Nuovi strumenti subordinati per la risoluzione delle crisi bancarie e chiusura delle procedure per disavanzi eccessivi per Croazia e Portogallo (20.06.2017)

 

I ministri delle finanze degli Stati membri si sono riuniti lo scorso 16 giugno in Lussemburgo. La discussione sui temi di interesse ha portato all’approvazione di proposte inerenti la gestione del rischio nel sistema bancario e le raccomandazioni specifiche per gli Stati membri. Nello stesso frangente è stato deciso anche di chiudere le procedure per disavanzi eccessivi per Croazia e Portogallo. Non si è giunti ad un accordo, invece, sulla proposta per consentire l’utilizzo temporaneo del meccanismo di inversione contabile o reverse charge per l’IVA.

Il Consiglio ha approvato la sua posizione in merito ad alcune parti di un pacchetto di proposte di modifica alla direttiva 2014/597EU e al regolamento n. 575/2013, volte a ridurre i rischi nel settore bancario. Nello specifico, si fa riferimento ad un progetto di direttiva sulla classificazione dei titoli di debito non garantiti nelle procedure di insolvenza, che stabilisce una sorta di gerarchia dei creditori, e un progetto di regolamento per l’introduzione di un periodo di transizione per mitigare l’impatto regolamentare del principio contabile internazionale IFRS 9 sul capitale delle banche. “Lo scopo delle proposte è di contribuire a rendere le banche più resilienti agli shock alla luce delle nuove norme prudenziali concordate a livello internazionale”, ha dichiarato Edward Scicluna, ministro delle finanze di Malta.
La direttiva 2014/59/UE sul risanamento e la risoluzione delle banche (bank recovery and resolution directive) subordina i depositi non coperti (oltre gli € 100.000,00) ai depositi protetti in caso di procedura d’insolvenza. Essa stabilisce una preferenza per le persone fisiche e le PMI. Non prevede, tuttavia, la subordinazione delle obbligazioni senior non garantite, meno onerose per l’emittente, rispetto ad altre forme di titili non garantiti. La normativa TLAC (total loss-absorbing capacity) introdotta dal Consiglio per la stabilità finanziaria nel novembre 2015, che dovrà essere attuata nel 2019 dalle banche che ricoprono un ruolo fondamentale a livello sistemico, stabilisce la detenzione di strumenti subordinati tramite dei requisiti di subordinazione per la gestione delle eventuali crisi di insolvenza. Il progetto di direttiva impone pertanto agli Stati membri di creare una nuova classe di debito senior “non privilegiato”, di rango superiore rispetto all’equity, ma subordinato al rimborso dei titoli senior non garantiti. In tal modo sarà possibile fare chiarezza sull’applicazione delle norme UE sul bail-in, garantendo la tutela degli investitori e l’armonizzazione del diritto per la risoluzione di controversie anche di natura transfrontaliera.
La modifica al regolamento 575/2013 servirà ad attenuare il potenziale impatto regolamentare negativo sul capitale delle banche a seguito dell’applicazione del principio contabile internazionale IFRS 9 a partire dal 1 gennaio 2018. Il progetto prevede la possibilità in capo agli istituti di credito di aggiungere nuovamente al loro Tier 1, una parte degli accantonamenti per perdite attese su crediti come capitale supplementare per un periodo transitorio di cinque anni. L’importo aggiuntivo sarà progressivamente ridotto a zero nel corso del periodo transitorio.
L’adozione dei due testi giuridici richiede la maggioranza qualificata in seno al Consiglio, con l’accordo del Parlamento che dovrà approvare la sua posizione negoziale (art. 114 del TFUE).

Nell’ambito di monitoraggio del semestre europeo, il Consiglio ha approvato i progetti di raccomandazione e pareri sulle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri per il 2017, facendo seguito alle raccomandazioni sulle politiche economiche per l’Eurozona già approvate nel mese di marzo. Le raccomandazioni specifiche per paese 2017 sono rivolte a 27 dei 28 Stati membri dell’UE, poiché la Grecia è oggetto di una sorveglianza rafforzata delle politiche nell’ambito di un programma di aggiustamento economico. Il semestre europeo 2017 si concluderà l’11 luglio con l’adozione delle raccomandazioni specifiche per paese. Degna di nota è la posizione del Consiglio sull’Italia. Oltre a ribadire gli sforzi da implementare per rispettare i vincoli imposti dal Patto di stabilità e crescita, ha invitato i policymaker italiani a spostare l’eccessivo onere fiscale dai fattori produttivi agli immobili, agendo in maniera neutrale in termini di bilancio. In particolare si sono soffermati sulla riforma del sistema catastale ormai obsoleto, sull’uso obbligatorio della fatturazione elettronica e sulla reintroduzione della tassa sulla prima casa per i contribuenti più abbienti.

Il Consiglio, infine, ha deciso di chiudere definitivamente le procedure per disavanzi eccessivi per Croazia e Portogallo, confermando la correzione dei loro disavanzi con valori al di sotto delle soglie di riferimento.
Subito dopo l’ingresso in Unione, la Croazia è stata sottoposta alla suddetta procedura, poiché risultava violare i criteri stabiliti sia per il deficit che per il debito. Si prevedeva, di fatto, un disavanzo pubblico pari al 5,5% del PIL nel 2014 con un debito pubblico che raggiungeva il 62% del PIL per lo stesso anno. Il Consiglio ha fissato degli obiettivi di disavanzo pari al 4,6% del PIL per il 2014, 3,5% del PIL per il 2015 e 2,7% del PIL per il 2016. Attualmente il disavanzo è pari allo 0,8% del PIL nel 2016 e la Commissione prevede un aumento dello 0,3% nel 2017 e una riduzione dello 0,2% nel 2018. Il rapporto debito/PIL ha raggiunto il suo massimo all’86,7% nel 2015, diminuendo all’84,2% nel 2016. Secondo le previsioni dovrebbe ridursi al 79,4% nel 2018.
Il Portogallo è, invece, oggetto della procedura dal dicembre 2009. A causa dei tumulti sul mercato dei titoli dei titoli del debito sovrano, lo stesso è stato costretto a richiedere l’assistenza finanziaria tramite programmi di aggiustamento economico che hanno prorogato i tempi per la correzione dei disavanzi fino al 2015. Tuttavia nel 2015 il suo disavanzo ammontava al 4,4% del PIL e pertanto non rispettava il termine fissato dal Consiglio, il quale è stato costretto ad intensificare la procedura ed ha evitato il ricorso alle sanzioni. Solo nel 2016 il Portogallo è riuscito a ridurre il proprio disavanzo al 2,0% del PIL, mentre il rapporto debito/PIL risulta ancora molto elevato e ben oltre la soglia di riferimento, nonostante mostri una tendenza al calo.
Restano ancora soggetti alle procedure per i disavanzi eccessivi quattro dei 28 Stati membri dell’UE: Francia, Grecia, Regno Unito e Spagna.

Cristiana Fiorelli

Per saperne di più

Gerarchia dei creditori in caso di insolvenza

Regolamento per l’introduzione dell’IFRS 9

Progetto di raccomandazione specifica Italia

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