Le proposte della Commissione per riformare il Sistema Europeo Comune di Asilo e potenziare vie d’accesso legali e sicure all’Europa (28.04.2016)

Il 6 aprile 2016 la Commissione ha dato avvio al processo di riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo (CEAS) con una comunicazione che è parte dell’attuazione dell’Agenda europea sulla migrazione. Il quadro entro il quale si muovono le proposte avanzate dall’organo promotore dell’attività legislativa dell’Unione è quello dell’armonizzazione normativa in materia di asilo, indirizzandosi verso una maggiore e più equa condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri. Al fine di creare condizioni uniformi in tutta Europa, contrastare il fenomeno dell’ “asylum shopping” e prevenire i movimenti secondari all’interno dell’Unione, la Commissione ha individuato cinque aree di intervento prioritarie, la prima delle quali prevede l’instaurazione di un sistema equo per la determinazione dello Stato membro competente a processare le domande di asilo. A tal proposito la Commissione ha elaborato due possibili opzioni di riforma del Regolamento di Dublino III ammettendone i limiti e le criticità.

Nel dettaglio le cinque aree di intervento prioritario prevedono:

  1. L’istituzione di un sistema equo e sostenibile per la determinazione dello Stato membro competente per l’esame delle domande di asilo. A tal fine la Commissione propone due possibili alternative:
  • Opzione 1: integrare il sistema attuale con un meccanismo correttivo supplementare fondato sulla distribuzione delle domande così come concepita nello schema di ricollocazione elaborato a settembre dello scorso anno. Tale sistema sarebbe innescato da situazioni di grave crisi fronteggiata da uno Stato membro a fronte della ricezione di un numero sproporzionato di richieste di asilo. Un altro aggiustamento potrebbe, inoltre, riguardare il bacino di soggetti cui è concesso di prender parte alle ricollocazioni; esse interesserebbero, infatti, non più soltanto le nazionalità con un tasso di riconoscimento superiore al 75% ma anche tutti coloro che possono essere plausibilmente riconosciuti come titolari di protezione internazionale. Queste integrazioni sarebbero possibili emendando il Regolamento di Dublino già esistente.
  • Opzione 2: elaborare un nuovo sistema per la determinazione dello Stato membro competente a processare la domanda che si sleghi completamente dal principio dello Stato di primo accesso. In questo caso, la responsabilità sarebbe da individuarsi in chiave distributiva tenendo conto di criteri quali la grandezza, il benessere e la capacità di assorbimento di ciascuno Stato membro. Tale proposta comporterebbe una modifica radicale del sistema corrente, lasciando intatti soltanto i criteri imperativi che riguardano il ricongiungimento familiare, l’interesse del minore e i titolari di un precedente permesso di soggiorno. La Commissione sottolinea come gli Stati membri di primo accesso rimangano comunque responsabili per l’esame delle domande di soggetti provenienti da paesi terzi ritenuti sicuri dall’Unione al fine di facilitarne il meccanismo di rimpatrio.

La prospettive per il lungo termine esposte dalla Commissione risultano essere molto interessanti. Si prevede, infatti, la possibilità di accentrare il meccanismo di valutazione delle richieste di asilo dal livello nazionale al livello europeo trasformando lo European Asylum Support Office (EASO) in una agenzia decisionale di prima istanza con sezioni nazionali distaccate e presenti in ciascuno Stato membro.

2. Rafforzare il sistema Eurodac. La Commissione intende ampliare gli scopi per i quali il sistema Eurodac è stato concepito coerentemente alle modifiche che saranno apportate in seno al meccanismo di Dublino. Tale ampliamento potrebbe includere il ricorso ad ulteriori identificatori biometrici, oltre alle impronte digitali, al fine di agevolare la lotta contro l’immigrazione irregolare.

3. Raggiungere una maggiore convergenza nel sistema di asilo dell’Unione Europea. L’obiettivo è quello di armonizzare le procedure di asilo adottate dai singoli paesi membri attraverso due nuovi regolamenti:

  • Il primo andrebbe a sostituire la Direttiva sulle Procedure di asilo limitando di molto il carattere discrezionale di alcune delle norme in essa contenute e garantendo così un alto grado di armonizzazione e omogeneità, in particolare per quanto riguarda le procedure di asilo, le regole sull’ammissibilità, il trattamento successivo alle domande e il diritto di rimanere nel territorio.
  • Il secondo sostituirebbe la Direttiva Qualifiche con lo scopo di uniformare le norme relative i diritti che devono essere garantiti ai beneficiari di protezione internazionale in linea con i diritti fondamentali e le norme internazionali. La Commissione intende, inoltre, distinguere in maniera più chiara lo status di rifugiato dal beneficiario di protezione sussidiaria.

La Commissione sollecita, inoltre, Parlamento e Consiglio ad adottare senza ulteriori ritardi la lista aggiornata dei paesi di origine sicuri che garantirà maggiore facilità nelle procedure di rimpatrio. Alcune modifiche saranno proposte anche alla Direttiva sulle condizioni di recepimento 2013/33/EU.

4. Prevenire i movimenti secondari all’interno dell’Unione. La Commissione intende proporre una serie di misure sanzionatorie volte a disincentivare i movimenti secondari dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale verso Stati membri di loro preferenza. Il godimento dei diritti di ciascun migrante cui è riconosciuto lo status di rifugiato è legato unicamente allo Stato membro responsabile per la sua domanda, l’abbandono di quel territorio comporterebbe, dunque, una modifica del suo status.

5. Un nuovo mandato per l’EASO. La Commissione potrebbe proporre una sostanziale modifica del mandato dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo al fine di rafforzare il suo ruolo operativo. Ad esso verrebbe affidato il ruolo di “guardiano dei Trattati” e dunque mansioni di controllo e valutazione dell’aderenza di ciascuno Stato membro alle procedure e agli standard europei in tema di asilo. L’EASO risulterebbe incaricato di gestire tutte le funzioni operative legate al meccanismo di distribuzione secondo le norme del riformato sistema di Dublino. Sarebbe il protagonista nelle situazioni di emergenza nelle quali interverrebbe in stretta cooperazione con la Guardia costiera europea.

Coerentemente alle riforme da apportare sotto il profilo delle procedure di asilo, la Commissione afferma di volersi impegnare per garantire vie di accesso legali e sicure per l’Europa. Da un lato l’Unione deve impegnarsi a permettere che le persone bisognose di protezione internazionale arrivino in Europa in modo ordinato, sicuro, dignitoso e organizzato. Dall’altro è necessario che l’UE risulti un polo attrattivo, attraverso una rinnovata e più ampia politica migratoria, per i talenti e la manodopera necessaria ad affrontare le future sfide demografiche contribuendo così alla crescita economica e allo sviluppo. A tal proposito la Commissione si propone di:

  • Sviluppare un sistema strutturato di reinsediamento;
  • Elaborare una serie di misure efficaci sulla migrazione legale
  • Approvare un Piano di Azione per l’integrazione.

Le suddette misure riguarderanno nello specifico:

1. La Direttiva sulla Carta Blu del 2009 che, ad oggi, si è dimostrata fallimentare in quanto eccessivamente restrittiva, in particolare sotto il profilo della mobilità intra-europea. Essa deve puntare ad attrarre lavoratori altamente qualificati che possono rappresentare un’importante risorsa per l’economia e il benessere dell’Unione.

2. Il supporto degli imprenditori migranti attraverso politiche fondate su iniziative già esistenti ma più ampie e inclusive.

3. Il lancio del sistema di valutazione REFIT (Regulatory Fitness and Performance Programme) attraverso il quale si monitoreranno gli strumenti legali esistenti al fine di individuarne lacune e contraddizioni e promuovendo semplificazioni delle norme attualmente in uso.

4. Rafforzare la cooperazione con i paesi terzi di origine sulla base dei dialoghi politici esistenti nel quadro dell’approccio globale in materia di migrazione e mobilità (GAMM). A tal proposito, si punterà ad una maggiore implementazione della cooperazione operativa con questi paesi al fine di garantire una gestione più efficace dei flussi migratori e dei meccanismi di rimpatrio.

Infine, la Commissione ribadisce l’importanza delle priorità stilate dal Presidente Jean-Claude Junker ed invita ad aprire un fruttuoso dibattito sulla base della presente comunicazione.

Carla Di Nardo

Agenda Europea sulla migrazione

Priorità Commissione Juncker

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