Le nuove misure proposte dalla Commissione europea in materia di sicurezza energetica ed i progetti integrati in campo ambientale (08.03.2016)

 

1. Nuovi investimenti per progetti integrati in campo ambientale – Dopo il successo della ventunesima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico, tenuta a Parigi, la Commissione europea ha confermato l’investimento di 63,8 milioni di euro a favore di progetti integrati per finanziare i piani regionali degli Stati membri al fine di ampliare e mettere in atto la legislazione ambientale. I progetti scelti sono cofinanziati e, dunque, anche integrati da fondi complementari, provenienti da ambiti nazionali e privati con una dotazione di bilancio complessiva di 108,7 milioni di euro, coinvolgendo il Belgio, la Germania, l’Italia, la Finlandia ed il Regno Unito nelle macro-aree inerenti alle questioni naturalistiche, idriche, atmosferiche e ai rifiuti. L’iniziativa parte dal programma LIFE che rappresenta lo strumento finanziario dell’Unione Europea a favore della conservazione della natura e del clima e che nel periodo 2010-2014  ha contribuito al finanziamento di più di 4000 progetti relativi alla tutela ambientale.

La tutela ambientale, per antonomasia, passa attraverso un consapevole uso delle risorse energetiche, garantendo la sicurezza dei cittadini e allo stesso modo una diversificazione delle fonti per una produzione responsabile. A febbraio la Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte per permettere agli Stati membri di garantire, nel futuro, assenze di interruzioni nell’approvvigionamento energetico e, dunque, la sicurezza dei cittadini. Quest’ultima rappresenta una grande priorità per la Commissione Juncker e rimane uno dei presupposti principali da cui sviluppare la strategia per l’Unione dell’energia. Gli obiettivi primari delle nuove misure rese note dalla Commissione europea vertono sull’aumento della produzione energetica, dando maggior peso alle fonti rinnovabili e ad un uso più consapevole dell’energia da parte dei cittadini, attraverso l’evoluzione del mercato energetico allo scopo di renderlo più integrato e funzionante ed una migliore trasparenza degli scambi nel contesto europeo dell’energia. Il pacchetto di misure sulla sicurezza energetica è uno dei primi segnali concreti, a seguito dell’accordo globale raggiunto in seno alla Conferenza delle Parti di Parigi sul cambiamento climatico, verso la direzione di una transizione energetica universale.

2. Quadro normativo – La “sicurezza energetica, la solidarietà e la fiducia” rappresentano una delle cinque dimensioni strategiche dell’Unione dell’energia, interdipendenti ed atte al miglioramento della sostenibilità per gli approvvigionamenti. La piena realizzazione della strategia dell’UE, nel settore energetico, rientra tra le priorità che la Commissione europea si è prefissata di attuare allo scopo di raggiungere la continua innovazione, la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro, in sintonia con il quadro normativo fissato dall’articolo 194 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Il nuovo pacchetto di proposte, in materia di approvvigionamenti, segue le linee guida introdotte dalla Commissione, con la Comunicazione 80 del 2015 per un quadro sull’energia resiliente dell’UE, e pone in risalto gli strumenti necessari per il completamento del mercato interno del settore energetico conferendo, dunque, un rafforzamento del ruolo dell’Europa sul mercato globale dell’energia. Si auspica, inoltre, che la Commissione possa proporre, a breve, un ulteriore pacchetto di misure rivolto a garantire l’obiettivo del 27% di energie rinnovabili nell’UE, entro il 2030, così come fissato in uno dei quindici punti d’azione dell’Unione dell’energia.

Le misure proposte dalla Commissione, in attesa del vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio, nella fattispecie, presentano una proposta di regolamento sulla sicurezza energetica, per cui viene introdotto un principio di solidarietà tra gli Stati membri, affinché si assicuri l’approvvigionamento energetico per famiglie e imprese e, dunque, lo svolgimento dei servizi essenziali, come quelli sanitari, attraverso il passaggio da un approccio nazionale ad uno regionale per ridurre la dipendenza energetica esterna. Nonostante lo sviluppo futuro di un’economia a basse emissioni di carbonio, tuttavia, il gas rappresenta l’elemento fondamentale dell’attuale mix energetico dell’Unione Europea e la necessità di garantire i cittadini evitando ulteriori crisi energetiche, come quelle del 2006 e del 2009, presuppone scelte politiche che permettano lo spostamento delle risorse nel contesto europeo a vantaggio di tutti i consumatori, così come sostenuto dal Commissario responsabile dell’azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete.

3. Proposta di regolamento sulla sicurezza energetica – La strategia energetica della Commissione europea verte, in particolare, sul rafforzamento del processo di decarbonizzazione dell’energia, soprattutto nell’ambito edilizio e industriale, attraverso la crescita dell’utilizzo di energie rinnovabili. Infatti, per raggiungere l’indipendenza energetica, l’Unione Europea ha l’esigenza di creare un’infrastruttura strategica in grado di permettere la diversificazione delle fonti energetiche, alla scopo di migliorare l’accesso di tutti gli Stati membri all’energia. Le nuove misure prevedono, inoltre, lo sviluppo strategico per l’uso del gas naturale liquefatto, come fonte alternativa, per neutralizzare gli squilibri che sussistono in alcune zone dell’Unione e, così, consentire l’accesso all’energia a ogni cittadino, essendo l’UE il principale importatore di gas a livello mondiale. Le future infrastrutture potranno, dunque, ridurre notevolmente la dipendenza energetica di alcuni Stati membri e ampliare lo spettro di nuovi approvvigionamenti.

In merito al regolamento sulla sicurezza energetica, le proposte individuate dalla Commissione mirano a prevenire eventuali carenze di gas, derivanti da problemi nella fornitura o dalla presenza di una domanda eccezionalmente elevata, per cui le garanzie della sicurezza energetica sono affidate in prima istanza alle imprese di gas naturale, le quali hanno il compito di gestire per prime le necessità energetiche tramite i meccanismi di mercato. In caso di stagnazione o di sfasamenti del mercato di uno Stato membro, invece, sono le autorità competenti nazionali a dover intervenire per tutelare le necessarie forniture di gas, mentre il coordinamento generale avviene sotto la supervisione della Commissione. Il regolamento suddetto introduce un coordinamento regionale rafforzato ed una più stretta cooperazione tra gli Stati membri per salvaguardare la coerenza normativa dell’UE in materia e per intervenire in caso di rischi concreti, con piani d’azione preventivi e piani d’emergenza. L’applicazione delle norme sulla fornitura di gas e sulle infrastrutture è stata migliorata. Infatti, il regolamento dispone misure supplementari di trasparenza per i contratti di fornitura energetica dei cittadini ed uno scambio di informazioni tra le autorità competenti di ciascuno Stato membro e la Commissione, per effettuare valutazioni di rischio e permettere un tempestivo intervento nelle eventuali interruzioni delle forniture di gas.

4. Il controllo proposto sugli accordi intergovernativi nel mercato dell’energia – Il nuovo pacchetto di misure introduce anche un controllo ex ante, effettuato dalla Commissione stessa, per sottoporre gli accordi intergovernativi alle esigenze di conformità previste dalla normativa sulla concorrenza e dalle norme inerenti il mercato interno dell’energia, al fine di monitorare le negoziazioni e la conclusione degli accordi di Stati membri con Paesi terzi nel settore energetico. Con le nuove misure proposte, dunque, gli accordi intergovernativi nel settore dell’energia, dovranno essere notificati alla Commissione durante i negoziati e prima delle loro conclusioni, affinché si possa monitorare la conformità degli accordi al diritto dell’UE e rinegoziare il contenuto ove non vengano rispettate le norme comunitarie. L’obbligo di verifica ex ante della compatibilità degli accordi intergovernativi, infatti, rappresenta la più importante novità adottata ed avrà il compito di garantire la sicurezza energetica, escludendola da rischi di interruzioni derivanti da problematiche politiche.

Le scelte di un singolo Paese membro, infatti, possono compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti nel mercato interno dell’energia di tutti gli altri Stati membri, per cui diventa necessaria una politica strategica comune, avallata dalla Commissione, per salvaguardare l’integrità stessa dei mercati energetici e lo svolgimento delle normali attività sociali. Secondo il nuovo pacchetto di misure adottate, dunque, nell’ipotesi di un accordo intergovernativo, firmato da uno Stato membro e senza il dovuto parere della Commissione, quest’ultima potrà avviare procedure di infrazione. Infine, nel caso specifico di accordi commerciali tra due o più imprese e in mancanza di conformità con le norme comunitarie, gli Stati membri potranno comunicare alla Commissione, su base volontaria, gli accordi commerciali.

Fabio D’Apollo

 

Per saperne di più:
Progetti integrati del Programma Life
Proposta della Commissione sulle nuove norme per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’Unione europea
Proposta della Commissione sulle nuove regole per gli accordi energetici intergovernativi tra Paesi membri dell’UE e Paesi terzi
Comunicazione della Commissione su una strategia comunitaria per il riscaldamento e il raffreddamento

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