L’Ecofin boccia Spagna e Portogallo per deficit eccessivo (18.07.2016)

I ministri dell’Economia e delle Finanze si sono riuniti a Bruxelles sotto la neo-insediatasi presidenza di turno slovacca, rappresentata, nello specifico consesso, dal ministro dell’economia e delle finanze, Peter Kazimir. Una riunione dell’ECOFIN che si è incentrata su dossier da tempo incardinati nell’agenda consiliare, come quello relativo all’attuazione dell’Unione Bancaria, ma che ha anche affrontato temi direttamente legati alle varie fasi e strumenti attinenti alla governance economica della crisi dei debiti sovrani. Nell’occasione, il mirino è stato puntato sulle finanze pubbliche di Spagna e Portogallo. Altri temi salienti, da annoverare quello concernente le azioni per contrastare il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo, e la presentazione del programma della presidenza slovacca per il semestre luglio-dicembre 2016.

 Excessive Deficit Procedure. La riunione ECOFIN ha fatto registrare degli sviluppi significativi sul versante della crisi dei debiti sovrani. Una valutazione di inadempienza rispetto agli impegni presi ha riguardato nello specifico Spagna e Portogallo, colpevoli di non aver adottato riforme ed azioni efficaci per ridurre i rispettivi deficit di bilancio al sotto del 3%, parametro aureo della governance economica europea. L’Excessive Deficit Procedure (EDP) rappresenta lo strumento correttivo del Patto di Stabilità e Crescita, concepito per guidare l’andamento dei deficit dei Paesi sotto procedura ad un ritmo sostenibile, nel rispetto di quanto contenuto, in ultimo, nell’articolo 126 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). La decisione presa dal Consiglio ha raccolto i rilievi di una raccomandazione della Commissione del 7 luglio scorso [COM(2016) 294 final]. In tale documento palazzo Berlaymont ha ripercorso il cammino di riforme intrapreso dal governo di Madrid al fine di contenere il proprio deficit, sulla base del sopra citato articolo 126 TFUE, ritenendolo tuttavia non sufficiente. Se l’articolo 126 si apre, al paragrafo 1, sancendo l’obbligo degli Stati di evitare disavanzi eccessivi, è nei paragrafi successivi che la EDP entra nel vivo. Prima, al paragrafo 6, è stabilito che qualora il Consiglio “decide che esiste un disavanzo eccessivo”, l’organo può “adottare, senza indebito ritardo, su raccomandazione della Commissione, le raccomandazioni allo Stato membro in questione al fine di far cessare tale situazione entro un determinato periodo”. Quindi, il paragrafo 9 afferma che “qualora uno Stato membro persista nel disattendere le raccomandazioni del Consiglio, quest’ultimo può decidere di intimare allo Stato di prendere, entro un termine stabilito, le misure volte alla riduzione del disavanzo che il Consiglio ritiene necessaria per correggere la situazione”. In caso di inosservanza da parte dello Stato sotto procedura, il Consiglio può decidere di infliggere sanzioni. Ora, tornando al caso concreto, la Commissione ha venti giorni per raccomandare lo stesso Consiglio ad imporre tali sanzioni, che dovrebbero ammontare allo 0,2% del PIL, anche se tale percentuale è suscettibile di riduzione. La Spagna è soggetta alla procedura di deficit eccessivo dall’aprile 2009. Il Portogallo, dal canto suo, in virtù della pressione dei mercati sui propri titoli sovrani, nell’aprile 2011, ha chiesto un prestito di 78 miliardi di euro ai creditori internazionali. Nonostante l’adozione di alcune riforme strutturali cruciali, ritenute condizionali all’autorizzazione del prestito, quali quella di riformare il sistema sanitario nazionale per garantirne la sostenibilità, o la riforma delle pensioni,  Lisbona ha disatteso gli obiettivi sul versante del deficit. In particolare, quello di incanalarsi in un percorso che avrebbe dovuto prevedere un progressivo contenimento del deficit rispettivamente pari al 5,5 % del PIL nel 2013, 4,0 % nel 2014 e 2,5 % nel 2015.

 Lotta all’evasione fiscale e terrorismo. “La presidenza intende fare progressi sul fronte della lotta all’evasione fiscale nei prossimi mesi”. Quanto dichiarato dal presidente di turno Kazimir, fa trapelare un nuovo impulso su questo punto, che si svilupperà presumibilmente su un canale politico caratterizzato da alcuni elementi ed azioni già in fieri. In primo luogo le raccomandazioni dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) risalenti al 2015, concepite con l’obiettivo di affrontare quelle situazioni nelle quali gruppi economici e grandi aziende possono approfittare delle disomogeneità tra i diversi sistemi fiscali nazionali, riducendo così la propria responsabilità fiscale. Un altro punto particolarmente delicato ed attuale è quello della lotta al terrorismo attraverso il contrasto al riciclaggio di denaro, allo scopo di strozzarne i canali di finanziamento. Il lavoro di carattere tecnico su questo tema verrà avviato a breve, come si apprende nelle conclusioni dell’ultima riunione. E’ evidente, al riguardo, l’impulso dei recenti atti di terrorismo che hanno colpito l’Europa, anche se da sottolineare come la vicenda dei Panama Papers, impostasi alle cronache la scorsa primavera, abbia allo stesso modo giocato un ruolo decisivo nel tentare un’azione più incisiva sul tema del controllo dei flussi di denaro.

Il programma del semestre slovacco. La presidenza slovacca ha colto l’occasione per presentare il proprio programma ai rappresentanti ECOFIN. Un programma senz’altro ambizioso quello delineato dal ministro Kazimir, elaborato con l’obiettivo di “accrescere la resilienza europea verso le sfide interne ed esterne ed aumentare la fiducia dei cittadini nel progetto europeo”. Sul fronte economico e finanziario sono molte le sfide, che corrispondono grossomodo ai principali capitoli più o meno aperti della governance europea e del futuro della stessa Unione Economica e Monetaria (UEM). Proprio su quest’ultima si concentra il primo dei propositi slovacchi, atto a promuovere un approfondimento dell’UEM, come prospettato nel Report dei Cinque Presidenti del giugno 2015. Ancora, la lotta all’evasione fiscale, punto caldo nell’agenda ECOFIN, come testimoniato dalla presente riunione. Inevitabile non considerare il prosieguo del lavoro relativo rispettivamente a Unione dei Mercati di Capitali e Unione Bancaria. Su quest’ultimo punto, in particolare, i ministri europei si sono soffermati proprio per registrare i progressi relativi alla sua attuazione. Altro punto importante è quello relativo all’attuazione dell’Investment Plan for Europe del 2014. Il Piano, secondo le previsioni che hanno seguito la sua elaborazione, dovrebbe portare al finanziamento di progetti strategici nel continente per una cifra di almeno 315 miliardi fino al 2018. Ad oggi Italia, Spagna e Francia sono i principali beneficiari del piano, per il quale la Commissione e la Banca Europea per gli Investimenti hanno stanziato fino ad ora circa 21 miliardi di euro.

 Diego Del Priore

 Per saperne di più:

 Excessive Deficit Procedure

 European Semester

 Investment Plan for Europe

 Semestre di presidenza slovacco

Comments are closed.