei rallentamenti nelle fasi di attuazione dei progetti, noto come “effetto a collo di bottiglia”. I colloqui con il Parlamento europeo inizieranno non appena questo avrà concordato la sua posizione negoziale a riguardo.

Unione bancaria
La necessità di completare l’Unione bancaria fa sì che in ogni riunione il Consiglio dedichi parte della sua discussione alla tematica legata a tale progetto. I ministri si sono concentrati sul Sistema di assicurazione sui depositi (EDIS) e sulle proposte della Commissione per riformare il sistema bancario e aumentarne la resilienza.
Sistema europeo di assicurazione sui depositi (EDIS)
La Commissione ha presentato la sua proposta sull’EDIS nel novembre 2015. Il sistema prevede di inserire, come terzo pilastro dell’Unione bancaria, una garanzia comune per tutte le somme depositate presso gli istituti di credito europei al fine di aumentare la stabilità del sistema e controbilanciare la nuova ripartizione dei rischi introdotta dal bail-in in caso di fallimento di un istituto. L’introduzione del sistema è obbligatorio per i paesi dell’eurozona e volontaria per gli altri Stati che aderiscono all’Unione bancaria. La proposta di regolamento prevede la maggioranza qualificata per l’adozione da parte del Consiglio, d’intesa con il Parlamento europeo (art. 114 del TFUE).
Resilienza del sistema bancario
La Commissione ha introdotto anche una serie di proposte volte ad assicurare la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso. A tale proposito è stato istituito un gruppo di esperti che ha iniziato i lavori il 9 dicembre scorso.
Le proposte riguardano:

  • i requisiti patrimoniali delle banche (modifiche alla direttiva 2013/36/UE e al regolamento 575/2013, relativo alle attività e alla supervisione degli istituti bancari);
  • il recupero e la risoluzione delle banche non redditizie (emendamenti alla direttiva 2014/59/UE);
  • le procedure di insolvenza (modifiche alla direttiva 2014/59 / UE per quanto riguarda la gerarchia dei titoli di debito a cui si deve ricorrere nelle procedure concorsuali);
  • il meccanismo di risoluzione unico dell’UE (modifiche al regolamento 806/14).

Infine, la Commissione ha fornito come di consueto un breve aggiornamento sulla realizzazione dell’Unione bancaria.
Al 30 novembre 2016:

  • 20 Stati membri, tra cui tutti i 19 attuali membri dell’Unione bancaria hanno ratificato l’accordo intergovernativo (IGA) sul Single Resolution Fund (SRF);
  • in linea con quanto previsto dall’IGA, il trasferimento delle somme destinate al SRF per il 2015 è stato completato;
  • 15 dei 19 Stati dell’Unione hanno accordato le somme necessarie per il prestito ponte al SRF;
  • 27 dei 28 Stati membri hanno recepito la direttiva bank recovery and resolution directive (BRRD);
  • 27 dei 28 Stati membri hanno recepito appieno la direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (directive on deposit guarantee schemes (DGS)).

Cristiana Fiorelli

Per saperne di più
Proposta di direttiva sui “disallineamenti da ibridi”
Proposta di regolamento per l’estensione del FEIS

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