Monitoraggio delle politiche macroeconomiche e analisi dell’alert mechanism report come base per le future MIP (31.01.2017)

 

Dal 1 gennaio 2017 è iniziato ufficialmente il semestre di presidenza maltese del Consiglio, che per la prima volta ha presieduto la riunione dell’Ecofin il 27 gennaio scorso a Bruxelles. Nel corso della riunione il Consiglio ha discusso il programma in materia di affari economici e finanziari presentato dalla presidenza. Le priorità del semestre maltese sono volte a contrastare il sentimento di disaffezione nei confronti dell’UE e a ripristinare la fiducia nelle sue istituzioni (rEUnion), a partire dal dialogo sul futuro dell’UE e alle questioni in materia di migrazione, sicurezza ed economia. In quest’ultimo ambito, le azioni della presidenza si focalizzeranno sull’estensione della durata del fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), sullo sviluppo dell’unione del mercato dei capitali, sull’implementazione della riforma del settore bancario e sulla lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro.
Il Consiglio, tra le varie tematiche affrontate, ha messo al centro della sua discussione la relazione conclusiva dell’High-level Group sull’utilizzo di risorse proprie per il bilancio UE, che dovrà guidare la Commissione nella formulazione di una possibile proposta di riforma. (Bilancio UE e risorse proprie – Del Priore).

Semestre europeo
Nel quadro del “semestre europeo”, il processo annuale di monitoraggio delle politiche dell’UE, il Consiglio ha discusso sulle prospettive di crescita dell’intera Unione e sugli squilibri macroeconomici. Sono state adottate conclusioni sull’analisi annuale della crescita (annual growth survey), che segna l’avvio del semestre europeo 2017, e sulla relazione sul meccanismo di allerta (alert mechanism report), che costituisce la base per la procedura 2017 per gli squilibri macroeconomici eccessivi (MIP), entrambe elaborate dalla Commissione.

Annual growth survey
L’annual growth survey suggerisce le azioni prioritarie che gli Stati membri devono intraprendere per garantire politiche coordinate ed efficaci per promuovere una crescita economica sostenibile. L’indagine svolta dalla Commissione sottolinea la necessità di favorire la ripresa economica e investire nel settore giovanile, nelle start-up e nelle PMI, agendo a tutela soprattutto delle fasce più deboli della società. Nonostante l’incertezza a livello generalizzato, si registra una moderata ripresa dell’economia europea con un aumento del tasso di occupazione e una riduzione del disavanzo pubblico medio rispetto al PIL dal 6% nei periodi di crisi all’attuale 2%. Tuttavia esistono ancora situazioni nelle quali il tasso di disoccupazione registra valori elevati e il livello della produzione rimane al di sotto del suo potenziale. Inoltre, si ribadisce l’importanza dell’innovazione come volano per la crescita.
Il Consiglio ha ritenuto condivisibili le priorità espresse dalla Commissione, pressoché identiche a quelle già pronunciate per l’anno precedente: rilanciare gli investimenti, fare riforme strutturali e portare avanti politiche fiscali responsabili.

Alert mechanism report
La relazione della Commissione individua gli Stati membri che possono registrare squilibri macroeconomici, che a loro volta rischiano di ostacolare il buon funzionamento dell’economia europea e l’unione monetaria. Per identificare gli squilibri, la Commissione ha applicato il seguente “quadro di valutazione” degli indicatori economici:

  • squilibri esterni e competitività: saldo delle partite correnti; posizione patrimoniale netta; tassi di cambio reali effettivi; quote di mercato delle esportazioni; costi nominali unitari del lavoro;
  • squilibri interni: prezzi delle case; settore privato flusso del credito; debito del settore privato; debito del settore pubblico; tasso di disoccupazione; totale passività del settore finanziario;
  • indicatori per l’occupazione: tasso di attività; tasso di disoccupazione di lunga durata; tasso di disoccupazione giovanile.

La Commissione ha individuato 13 Stati membri, già soggetti nel 2016 ad analisi approfondite, come possibili candidati per le procedure sugli squilibri macroeconomici eccessivi (MIP): Bulgaria, Croazia, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia. È stata esclusa la Grecia in quanto già appartenente ad un programma di aggiustamento macroeconomico ad hoc. Il Consiglio ha condiviso in linea di massima l’analisi della Commissione e ha valutato con favore gli sforzi compiuti dagli Stati membri nel correggere gli squilibri. Nel mese di febbraio, la Commissione si impegnerà a pubblicare le recensioni approfondite della situazione dei 13 Stati sopraccitati. Il Governo italiano si è attivato negli ultimi giorni per evitare una procedura di infrazione conseguente ai possibili giudizi negativi di tale analisi. A causa dei tragici eventi degli ultimi mesi e della questione migratoria mai risolta, non sarà possibile ottemperare in tempi brevi alla richiesta di riduzione del rapporto deficit/PIL dello 0,2% da parte dell’UE. Il semestre europeo 2017 si concluderà nel mese di luglio con l’adozione di raccomandazioni specifiche per gli Stati membri.

Meccanismo di inversione contabile dell’IVA
La Commissione ha presentato, inoltre, in seno al Consiglio una proposta per consentire l’utilizzo temporaneo del meccanismo di inversione contabile o reverse charge per l’IVA, nel contesto della lotta all’evasione fiscale. Le lacune del sistema attuale dell’IVA rendono gli Stati membri più vulnerabili alle frodi, a volte con gravi conseguenze per le finanze pubbliche, in particolar modo in caso di transazioni transfrontaliere. Se si considera il VAT gap, che indica la differenza tra il totale dell’IVA a debito e l’importo dell’IVA effettivamente incassato, si nota che una parte significativa del divario è attribuibile alla frode. Il meccanismo di inversione contabile è attualmente applicato ai sensi della direttiva 2006/112/CE in materia di IVA e consiste nello spostare l’IVA a debito dal fornitore al cliente, in deroga ai principi generali del sistema IVA dell’UE. La proposta offre una soluzione di breve termine in quanto è possibile applicare tale meccanismo nei settori presenti all’interno di un determinato elenco solo fino al giugno del 2020, previa autorizzazione da parte della Commissione e solo per fatture con importi almeno pari a €10.000. Ad ogni modo è necessario consultare il Parlamento prima dell’adozione della direttiva, la quale prevede l’unanimità dei consensi da parte del Consiglio (art. 113 TFUE).

Cristiana Fiorelli

 

Per saperne di più

The Maltese Presidency programme for 2017

Proposal on a VAT generalised reverse charge mechanism

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