Le conclusioni del Consiglio Affari Generali del 16/12/2014 e del Consiglio europeo del 18/12/2014 al termine del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea (30.12.2014)

La riunione dell’ultimo Consiglio Affari Generali del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea si è tenuta il 16 dicembre 2014. Le conclusioni adottate hanno riguardato in particolare gli aspetti futuri del continuo processo di allargamento dell’Unione Europea e dell’associazionismo crescente nel contesto globale, ricordando i principali paesi sotto osservazione e canditati all’ingresso nell’Unione Europea: Turchia, Montenegro, Serbia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Albania, Bosnia-Erzegovina e Kosovo. L’allargamento dell’Unione rappresenta tuttora una delle politiche di maggior successo sia in merito alla trasformazione geopolitica del continente, sia come efficace strumento di politica estera nei confronti di altre realtà macroeconomiche.

Il Consiglio è intervenuto principalmente sulla questione della libertà dei mass-media in Turchia, ribadendo che rappresenta un valore fondamentale per il processo di allargamento dell’Unione Europea. La necessità di rispettare tali valori rientra nella politica europea per contribuire ai benefici reciproci di pace, democrazia e sicurezza.  Il Consiglio durante la riunione ha riaffermato la validità delle legittime aspirazioni di adesione all’Unione da parte dei Paesi suddetti, sottolineando la condizione che occorre per raggiungere tale obiettivo e nello specifico attraverso il rispetto degli impegni assunti dalla Turchia e dai Balcani occidentali nelle relazioni con l’Europa.

Il Consiglio si è soffermato, con particolare attenzione, sull’importanza centrale dello stato di diritto, sottolineando le sfide istituzionali che tali Paesi devono affrontare per il successivo passo verso l’integrazione. Si tratta di introdurre a breve una riforma della giustizia e della pubblica amministrazione, ridurre la criminalità organizzata e la corruzione, diffondere le informazioni permettendo la libertà d’espressione dei media e infine tutelare le minoranze in seno al proprio paese. A tal fine il Consiglio ha accolto con favore l’impegno del governo turco, rimanendo in attesa di una strategia concreta e di una partecipazione attiva oltre i confini regionali per rilanciare il suo processo di adesione.

Proprio a causa dei gravissimi sviluppi in Siria e in Iraq, la Turchia ha un ruolo fondamentale nel dialogo e nella cooperazione intorno alle questioni di politica estera dell’Unione Europea. La base delle riforme turche deve fondarsi sul pieno rispetto dei principi democratici e delle libertà individuali, in particolare la libertà di pensiero come viatico per il miglioramento dell’interazione sociale. Il Consiglio si è anche soffermato sull’importanza di favorire, da parte della Turchia, l’attuazione di tutte le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, affinché ci sia il pieno rispetto dell’articolo 46 della “Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo”, in cui si specifica che le parti contraenti si impegnano a rispettare le sentenze finali in ogni caso e permettendo in tal modo l’integrazione turca nello spirito dell’Europa unita.

Un’ulteriore questione affrontata nella riunione del Consiglio Affari Generali ha riguardato l’importanza sostanziale dello stato di diritto e in che modo si possa istituire un dialogo politico tra gli Stati membri affinché vengano promossi e salvaguardati i principi su cui si fonda l’Unione Europea. Le conclusioni adottate dal Consiglio introducono un nuovo strumento istituzionale fondato sul dialogo ed in grado di integrare lo strumento dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona, il quale consente la sospensione del diritto di voto nelle istituzioni europee, per un Stato membro,  in caso di violazione grave e persistente dei valori fondamentali dell’Unione Europea. Il dialogo, avviato per mezzo delle conclusioni adottate, avrà luogo una volta l’anno in sede di Consiglio Affari Generali e aiuterà a garantire che lo stato di diritto continui ad essere un comune obiettivo condiviso nel pieno rispetto del principio della parità di trattamento e dell’obiettività.

Il Consiglio si è soffermato sul programma di lavoro della Commissione europea con l’obiettivo di rafforzare notevolmente nel 2015 la cooperazione interistituzionale e garantire un più rapido ed efficace processo legislativo. A tal scopo migliorare il funzionamento di quest’ultimo significa rendere il procedimento più trasparente ed efficace attraverso una programmazione congiunta. In relazione alla revisione intermedia della strategia Europa 2020, che rappresenta il progetto di crescita sostenibile della zona euro per i prossimi anni, il Consiglio ha preso atto della valutazione annuale in cui la Commissione europea delinea le caratteristiche principali del mercato del lavoro mettendo in evidenza quali possano essere gli interventi per aiutare gli Stati membri a raggiungere livelli di crescita più elevati.

Per rafforzare e sostenere la ripresa nel corso del 2015, la proposta prevede il raggiungimento di un approccio integrato alla politica economica attraverso tre pilastri principali: potenziare gli investimenti; accelerare le riforme strutturali e perseguire una crescita sostenibile tramite il consolidamento fiscale. Il nuovo corso della crescita seguirà la roadmap del semestre di Presidenza affidato alla Lettonia e l’obiettivo primario sarà garantire che tutte le riunioni future del Consiglio nei vari settori istituzionali lavorino in modo coordinato al fine di permettere la supervisione del Consiglio Affari Generali.

A tale proposito sono stati approvati in sede di Consiglio i seguenti temi come priorità per i prossimi due anni:
1) il sostegno dell’Unione Europea per favorire la crescita sostenibile, l’innovazione, la competitività e l’occupazione; 2) l’attenzione ai fenomeni di immigrazione e integrazione in funzione di politiche sostenibili; 3) l’energia e i cambiamenti climatici; 4) il ruolo dell’Unione Europea nel panorama mondiale, con il compito di contribuire alla stabilità nei paesi limitrofi.

In riferimento all’agenda post-2015 il Consiglio ha adottato conclusioni sul nuovo quadro internazionale per gli sforzi della comunità affinché si elimini la povertà, ci sia uno sviluppo sostenibile e si applichi una piena cooperazione tra le autorità di protezione civile dei singoli paesi membri con gli aiuti umanitari finanziati dall’Unione Europea, creando un nuovo partenariato in grado di affrontare le catastrofi e affidando agli organi competenti delle Nazioni Unite il ruolo di coordinamento generale.

Nell’ambito del Consiglio europeo del 18 dicembre 2014 le conclusioni si sono soffermate sulle problematiche carenze del mercato europeo e dei necessari investimenti di cui da tempo si discute.
Le aspettative di crescita economica e miglioramento dell’occupazione deriverebbero anche dall’impegno degli Stati membri ad intensificare le riforme strutturali e a perseguire un risanamento di bilancio, in attesa che importanti investimenti europei incidano in maniera sostanziale. A tal proposito durante l’ultimo Consiglio europeo è stata chiesta l’istituzione di un “Fondo europeo per gli investimenti strategici” (FEIS), in seno alla Banca europea degli investimenti (BEI), per poter mobilitare 315 miliardi di euro in nuovi investimenti tra il 2015 ed il 2017. Infatti il Gruppo BEI sarà invitato ad avviare le attività avvalendosi di fondi propri a partire dal gennaio del 2015 e a rafforzare l’assistenza a favore di progetti europei creando un polo di consulenza sugli investimenti, operativo dal secondo semestre del 2015.

Il Consiglio europeo ha inoltre invitato le istituzioni dell’Unione ad accelerare i lavori per favorire la produzione e l’innovazione nel contesto europeo, auspicando il miglioramento del quadro normativo sugli investimenti e una maggiore velocità nell’adozione, recepimento e attuazione della legislazione europea da parte dei singoli Stati membri nell’ambito del mercato unico.
Il Consiglio europeo si è espresso in materia di lotta all’elusione fiscale sia a livello regionale, sia a livello globale, sottolineando l’importanza della trasparenza e della necessità di poter attuare a breve la proposta della Commissione europea riguardante lo scambio automatico delle informazioni sugli accordi fiscali nella zona euro, assicurando un coordinamento più stretto delle politiche economiche.

Un ulteriore argomento, oggetto del Consiglio europeo, ha riguardato infine le aspettative di riforma nel settore politico ed economico del nuovo governo in Ucraina, a seguito dell’esborso di 500 milioni di euro erogato come assistenza macrofinanziaria e accogliendo con favore la disponibilità della Commissione europea a potenziare l’aiuto umanitario per la popolazione sofferente in Ucraina. L’Unione Europea continua la sua rotta intrapresa, non riconoscendo l’annessione illegale della Crimea e garantendo l’adozione di ulteriori provvedimenti, se necessario, con l’auspicio del pieno rispetto degli accordi di Minsk da parte di tutti, compresa la Russia.

Fabio D’Apollo

Per saperne di più:
Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (pdf)
Conclusioni del Consiglio sul piano legislativo e sulla programmazione pluriennale (pdf)
Conclusioni del Consiglio sull’Allargamento, Stabilizzazione e processo di Associazione (pdf)
Conclusioni del Consiglio sulle innovazioni dell’agenda post-2015 (pdf)

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