Le iniziative per la prima settimana europea dello sport

Le iniziative per la prima settimana europea dello sport

1. Dopo la pubblicazione dei risultati dell’indagine condotta da Eurobarometro sullo sport e l’attività fisica, si è registrata la presa di posizione ufficiale della Commissione europea. L’istituzione dell’UE, per bocca di Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per lo Sport, l’11 giugno ha annunciato le iniziative in programma per la prima Settimana europea dello sport, che si terrà nel settembre 2015. Questa manifestazione è il culmine, almeno finora, dell’impegno della Commissione nel settore sportivo e dell’attività fisica, ritenuto importante per diverse ragioni: l’innalzamento della qualità della vita dei cittadini europei, il miglioramento della salute pubblica, la riduzione delle spese sanitarie in una società relativamente e mediamente più sana, le ricadute positive sul fronte dell’economia e dell’occupazione. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, il più quantificabile di tutti, la Commissione ha stimato l’impatto dello sport nell’economia europea: quasi il 2% di valore aggiunto lordo prodotto su base annua e tasso di occupazione nel settore oltre il 2%, equivalente a circa 4.5 milioni di addetti.
Sino ad oggi le tappe che hanno scandito gli sforzi della Commissione in questo settore hanno riguardato soprattutto la messa in opera di un quadro ordinamentale coordinato e organico, approntato da pochi anni, in particolare dal 2007, quando la Commissione ha adottato il Libro bianco sullo sport, il primo documento ufficiale in materia dell’Unione europea. Due anni dopo, l’entrata in vigore del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) nel dicembre 2009, ha sancito un ulteriore decisivo passaggio nel riconoscimento dello sport e dell’attività fisica come materie centrali per l’Ue. Infatti questo trattato dedica all’argomento un intero articolo (art. 165, presenti anche i temi dell’istruzione, formazione professionale e gioventù).
Nel 2011 la Commissione ha diramato una comunicazione sullo sport, inerente il suo ruolo sociale e la sua dimensione economica e nello stesso anno, sulla base di questa, il Consiglio ha adottato il primo Piano di lavoro dell’Unione europea per lo sport per il periodo 2011-’14. Questo documento ha l’obiettivo di migliorare la cooperazione e il coordinamento degli e fra gli Stati membri e la Commissione. Infine la Commissione ha maturato e resa pubblica l’idea della suddetta Settimana europea dello sport.

2. L’indagine di Eurobarometro è stata effettuata per conto della Commissione europea dalla rete TNS Opinion & Social network nei 28 Stati membri tra il 23 novembre e il 2 dicembre 2013. All’indagine hanno partecipato circa 28mila rispondenti di diversa estrazione ed origine.
Stando ai risultati il 59% dei cittadini dell’Unione europea non fa mai esercizio fisico o sport o ne fa poco rispetto al 41% che fa esercizio fisico almeno una volta alla settimana.
I cittadini dell’Europa settentrionale fanno più attività fisica di quelli dell’Europa meridionale e orientale. Il 70% dei rispondenti in Svezia ha affermato di fare ginnastica o sport almeno una volta a settimana superando di poco la Danimarca (68%) e la Finlandia (66%) seguita dai Paesi Bassi (58%) e dal Lussemburgo (54%). All’altra estremità della graduatoria, il 78% dei cittadini non fa mai esercizio fisico o sport in Bulgaria, seguita da Malta (75%), dal Portogallo (64%), dalla Romania (60%) e dall’Italia (60%).

3. L’iniziativa della Commissione, annunciata dalla commissaria Vassiliou, ha il duplice fine di incrementare la quota di cittadini europei che praticano costantemente uno sport o un’attività sportiva, da una parte, e ridurre il gap tra Stati membri, dall’altra parte. Durante la Settimana la Commissione si occuperà di coordinare gli eventi e le attività che si svolgeranno in tutta Europa e si impegnerà a promuovere le iniziative di sensibilizzazione a livello nazionale. Pur consapevole del fatto che non esiste una soluzione ideale per tutti e nel rispetto delle tradizioni e delle strutture sportive nazionali, la Commissaria ha sottolineato la necessità per gli Stati membri di coinvolgere appieno le parti interessate a livello regionale e locale nell’organizzazione degli eventi.
Infine, per la prima volta, il programma Erasmus+ prevedrà una linea di bilancio specifica per lo sport, stanziando circa 265 milioni di euro nell’arco di sette anni per contribuire a sviluppare la dimensione europea dello sport, tra l’altro fornendo un ausilio per affrontare minacce transfrontaliere quali partite truccate e doping. Inoltre, sosterrà i progetti transnazionali cui partecipano organizzazioni attive nello sport di base, favorendo ad esempio la buona governance, l’inclusione sociale, la parità di genere, la duplice carriera e l’attività fisica per tutti.

Luigi D’Ettorre

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