Le conclusioni del Consiglio Giustizia e Affari interni sulla lotta al terrorismo a seguito degli attentati di Parigi – 20/11/2015 (28.11.2015)

In seguito ai tragici eventi di Parigi dei giorni scorsi, il Lussemburgo, presidente di turno dell’Unione Europea, ha convocato un Consiglio dei ministri degli interni e della giustizia a Bruxelles per il 20 novembre 2015 al fine di discutere sulle misure di sicurezza per la lotta al terrorismo. In particolare, sono stati trattati i seguenti temi:

  • PNR ovvero Passenger Name Record
  • La normativa sulle armi da fuoco
  • Il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne
  • La cooperazione nello scambio di informazioni
  • Il finanziamento del terrorismo
  • La risposta di giustizia penale al terrorismo e all’estremismo violento
  • Il finanziamento e l’attuazione di tali misure

Il PNR o Passenger Name Record consiste in un registro dei dati forniti dai passeggeri raccolti e conservati nei sistemi di prenotazione e di controllo delle partenze dei vettori aerei. Tale registro rappresenta, perciò, uno strumento di intelligence volto, in particolare, ad identificare persone “non note” (per saperne di più: http://www.politicheeuropee.it/newsletter/19197/euroacronimi-pnr). La normativa sui dati PNR è stata per lungo tempo al centro del dibattito europeo in materia di sicurezza sollevando preoccupazioni sulla protezione dei dati personali. Ad oggi, il Consiglio ribadisce che è urgente e prioritario finalizzare prima di fine 2015 l’ambiziosa normativa sul PNR dell’UE, che dovrebbe comprendere i voli interni nel campo di applicazione, prevedere un termine sufficientemente lungo di conservazione dei dati PNR in forma non mascherata e che, inoltre, non dovrebbe essere limitata a reati di natura transnazionale.

Armi da fuoco – A tal proposito il Consiglio:

  1. Accoglie con favore l’adozione del regolamento di esecuzione relativo a norme comuni di disattivazione avvenuta il 18 novembre 2015;
  2. Si compiace della presentazione da parte della Commissione, in data 18 novembre, della proposta di un pacchetto di misure volte a rendere più difficile l’acquisizione di armi da fuoco nell’Unione Europea, sulla quale saranno avviati presto i lavori.
  3. Si impegna ad intensificare la cooperazione operativa tramite Europol nell’ambito del ciclo programmatico dell’UE per contrastare la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità, segnatamente nel quadro del piano d’azione operativo sulle armi da fuoco.
  4. Invita Frontex ed Europol a fornire assistenza agli Stati membri confinanti con la regione dei Balcani occidentali nel rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne, al fine di individuare il contrabbando di armi da fuoco, e a rafforzare la cooperazione con i paesi della regione, tra l’altro avvalendosi di piattaforme operative regionali quali l’iniziativa di lotta al terrorismo nei Balcani occidentali.

Rafforzamento dei controlli alle frontiere – Dal canto loro gli Stati membri si impegnano a potenziare i sistemi di controllo sia alle frontiere esterne che degli Stati membri Schengen avvalendosi delle banche dati pertinenti quali SIS II, le banche dati di Interpol, del VIS e delle polizie nazionali con il sostegno di Frontex ed Europol e garantire che i punti di crisi siano dotati delle adeguate tecnologie. Si impegnano inoltre a rafforzare i controlli alle frontiere esterne più esposte impiegando, se necessario, le squadre di intervento rapido (RABIT) e agenti di polizia.

Il Consiglio ribadisce le conclusioni adottate lo scorso 9 novembre e invita la Commissione a presentare, nell’ambito del suo piano sulle frontiere intelligenti, una proposta per una revisione mirata del codice delle frontiere Schengen al fine di prevedere controlli sistematici dei cittadini dell’UE, compresa la verifica delle informazioni biometriche, nelle pertinenti banche dati presso le frontiere esterne dello spazio Schengen, sfruttando appieno le soluzioni tecniche al fine di non ostacolare la fluidità degli spostamenti. Ma non solo, si chiede che nell’ambito della proposta di aggiornamento del regolamento Frontex venga fornita una base giuridica solida per il contributo di tale agenzia alla lotta al terrorismo.

In particolare, Frontex:

  1. contruibuirà alla lotta al terrorismo e sosterrà l’attuazione coordinata degli indicatori comuni di rischio prima di fine 2015;
  2. assisterà, in cooperazione con Europol, gli Stati membri nell’intensificazione dei controlli alle frontiere esterne;
  3. collaborerà strettamente con Europol ed Eurojust, in particolare nel contesto dei punti di crisi, e procederà allo scambio di dati con Europol in forza dell’accordo di cooperazione sullo scambio di dati personali. Quest’ultimo dovrebbe essere concluso quanto prima, di modo che Frontex e Europol possano avviare lo scambio di dati a decorrere dal 1º gennaio 2016.

Lo scambio di informazioni o meglio la sua agevolazione si rivela essere uno dei punti chiave della lotta al terrorismo dell’Unione Europea. Tale misura è da realizzarsi tramite l’intensificazione della cooperazione dei servizi di contrasto, in particolare attraverso l’uso efficace del SIS II e dell’acquis di Prüm (interconnessione e consultazione di banche dati nazionali su DNA, impronte digitali e immatricolazione del veicolo).

A partire dal 1° gennaio 2016 Europol avvierà il centro europeo antiterrorismo (European Counter Terrorist Centre – ECTC) quale piattaforma volta a consentire agli Stati membri di rafforzare la condivisione delle informazioni e la cooperazione operativa riguardo all’attività di monitoraggio e d’indagine relativa ai combattenti terroristi stranieri, al traffico di armi da fuoco illegali e al finanziamento del terrorismo. Il nuovo regolamento Europol, sul quale i colegislatori dovrebbero raggiungere un accordo prima della fine dell’anno, dovrebbe essere coerente con il mandato e gli obiettivi dell’ECTC, compresa l’unità addetta alle segnalazioni su Internet (IRU).

Per quanto riguarda il finanziamento del terrorismo, il Consiglio:

  1. invita la Commissione a presentare proposte per rafforzare, armonizzare e migliorare i poteri delle unità di informazione finanziaria (UIF), e la reciproca cooperazione, segnatamente attraverso l’adeguata integrazione della rete di scambio di informazioni FIU.NET in seno ad Europol, e garantire loro un rapido accesso alle informazioni necessarie, al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza della lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo in conformità delle raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), di rafforzare i controlli sui metodi di pagamento non bancari, quali pagamenti elettronici/anonimi, rimesse di denaro, portavalori, valute virtuali, trasferimenti di oro o metalli preziosi e carte prepagate, in linea con il rischio che costituiscono, nonché di contrastare più efficacemente il traffico illecito di beni culturali,
  2. si impegna a garantire il congelamento rapido ed efficace dei beni dei terroristi in tutta l’Unione, sia mediante decisioni autonome dell’UE sia in conformità delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Risposta di giustizia penale al terrorismo e all’estremismo violento – Da un punto di vista penale il Consiglio, non solo si compiace della firma da parte dell’UE della Convenzione del Consiglio D’Europa per la prevenzione del terrorismo il 22 ottobre 2015 a Riga ma, più in generale, accoglie positivamente l’intenzione da parte della Commissione di presentare una proposta di direttiva volta ad aggiornare la decisione quadro sulla lotta al terrorismo prima della fine del 2015. Ciò allo scopo di recepire congiuntamente nel diritto dell’Unione Europea la risoluzione 2178 (2014) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il protocollo addizionale sui combattenti terroristi stranieri della Convenzione del Consiglio d’Europa. Si prevede, inoltre, un potenziamento dell’ECRIS ovvero lo European Criminal Records Information System, un sistema computerizzato fondato nel 2012 al fine di creare un efficiente scambio di informazioni sulle condanne penali tra Stati membri e che per il 2016 estenderà la sua copertura ai paesi terzi. La Commissione sta preparando una proposta in tal senso.

Sul finanziamento il Consiglio invita gli Stati membri a utilizzare il Fondo Sicurezza interna per sostenere l’attuazione delle presenti conclusioni mentre per quanto riguarda l’attuazione essa è affidata al COSI che, in collegamento con i competenti gruppi del Consiglio nonché con la Commissione e con le agenzie dell’UE, assicurerà l’effettiva attuazione delle misure operative concordate. Il coordinatore antiterrorismo dell’UE seguirà l’attuazione complessiva delle presenti conclusioni.

Carla Di Nardo

 

 

 

 

 

 

 

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