L’ultimo Consiglio Affari generali a guida maltese: Consiglio europeo alle porte e approvazione del programma delle tre presidenze entranti tra i maggiori nodi affrontati (21.06.2017)

Il 20 giugno 2017 si è riunito a Lussemburgo l’ultimo Consiglio Affari generali a guida maltese, presieduto da Helena Dalli, ministro per gli affari europei dello Stato membro più piccolo dell’Unione europea. Come sempre sono stati molti gli argomenti toccati dalla discussione e diverse sono state le decisioni prese dai ministri europei, quindi in questa sede si affronteranno solo quei punti ritenuti più importanti, anche tenendo conto delle prospettive future dell’Ue.

1. Preparazione del Consiglio europeo del 22-23 giugno. – Innanzitutto il Consiglio si è occupato del Consiglio europeo imminente, che si terrà nelle giornate del 22 e 23 giugno, e ne ha esaminato le bozze di conclusioni preparate dal Presidente dell’istituzione guidata da Donald Tusk in collaborazione con la presidenza maltese del Consiglio e la Commissione. I capi di Stato e di governo si concentreranno sui temi più importanti e urgenti per l’Ue e gli Stati membri, ossia: (a) la questione dei flussi migratori, per cui si valuteranno gli eventuali progressi compiuti con le misure adottate per la rotta del Mediterraneo centrale e si ritornerà sul tema del Sistema europeo comune d’asilo; (b) la sicurezza e la difesa e quindi si esamineranno i progressi del lavoro in corso per rafforzare la cooperazione dell’Ue in questo settore; (c) l’occupazione, la crescita e la competitività, per cui si valuteranno gli sforzi per approfondire il mercato unico e riaffermare il grande impegno dell’Unione per un commercio libero e leale; (d) le relazioni esterne che porteranno il Consiglio europeo, il suo presidente e il presidente della Commissione a confrontarsi sulle recenti riunioni dei leader e sui vari summit internazionali che si sono avuti nelle scorse settimane; (e) infine si discuterà anche dei temi riguardanti l’Europa digitale e l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

2. Programma delle presidenze entranti per i prossimi 18 mesi. – Inoltre i ministri europei hanno approvato il programma dei 18 mesi a venire elaborato e presentato il 2 giugno dalle presidenze del Consiglio entranti per il periodo che va dal 1° luglio 2017 al 31 dicembre 2018. Il trio di Stati membri che assumerà la presidenza del Consiglio per i prossimi tre semestri è composto da Estonia, Bulgaria e Austria che hanno presentato un documento pienamente in linea con l’agenda strategica del Consiglio europeo e le priorità legislative dell’Ue per il 2017 e che hanno tratteggiato gli elementi fondamentali della loro azione per ogni formazione consiliare a parte per il Consiglio Affari esteri, appannaggio dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione. Il programma congiunto ha indicato alcune macro-aree strategiche su cui si focalizzerà il trio. La prima è l’Unione per l’occupazione, la crescita e la competitività che mira a potenziare gli investimenti, sia pubblici che privati, per rilanciare l’economia europea. Uno dei pilastri più importanti in tal senso è il mercato unico che dovrà essere completato dal mercato unico digitale attraverso, ad esempio, l’incentivazione dell’e-commerce transfrontaliero, della connettività e lo spostamento più deciso verso la smart economy e il rafforzamento della fiducia e della sicurezza nei servizi digitali. L’altro pilastro è la promozione di condizioni favorevoli per l’imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro mediante, ad esempio, il sostegno alle piccole e medie imprese e alle start-up garantendo l’accesso alternativo alle forme di finanziamento e potenziando gli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo. Terzo fattore riguarda la sostenibilità ambientale, per questo il “trio” continuerà a contribuire agli sforzi per l’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile nell’ottica di passare al modello dell’economia circolare incentrato sulle iniziative eco-innovative finalizzate a un uso efficiente delle risorse e alla riduzione degli impatti ambientali nella produzione e nel consumo. Quinto elemento è connotato genericamente come investimento nel futuro, cioè attuare il Piano di investimenti per l’Europa in cui è assolutamente centrale la definizione di un adeguato ed efficace bilancio dell’Unione. Per questo un obiettivo precipuo è lavorare insieme per la predisposizione del quadro finanziario pluriennale post-2020 che preveda investimenti intelligenti nel capitale umano e nelle infrastrutture transfrontaliere, tra cui quelle digitali, trasportistiche e energetiche in linea con il Patto di Stabilità e Crescita. Altri punti qualificanti in tale contesto sono la semplificazione e la modernizzazione della Politica agricola comune, una solida base industriale europea incardinata nella logica dell’innovazione digitale e, laddove previste, il miglioramento dell’implementazione delle strategie macroregionali. Ultimo pilastro, ma non certo per importanza, l’approfondimento dell’Unione economica e monetaria, compreso il completamento dell’Unione bancaria e l’accelerazione dell’Unione dei mercati dei capitali.

La seconda macro-area che le tre presidenze avranno cura di sviluppare sarà quella attinente alla protezione sociale dei cittadini europei, probabilmente l’aspetto più complicato da realizzare concretamente. Da questo punto di vista sarà fondamentale dotare l’Unione della tanto invocata dimensione sociale che permetterebbe ai cittadini degli Stati membri di godere di un sistema di tutela sopranazionale orientato a realizzare le pari opportunità e la parità di genere, l’accesso al mercato del lavoro e a un’istruzione di alta qualità, la mobilità lavorativa e eque condizioni di lavoro, una protezione sociale adeguata e sostenibile e la fruizione dei diritti umani e delle libertà fondamentali per le persone con disabilità in linea con la Convenzione Onu del 2006. Quindi le priorità sono, tanto per citarne alcune, l’uguaglianza di trattamento e la non discriminazione, la promozione della giustizia sociale, la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, la valorizzazione del ruolo e delle potenzialità di giovani, ad esempio attraverso i Corpi europei di solidarietà, il pilastro europeo dei diritti sociali e la modernizzazione dell’istruzione.
La terza macro-area riguarda l’Unione dell’energia con uno sguardo rivolto alla politica climatica, per questo le tre presidenze punteranno all’attuazione della strategia per l’Unione dell’energia e al completamento delle norme per concretizzare gli impegni presi nella Conferenza delle Parti di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici.
La quarta macro-area è relativa a un’Unione di libertà, sicurezza e giustizia, che dovrà fare i conti innanzitutto con la richiesta sempre più forte proveniente dai cittadini degli Stati membri di protezione e sicurezza dai pericoli e dalle sfide che la fase storica attuale pone alla società europea. Ecco perché la risposta degli Stati membri e dell’Unione deve essere modulata e strutturata secondo varie modalità di intervento. Innanzitutto dal documento emerge chiaramente il nesso tra sicurezza e immigrazione, per questo una priorità sarà l’attuazione dell’Agenda europea sulla sicurezza e delle parti rilevanti dell’Agenda europea sull’immigrazione. In tal senso si presterà una particolare attenzione da una parte sul miglioramento del funzionamento e dell’interoperabilità dei sistemi tecnologici e informativi esistenti come ad esempio Eurodac, sistema di informazione Schengen e sistema di informazione dei visti, dall’altra introducendone di nuovi, come ETIAS o il sistema di ingresso-uscita. Si dovrà anche lavorare per prevenire la radicalizzazione e l’estremismo violento, mediante il dialogo interculturale e l’istruzione, e si dovranno sviluppare e attuare misure per gestire efficacemente i flussi migratori e assicurare una risposta coordinata lungo tutte le rotte utilizzate, per rafforzare le frontiere esterne dell’Ue, per portare a termine la riforma del Sistema europeo comune d’asilo al fine di dar vita a un sistema migratorio e d’asilo stabile, ben funzionante e equo con una condivisione degli oneri basata su un «genuine sense» di solidarietà e responsabilità. Inoltre, da questo punto di vista, sarà fondamentale rafforzare la cooperazione con i paesi terzi al fine di prevenire l’attraversamento illegale delle frontiere. Infine, un’altra priorità riguarda la giustizia, settore in cui dovranno essere promossi i mezzi elettronici e della c.d. e-Justice per migliorare la fruibilità e semplificare l’accesso per i cittadini e le imprese. Altri due punti irrinunciabili sono la promozione della cooperazione tra gli Stati membri nel campo dell’anticorruzione e l’istituzione di un forte, indipendente e efficace Ufficio del procuratore europeo per garantire la protezione effettiva degli interessi finanziari dell’Ue.
Infine l’ultimo macro-settore riguarda l’Unione come attore globale forte, tema quanto mai cogente viste le tante e gravi sfide che si trova a fronteggiare l’Ue, ossia la fragilità e i conflitti armati nel Sud, l’insicurezza e l’instabilità ad Est, il terrorismo, le guerre ibride, i cyber-attacchi, la criminalità organizzata, l’estremismo violento, l’immigrazione irregolare e la tratta di esseri umani. Date queste premesse i settori prioritari di intervento sono molti. Innanzitutto l’attuazione delle cinque priorità individuate dalla Strategia globale dell’Ue, cioè la sicurezza in tutto il territorio dell’Unione, la resilienza degli Stati e delle società, un approccio integrato per le crisi e i conflitti, la cooperazione regionale e la governance globale per il XXI secolo. Un’altra priorità non può che essere l’immigrazione che sarà fronteggiata con un impegno supplementare nel Mediterraneo centrale e orientale e con i partner nordafricani e attraverso un approfondimento della cooperazione con i paesi chiave di origine e di transito dell’Asia, per affrontare in particolare le cause profonde che portano a questi imponenti e drammatici spostamenti di imponenti masse umane. Per questo è vitale che l’Unione sviluppi un’azione efficace in Libia e nei paesi subsahariani e potenzi la cooperazione con Afghanistan, Pakistan e Bangladesh. Terza priorità è continuare sulla strada dell’allargamento puntando a rilanciare e sostenere i processi di integrazione dei paesi dei Balcani occidentali, posto che «the future of the Western Balkans is within the European Union». Nel disegno delle tre presidenze entranti, come d’altronde dei policy-makers comunitari, l’adesione di nuovi paesi all’Ue è uno «strategic investment» nella pace, democrazia, prosperità, sicurezza e stabilità dell’Europa. Per fare in modo che questo avvenga però è necessario rafforzare le istituzioni, la good governance e lo Stato di diritto nella regione, oltre che potenziare le relazioni di buon vicinato e la cooperazione regionale inclusiva e promuovere lo sviluppo socio-economico. Altra priorità è la stabilizzazione del vicinato dell’Ue e perciò dovrà essere posta particolare attenzione alla Siria, alla questione israelo-palestinese e al conflitto in Ucraina, dove rimane centrale l’attuazione integrale degli Accordi di Minsk. La quinta priorità è il rafforzamento della cooperazione con partner strategici che vanno oltre il vicinato, quindi Stati Uniti (nei campi della lotta al terrorismo, della politica di sicurezza e di difesa comune, della politica estera, della sicurezza energetica, dell’economia e del commercio), Canada (CETA), paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e dell’Asia centrale (ad esempio la Strategia Ue-Afghanistan). Inoltre sarà importante migliorare il partenariato con le organizzazioni internazionali a partire dalle Nazioni Unite, ma anche con quelle a carattere regionale come ASEAN e BRICS e players globali emergenti quali Corea del Sud e Messico. Le ultime due priorità sono rappresentate dall’impegno nell’attuare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 dell’Onu e rilanciare le ragioni del commercio internazionale e della globalizzazione in un periodo in cui le pulsioni protezionistiche si stanno diffondendo (peraltro il riferimento, neanche troppo velato, è agli USA).

3. Altre importanti decisioni adottate dai ministri europei. – Il Consiglio ha adottato anche altre decisioni in settori particolarmente significativi sia per affrontare adeguatamente le sfide attuali, sia per quelle che si prospettano per il futuro. Ha perciò rivisto il Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 che, con un ulteriore stanziamento di 6 miliardi EUR, rinforza il sostegno dell’Ue per fronteggiare le crisi migratorie, il rafforzamento della sicurezza, il rilancio della crescita e la creazione di posti di lavoro.
Un altro fatto degno di nota è la modificazione del regime sanzionatorio a carico della Repubblica centrafricana voluta dai ministri Ue che fa seguito alla decisione del 17 maggio 2017 del Comitato delle sanzioni delle Nazioni Unite di aggiungere una persona alla lista degli individui e delle entità giuridiche soggette a tali misure. In sostanza la decisione del Consiglio dei ministri trasfonde questa determinazione nel regime sanzionatorio stabilito dall’Ue.
Infine il Consiglio ha adottato delle specifiche conclusioni che sottolineano l’impegno dell’Ue e dei suoi Stati membri nel raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu e che riaffermano il ruolo guida dell’Unione nel promuovere un’agenda rivolta alla dimensione sociale, economica e ambientale dello sviluppo sostenibile.

Luigi D’Ettorre

Comments are closed.