Lo spazio europeo delle abilità e delle qualifiche

Lo spazio europeo delle abilità e delle qualifiche

1.    Un’indagine congiunta di Eurobarometro e della Commissione europea (IP/14/685 del 17/01/2014) ha evidenziato il parere negativo dei cittadini europei nei confronti della tematica dell’istruzione e della formazione come strumenti adatti al mondo del lavoro.
Il contesto di riferimento è quello approntato dalla Commissione su uno spazio europeo delle abilità e delle qualifiche, ossia la possibilità, per un cittadino europeo di uno Stato membro, di far valere i propri titoli di studio e professionali e le proprie competenze, abilità e qualifiche acquisite nel proprio Paese, in un qualsiasi altro Stato membro. Da questo punto di vista l’Unione europea sconta notevoli ritardi, messi in luce dall’opinione degli intervistati alle due survey somministrate una da Eurobarometro tra il 26 aprile e l’11 maggio del 2014 in tutti i 28 Stati membri (campione rappresentativo di 28.000 cittadini) e l’altra direttamente dalla Commissione (Direzione generale Istruzione e Cultura) nel periodo che va dal 17 dicembre 2013 al 15 aprile 2014 e che ha visto il coinvolgimento di esperti nel campo dell’istruzione e della formazione di 36 Paesi (tutti gli Stati membri più Norvegia, Turchia, Svizzera, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro e Australia).
Infatti circa un quarto (23%) dei cittadini dell’UE ritiene che l’istruzione o la formazione ricevute non li abbia dotati delle abilità necessarie per trovare un lavoro in linea con le loro qualifiche e il 6% ha tentato di lavorare o studiare in un altro Stato membro senza riuscirvi, a causa del mancato riconoscimento delle qualifiche da parte del potenziale datore di lavoro o dell’istituzione d’istruzione oppure perché non disponeva di informazioni sul riconoscimento delle proprie qualifiche all’estero.

2.    L’indagine ha messo in risalto anche una serie di evidenze di cui tenere conto nel momento in cui si studierà e si attuerà una strategia per fronteggiare questo problema. Innanzitutto la scarsa conoscenza dei cittadini degli strumenti loro riconosciuti per far valere le proprie abilità e qualifiche. Ad esempio soltanto il 9% di essi sostiene di conoscere il livello del quadro europeo delle qualifiche cui corrispondono le qualifiche in suo possesso e appena il 21% ha sentito parlare del quadro europeo delle qualifiche. Lo strumento più conosciuto e citato, invece, è il CV nel formato europeo (Europass CV).
Un altro dato di fatto è il ritardo che l’Unione europea sconta in questo settore addirittura nell’elaborare e mettere in opera una strategia comunicativa e informativa efficace da rivolgere al pubblico europeo.

3.    Per questo la Commissione europea sta per predisporre alcuni interventi atti a colmare questa lacuna che, di fatto, impedisce la piena fruizione del fondamentale diritto di stabilimento in un altro Stato membro e alla libera circolazione delle persone all’interno dell’UE A tal proposito la Commissaria europea responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, Androulla Vassiliou, ha garantito un futuro e prossimo impegno della Commissione europea e ha ricordato che nel corso degli anni qualcosa è stato fatto: la predisposizione del Quadro europeo delle qualifiche, i sistemi per il rilascio e l’accumulo di crediti in relazione ai corsi seguiti, la garanzia di qualità e la documentazione delle abilità e competenze. Tuttavia vi è la consapevolezza che la strada da percorrere è ancora lunga e abbastanza accidentata. L’attuazione concreta degli strumenti di cui sopra è risultata lenta; vi sono ancora troppi ostacoli alla mobilità educazionale e lavorativa e le attuali iniziative non sono ben adattate agli sviluppi dell’apprendimento digitale e all’internazionalizzazione (la mobilità degli studenti tra i paesi dell’UE e i paesi terzi, diplomi comuni rilasciati da università di diversi paesi).

Luigi D’Ettorre

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