Nuove regole di trasparenza sui prodotti finanziari destinati alla clientela retail (03.12.2014)

Durante il Consiglio Agricoltura e pesca del 10 novembre 2014, il Consiglio ha adottato, senza discussione e previo accordo con il Parlamento in prima lettura, il regolamento PE-CONS 91/14, teso a migliorare la trasparenza del mercato per gli investitori al dettaglio, attraverso la codifica di specifici documenti contenenti le informazioni per i prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (PRIIPs).
L’art. 4 del regolamento in questione, definisce prodotto d’investimento al dettaglio preassemblato o “PRIP”: un investimento […] nel quale, indipendentemente dalla forma giuridica dell’investimento stesso, l’importo dovuto all’investitore al dettaglio è soggetto a fluttuazioni a causa dell’esposizione ai valori di riferimento o al rendimento di uno o più attivi che non siano direttamente acquistati dall’investitore al dettaglio; prodotto di investimento assicurativo: un prodotto assicurativo che presenta una scadenza o un valore di riscatto e in cui tale scadenza o valore di riscatto è esposto in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato. Ci si riferisce, dunque, ad un qualsiasi prodotto strutturato, il cui valore deriva, non direttamente dallo strumento sottoscritto, ma dalla volatilità dell’attività collaterale, difficilmente controllabile, o ad uno strumento acquistato con fini assicurativi, ma in realtà soggetto a variazioni di mercato imprevedibili. Dovrebbero rientrare nell’ambito di applicazione del presente regolamento, anche gli strumenti finanziari emessi da società veicolo che siano conformi alla definizione di PRIIP, i cosiddetti ABS (asset backed securities). Spesso e volentieri tali prodotti vengono venduti sul mercato al dettaglio a clienti inesperti, che ricevono informazioni confuse ed eccessivamente complesse su PRIIPs, al punto da non riuscire a confrontare e valutare i rischi e i costi connessi ai diversi prodotti. Secondo quanto previsto dalla direttiva Mifid1 (2004/39/CE), in prima battuta, e poi confermato dalla direttiva Mifid2 (2014/65/UE), è necessario distinguere la clientela tra investitori retail e professional e garantire una tutela maggiore a quei clienti meno avvezzi al trattamento di strumenti finanziari complessi. Ecco perché diventa indispensabile stabilire a livello europeo norme omogenee in materia di trasparenza, che si possano applicare a tutti coloro che operano sul mercato dei PRIIPs, per rafforzare la protezione degli investitori non “professionali”.
Il presente regolamento stabilisce regole uniformi sul formato, sul contenuto e sulla diffusione del “documento contenente le informazioni chiave”, che deve essere redatto dagli ideatori dei PRIIPs, al fine di consentire agli investitori retail di comprendere e raffrontare le caratteristiche e i rischi dei prodotti. In particolare, il “documento contenente le informazioni chiave”, redatto sotto forma di documento breve, consistente al massimo in tre facciate, deve contenere informazioni su:

  • la natura e le caratteristiche del prodotto: il tipo di PRIIP, i suoi obiettivi e i mezzi per conseguirli, con una descrizione degli strumenti o dei valori di riferimento sottostanti, compresa un’indicazione dei mercati in cui investe il PRIIP, una descrizione del tipo di investitore al dettaglio a cui si intende commercializzare il PRIIP, la durata del PRIIP, se conosciuta;
  • quali sono i rischi e qual è il potenziale rendimento, con una breve descrizione del profilo di rischio/rendimento che comprenda un indicatore sintetico di rischio, la perdita massima possibile del capitale investito, gli scenari di performance adeguati e le ipotesi formulate per realizzarli, e una precisazione sulla legislazione fiscale dello Stato membro di origine dell’investitore al dettaglio che può incidere sui rendimenti effettivi;
  • quali sono i costi legati a un investimento PRIIP, comprendente sia i costi diretti che quelli indiretti a carico dell’investitore, inclusi i costi una tantum e ricorrenti, presentati mediante indicatori sintetici di costo e i costi complessivi espressi in termini monetari e percentuali, per garantire la comparabilità;
  • la possibilità di ritirare anticipatamente il capitale investito, con l’indicazione del periodo minimo di detenzione raccomandato e richiesto, delle relative condizioni, comprese tutte le commissioni e le sanzioni applicabili e delle potenziali conseguenze di un riscatto prima della scadenza del termine;
  • come e a chi presentare reclami su un prodotto o sulla condotta dell’ideatore di PRIIP o di chi fornisce consulenza.

Per non lasciare troppa discrezionalità, il regolamento chiarisce a quali prodotti devono essere esclusi dall’applicazione dello stesso, e sono:

  • prodotti assicurativi non-vita (definiti nell’allegato I della direttiva 2009/138/CE);
  • contratti di assicurazione vita “caso morte” e caso di inabilità permanente o temporanea;
  • depositi diversi da depositi strutturati (definiti all’articolo 4, paragrafo 1, punto 43, della direttiva 2014/65/UE);
  • regimi pensionistici ufficialmente riconosciuti;
  • prodotti pensionistici il cui scopo primario è quello di fornire all’investitore un reddito di pensione;
  • prodotti pensionistici individuali per le quali è richiesto un contributo datore di lavoro.

I nuovi requisiti saranno applicabili due anni dopo l’entrata in vigore del regolamento: ciò consentirà ai “produttori” e ai “collocatori” di PRIIPs di adattarsi alla nuova normativa. Una revisione sarà effettuata dopo quattro anni per tenere conto degli eventuali sviluppi del mercato.
Migliorare la trasparenza dei PRIIPs offerti agli investitori al dettaglio rappresenta un’importante misura di tutela degli investitori e una condizione essenziale per ristabilire la fiducia nei confronti del mercato finanziario, nonostante continuino, comunque, a permanere problemi di conflitto di interessi sul collocamento dei prodotti cosiddetti “branded”, cioè “confezionati” direttamente o indirettamente da società appartenenti al medesimo Gruppo ideatore e venditore degli strumenti stessi.

Cristiana Fiorelli

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