L’importanza della cooperazione allo sviluppo nella gestione dei flussi migratori. Le conclusioni del Consiglio Affari esteri del 26 ottobre 2015 (07.11.2015)

Nella sessione del Consiglio Affari esteri del 26 ottobre 2015 sono stati introdotti temi quali i lavori di preparazione in vista del World Humanitarian Summit e il futuro sviluppo delle relazioni con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) in vista della scadenza dell’accordo di Cotonou. In tema di migrazione, il Consiglio ha sottolineato l’importanza del contributo che la cooperazione allo sviluppo può dare per affrontare le sfide comuni derivanti dalla crisi dei rifugiati. Il Consiglio ha inoltre approvato un progetto di lettera in cui invita il Burundi ad avviare le consultazioni in applicazione dell’art.96 dell’accordo di Cotonou e, sempre in materia di affari esteri, ha adottato alcune conclusioni in relazione alla delicata situazione in Afghanistan. Per quanto riguarda la politica di sviluppo, il Consiglio ha fatto riferimento alla Policy Coherence for Development e alla necessità di incrementare la condivisione delle responsabilità tra gli attori dell’Unione Europea nonchè di migliorare i metodi di valutazione di impatto delle loro politiche. Infine, sotto il profilo della sicurezza e della difesa comune si sono aperte le negoziazioni per il prolungamento della missione di polizia dell’Unione Europea in Afghanistan (EUPOL Afghanistan) in vista della sua scadenza il 13 ottobre 2016.

Affari umanitari

Per quanto concerne i lavori di preparazione del World Humanitarian Summit che avrà luogo il 23 e il 24 maggio 2016 a Istanbul, i ministri hanno affrontato il tema sia sotto il profilo della sostanza, ovvero le modalità attraverso le quali l’Unione Europea e i suoi Stati membri possono contribuire in maniera tangibile al miglioramento della distribuzione degli aiuti umanitari, sia sotto il profilo del procedimento, ovvero come supportare al meglio i processi di preparazione del Summit. E’ stata sottolineata:

  • l’importanza per il Vertice Mondiale di riaffermare i principi umanitari di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza e l’importanza di garantire la conformità con il diritto internazionale umanitario al fine di assicurare l’accesso alle popolazioni vulnerabili e la sicurezza degli operatori umanitari.
  • l’esigenza di tempestività nelle discussioni soprattutto alla luce dei dati record sui finanziamenti evidentemente sorpassati dalle necessità umanitarie.
  • la necessità di rafforzare il legame tra gli aiuti umanitari e lo sviluppo, in particolare attraverso il coinvolgimento degli attori locali nella risposta umanitaria.

lnoltre, il vice-Presidente della Commissione, Kristalina Georgieva, ha informato il Consiglio sui lavori dell’High Level Panel delle Nazioni Unite sui finanziamenti umanitari, lavori da lei stessa co-presieduti e per i quali sono attese raccomandazioni entro gennaio. Essendo parte dei processi di preparazione del World Humanitarian Summit, il Panel affronterà questioni quali: l’incremento dei fondi umanitari, le misure volte a renderli maggiormente prevedibili e un loro uso efficiente.

Migrazione e Sviluppo

Come ultima sessione del Consiglio “Affari esteri” prima del  Summit con i paesi partner africani a La Valletta, essa è stata caratterizzata da un  approfondito dibattito in relazione alla questione migratoria, in particolare sotto il profilo della cooperazione allo sviluppo. I ministri si sono trovati concordi nel rafforzare il grado di coinvolgimento e cooperazione con i paesi terzi sia a livello bilaterale che multilaterale, riconoscendo che la cooperazione allo sviluppo e l’assistenza possono produrre importanti effetti a breve termine sulla crisi migratoria. Si è discusso di come tale cooperazione possa contribuire alla gestione dei rifugiati e più in generale dei flussi migratori. L’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza ha dichiarato che la cooperazione allo sviluppo costituisce un elemento importante dell’approccio globale adottato dall’Unione Europea in materia di migrazione.

Relazioni UE – ACP

I ministri hanno avuto un primo scambio di opinioni sul futuro delle relazioni tra l’UE e gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) in vista della scadenza dell’accordo di Cotonou nel 2020. Il Consiglio ritornerà sulla questione nelle prossime sessioni e continuerà a discuterne molto apertamente, sulla base della consultazione avviata sul futuro del partenariato.

Affari esteri: Burundi

Il Consiglio ha approvato il progetto di lettera in cui invita il Burundi a prendere parte alle consultazioni in applicazione della procedura prevista dall’art.96 dell’accordo di Cotonou nei casi di violazioni di elementi essenziali dello stesso quali i diritti umani, i principi democratici e lo stato di diritto. L’obiettivo di tali consultazioni è quello di trovare una soluzione comune attraverso l’identificazione di misure volte a porre rimedio al mancato rispetto dell’accordo.

Affari esteri: Afghanistan

Per quanto riguarda la situazione in Afghanistan, il Consiglio ha approvato le seguenti conclusioni:

  • Alla luce dei recenti attacchi terroristici e della perdita di numerose vite tra i civili l’Unione Europea riafferma il suo impegno nei confronti dello Stato afghano e della sua popolazione. Si ribadisce che un processo di pace a guida afghana sia il prerequisito per qualsiasi soluzione sostenibile. Si condannano, inoltre, i recenti attacchi dei Talebani a Kunduz, i quali ricordano ciò che è in gioco, ovvero la stabilità e il progresso dello Stato afghano compiuto in questi ultimi anni.
  • Si condanna l’attacco aereo all’ospedale di Médecins Sans Frontières e si attendono i risultati delle inchieste in corso. A tal proposito il Consiglio ricorda che è di vitale importanza per tutte le parti coinvolte agire in conformità al diritto internazionale umanitario.
  • L’Unione Europea continuerà a combattere le cause all’origine delle ondate migratorie e dei traffici illegali quali la povertà, le violazioni dei diritti umani e l’instabilità. Il Consiglio incoraggia la reintegrazione degli sfollati e dei rifugiati in quanto fondamentali per lo sviluppo della società afghana.
  • L’Unione Europea supporta con fermezza le riforme proposte dal Governo di Unità Nazionale afghano, con particolare riferimento a quelle contenute nell’agenda di riforme SMAF sull’autosufficienza attraverso un quadro di responsabilità reciproca presentata il 5 settembre 2015 a Kabul. L’implementazione di tale agenda richiede non solo l’azione determinata del Governo di Unità Nazionale ma anche un alto livello di supporto internazionale.
  • Il Consiglio accoglie favorevolmente la proposta avanzata dal Governo di Unità Nazionale afghano di copresentare la prossima Conferenza Ministeriale sull’Afghanistan a Bruxelles nel 2016. Quest’ultima delineerà il quadro generale per il Governo e i donatori fino al 2020 contribuendo alla creazione di un ambiente stabile e affidabile.

 

Carla Di Nardo

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