Lotta all’evasione fiscale e il punto sull’unione bancaria i temi al centro della riunione ECOFIN del 25 maggio 2016 (01.06.2016)

Si è riunito a Bruxelles il 25 maggio il Consiglio Economia e Finanza dell’UE (Ecofin).

La discussione si è concentrata principalmente sul problema dell’elusione fiscale, in materia di tassazione delle multinazionali residenti nel territorio UE e in paesi terzi e in materia di IVA, e sullo stato dell’attuazione dell’Unione bancaria, tematiche ormai ricorrenti nelle riunioni Ecofin. Nell’ambito del processo di monitoraggio del Semestre europeo, il Consiglio si è poi espresso sulle raccomandazioni specifiche agli Stati membri pubblicate dalla Commissione.

Evasione fiscale
Il Consiglio ha discusso un progetto di direttiva che affronta le pratiche di elusione fiscale comunemente utilizzate dalle grandi società per abbattere la base imponibile e falsare la concorrenza. La direttiva fa parte di un pacchetto di proposte volte a prevenire l’evasione fiscale delle imprese lanciato dalla Commissione nel gennaio 2016 (Anti Tax Avoidance Package). Gli strumenti del pacchetto si basano sulle raccomandazioni approvate dall’OCSE nell’autunno 2015 per affrontare l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS). La proposta di direttiva riguarda tutti i contribuenti che sono soggetti all’imposta sulle società in uno Stato membro, comprese le filiali di società con sede in paesi terzi. Esso stabilisce le norme anti-elusione in sei campi specifici:

  • interest limitation rule: gruppi multinazionali possono finanziare entità del gruppo in giurisdizioni ad alta tassazione attraverso il debito e disporre che le stesse paghino gli interessi sul debito a società controllate residenti in paesi a fiscalità privilegiata. Il risultato è una passività fiscale ridotta per il gruppo nel suo insieme. Il progetto di direttiva si propone di scoraggiare questa pratica limitando l’ammontare degli interessi che il contribuente può detrarre in un anno fiscale;
  • switchover clause: gli Stati tendono ad esentare il reddito estero dalla tassazione. Tale clausola prevede di sottoporre il contribuente alla tassazione nazionale concedendogli un credito per le imposte pagate all’estero;
  • exit taxation: la tassazione in uscita impedisce l’erosione della base imponibile nello Stato di origine in caso di cambio di residenza verso un paese a bassa tassazione;
  • general anti-abuse rule: consente agli Stati di negare la possibilità alla capogruppo di esentare gli utili che la stessa riceve dalle affiliate nel caso in cui il gruppo sia stato costruito artificiosamente;
  • controlled foreign company (CFC) rule: al fine di ridurre il debito d’imposta complessivo, i gruppi aziendali possono spostare grandi quantità di profitto verso società controllate in paesi a fiscalità privilegiata. Con tali regole si potrebbe prevedere di riattribuire i redditi alla società madre;
  • hybrid mismatches: le società contribuenti possono attualmente usufruire di disparità tra i sistemi fiscali nazionali. Tali disallineamenti portano spesso a doppie deduzioni fiscali.

Il Consiglio ha rimandato l’accordo sulla direttiva alla sessione del 17 giugno 2016. Facendo seguito, invece, a un accordo raggiunto nel mese di marzo, è stata adottata una direttiva sulla rendicontazione di informazioni di natura fiscale da parte delle società multinazionali con ricavi consolidati complessivi pari almeno a 750 milioni di euro e sullo scambio di tali informazioni fra gli Stati membri. Al fine di aumentare la trasparenza, la direttiva impone alle multinazionali, a partire dall’anno fiscale 2016, di riferire informazioni dettagliate paese per paese su fatturato, imposte pagate, capitale, utili, beni materiali e numero di dipendenti. La direttiva impone alle autorità fiscali di scambiarsi automaticamente questi rapporti entro 15 mesi dalla fine dell’anno fiscale.

Piano d’azione sull’IVA
Il Consiglio ha adottato conclusioni relative al piano d’azione della Commissione sull’IVA (Towards a single EU VAT area) e alla relazione speciale della Corte dei conti sulle frodi nel campo dell’IVA (Tackling intra-Community VAT fraud: more action needed). Le conclusioni mettono in risalto l’importanza della cooperazione amministrativa e, in particolare, dello scambio automatico di informazioni. Il piano d’azione, emesso il 7 aprile 2016, mira a rendere il sistema UE dell’IVA più semplice e a prova di frode. Il piano prevede:

  • un sistema unico di IVA;
  • implementazione di misure a breve termine per combattere le frodi IVA;
  • maggiore flessibilità nella definizione delle aliquote IVA;
  • semplificazione delle norme per il commercio elettronico e per le PMI.

Il Consiglio si è mostrato favorevole ad accogliere le proposte della commissione sia per la riduzione degli oneri per le imprese, in particolare per le PMI sia per la volontà di semplificare la normativa sull’IVA per il commercio elettronico transfrontaliero. La Commissione presenterà nel 2017 una proposta relativa a un sistema dell’IVA definitivo per il commercio transfrontaliero.
Per quanto riguarda, invece, la flessibilità nell’applicazione delle aliquote, la Commissione ha delineato due opzioni. La prima consiste nel mantenere l’aliquota minima pari al 15% e nel rivedere regolarmente l’elenco dei beni e servizi che possono beneficiare di aliquote ridotte; la seconda prevede di abolire la lista predefinita di beni e servizi consentendo agli Stati membri una maggiore libertà nel fissare aliquote ridotte ed in tal caso l’aliquota minima dovrebbe essere cancellata. In attesa di decisioni definitive sulle modifiche da apportare, il Consiglio ha adottato una direttiva che mantiene l’aliquota IVA minima al 15% sino alla fine del 2017.

Unione bancaria
Come di consueto, il Consiglio si è preoccupato di trattare tra gli ordini del giorno anche lo stato di avanzamento dei lavori sull’Unione bancaria. È dalla metà del 2015 che il Consiglio controlla e supervisiona il completamento dei tre pilastri della Banking Union. Nel gennaio scorso è stato istituito un Gruppo di lavoro ad hoc che attualmente sta esaminando nuove proposte sul terzo pilastro (sistema di garanzia sui depositi).
All’11 maggio 2016:

  • 20 Stati membri, tra cui tutti i 19 attuali membri dell’unione bancaria hanno ratificato l’accordo intergovernativo (IGA) sul Single Resolution Fund (SRF);
  • 8 dei 19 Stati dell’Unione hanno accordato le somme necessarie per il prestito ponte al SRF;
  • 25 dei 28 Stati membri hanno recepito la direttiva bank recovery and resolution directive (BRRD), mentre gli altri tre solo in parte;
  • 25 dei 28 Stati membri hanno recepito appieno la direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (directive on deposit guarantee schemes (DGS)) e altri due solo in parte.

Semestre europeo
Infine, il Consiglio si è concentrato sull’analisi della Commissione in merito agli squilibri macroeconomici di 19 Stati membri e ha esaminato l’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese nell’anno 2015 sulle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri.  La Grecia non rientra in tale trattazione, in quanto soggetta a sorveglianza rafforzata nell’ambito del suo programma di aggiustamento macroeconomico. Tra le principali conclusioni risulta che:

  • Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Italia e Portogallo hanno squilibri macroeconomici eccessivi, tuttavia essi saranno oggetto di monitoraggio specifico, adattato al grado e la natura dello squilibrio;
  • Finlandia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Svezia hanno registrato squilibri non eccessivi e anche loro saranno oggetto di monitoraggio specifico, adattato al grado e la natura dello squilibrio;
  • Austria ed Estonia non hanno squilibri;
  • Belgio, Ungheria, Romania e Regno Unito hanno ridotto gli squilibri, pertanto la procedura è stata chiusa.

Il Consiglio ha sottolineato, ad ogni modo, la necessità di un’azione politica congiunta e la necessità di realizzare riforme strutturali in tutti gli Stati membri. Il semestre europeo 2016 si concluderà con l’adozione di nuove raccomandazioni specifiche per paese nel mese di luglio.

 

Cristiana Fiorelli

 

Per saperne di più

Anti Tax Avoidance Package

Directive on the exchange of tax-related information on multinationals

Directive maintaining the minimum standard VAT rate

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