L’Ecofin accelera nel contrasto all’evasione fiscale. All’Eurogruppo torna la questione greca (13.11.2016)

Il Consiglio, nella sua formazione Affari economici e finanziari, si è riunito lo scorso 8 novembre a Bruxelles. L’incontro dei vertici economici continentali ha fatto seguito alla riunione dell’Eurogruppo, relativa ai paesi dell’Eurozona, sui cui esiti si farà un breve ma necessario riferimento in questa sede.
L’Ecofin ha alternato nell’ordine del giorno tematiche da tempo incardinate nell’agenda economica dell’UE a punti di carattere più tecnico, come ad esempio il binario di attuazione dei vari pilastri che compongono la struttura dell’Unione bancaria.

Evasione fiscale. I ministri delle finanze degli Stati membri hanno dato continuità al dibattito riguardante il contrasto all’evasione fiscale da parte delle grandi imprese. L’azione europea in tale ambito si  pone sul solco di una serie di proposte avanzate dalla Commissione e delle raccomandazioni dell’OCSE risalenti allo scorso anno,  relative nello specifico al BEPS (Base Erosion and Profit Shifting). Per BEPS si intende quella serie di pratiche di evasione che sfrutta le differenze e le discrepanze tra le diverse giurisdizioni nazionali in tema di legislazione fiscale al fine di trasferire profitti in ordinamenti con livelli di tassazione inferiori. Tale azione di contrasto ha subito una sensibile accelerazione in seguito alla vicenda dei Panama Papers dell’aprile scorso, quando un fascicolo di documenti redatti da una società panamense, la Mossack Fonseca, ha fornito dettagli sulle attività di evasione di oltre duecentomila società off-shore, con il coinvolgimento di leader politici e funzionari pubblici di diversi paesi. Da segnalare è anche la riunione dello scorso giugno a Kyoto, in Giappone, dei rappresentanti di oltre ottanta paesi per l’aggiornamento e l’armonizzazione delle rispettive normative fiscali nel quadro del contrasto al BEPS. Il 31 ottobre proprio Panama ha aderito a tale “Inclusive Framework” promosso in ambito OCSE. Legate a doppio filo alla lotta all’evasione fiscale ed al riciclaggio di denaro, il Consiglio ha adottato delle conclusioni che stabiliscono criteri e procedure che saranno alla base della creazione di una lista di giurisdizioni definite “non collaborative” in materia fiscale. La lista dovrà essere stilata entro settembre del prossimo anno. «L’accordo raggiunto oggi è parte essenziale della nostra strategia di contrasto a sfide globali quail il BEPS», ha detto il ministro delle finanze slovacco e presidente di turno dell’Ecofin, Peter Kažimír. «Esso – ha proseguito –  rappresenta una tappa cruciale nel processo che si svilupperà nel corso del 2017. Verrà avviato un dialogo con paesi che non rispettano i criteri che abbiamo stabilito e solo quelle giurisdizioni che si rifiutano di cooperare verranno incluse nella blacklist. Il nostro obiettivo primario è incentivare, non punire».

Unione Bancaria. Per quanto riguarda l’Unione bancaria, in quello che rappresenta un binario di valutazione costante della riforma da parte del Consiglio fin dalla metà del 2015, i ministri europei hanno, come di consueto, fatto il punto in merito allo stato di attuazione dell’Unione. Tra i punti in esame la situazione relativa al finanziamento ponte del Single Resolution Fund (SRF) da parte dei diciannove membri attuali dell’Unione bancaria. Istituito dal regolamento 806/2014, relativo al Single Resolution Mechanism (SRM), il SRF sarà gradualmente costituito dai contributi degli istituti di credito e di alcune società di investimento ed entro il 31 dicembre 2023 la sua dote andrà a rappresentare circa l’1% dei depositi garantiti degli istituti di credito all’interno dell’Unione bancaria, circa 55 miliardi di euro. La funzione del Fondo risiede nel garantire l’effettiva applicazione degli strumenti di risoluzione delle crisi del sistema bancario, in qualità di fonte di finanziamento a carattere sostanzialmente integrativo, laddove l’apporto degli azionisti e quello dei creditori si rivelino insufficienti (direttiva 2014/59/EU – bail in).

Eurogruppo. Il 7 novembre è stata la volta dell’incontro dei ministri delle finanze dell’eurozona. L’Unione Bancaria, per quegli aspetti specifici relativi alla zona euro, è stata anche qui al centro delle discussioni dell’Eurogruppo. In particolare, i ministri presenti hanno ascoltato le relazioni di Daniele Nouy, presidente del Consiglio di vigilanza della Banca Centrale Europea, e di Elke Konig, presidente del Single Resolution Board (SRB), il Comitato di risoluzione unico previsto dalla riforma. I vertici dei due organi hanno aggiornato i ministri sui passi in avanti e lo stato di attuazione dell’Unione bancaria nei relativi ambiti, sottolineando anche la portata delle sfide che l’attuazione delle prossime tappe comporta. Altro tema caldo e costantemente al centro dell’agenda di Bruxelles, è la situazione economica in Grecia. Su tale fronte l’Eurogruppo è stato informato sul secondo riesame dell’attuazione del programma di aggiustamento economico greco, in seguito alla missione UE ad Atene che si è svolta alla fine di ottobre. Il secondo riesame riguarda in particolar modo il bilancio per il 2017, la strategia di bilancio a medio termine e la riforma del mercato del lavoro. Al riguardo, i ministri della zona euro sono stati aggiornati sullo stato dell’assistenza tecnica fornita alle autorità greche dallo “structural reform support service” della Commissione europea (SRSS), coordinato dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ed istituito nel luglio 2015, a pochi giorni dal referendum greco del 5 luglio.

Diego Del Priore

Per saperne di più:

Base Erosion and Profit Shifting
Panama Papers
Structural Reform Support Service

 

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