La strategia globale sulla politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea (18.10.2016)

Lunedì 17 ottobre 2016, si è riunito in Lussemburgo, il Consiglio Affari esteri dell’Unione europea presieduto dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini. Tra i temi principali trattati durante la riunione si è parlato di sicurezza e difesa comune dell’Unione e in particolare della strategia globale sulla politica estera e di sicurezza dell’Unione europea (Global Strategy on the European Union’s Foreign and Security Policy – EUGS).
La suddetta strategia è stata definita dal Consiglio «un ambizioso e realistico piano» che verrà valutato dal Consiglio Affari esteri assieme alla formazione dei ministri della difesa dell’Ue il 14 e 15 novembre per poi essere ratificata dal consiglio europeo il 15 dicembre di quest’anno.
L’alto rappresentante venne incaricato nel 2015 dal Consiglio stesso di elaborare una strategia globale sulla politica estera e di sicurezza dell’Unione europea al fine di dare una risposta concreta alle problematiche inerenti la sicurezza interna ed esterna alla luce delle numerose criticità sollevate dal terrorismo e dalle numerose aree di crisi poste ai confini dell’Unione.
Richiamando le conclusioni del giugno 2016, il Consiglio ha sottolineato il ruolo di questo documento il quale guiderà l’azione esterna dell’Unione nei prossimi anni.
La strategia rappresenta per il Consiglio una visione condivisa per un’azione esterna unita e responsabile, che porti avanti i valori e gli interessi dell’Unione e dei suoi Stati membri per la realizzazione di un ordine globale basato su regole rispettose di valori quali la democrazia e il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto.
La strategia verrà tradotta in concrete iniziative politiche e azioni focalizzate su cinque priorità:
– rafforzamento della sicurezza e della difesa
– investimento nella resilienza degli Stati e delle società verso il confine est e sud dell’Unione
– sviluppo di un approccio integrato ai conflitti e alle crisi
– promozione e supporto della cooperazione dell’Unione con le organizzazioni regionali
– rafforzamento della governance globale basata sul diritto internazionale, includendo i principi della Carta delle Nazioni Unite e quanto enunciato nell’atto finale di Helsinki.
Queste priorità, dovranno portare all’adozione di un approccio integrato per le crisi, i conflitti e le minacce ibride che non preveda unicamente una più stretta cooperazione in ambito militare tra i paesi membri, ma anche azioni e strumenti di tipo economico, culturale e sociale nei confronti degli Stati e delle regioni confinanti.
Al fine di contribuire al miglioramento della resilienza dell’Unione europea e dei suoi cittadini, si è ribadita l’importanza di compiere sforzi comuni nel campo della diplomazia pubblica, inclusa la comunicazione strategica dentro e fuori l’Unione per la promozione dei suoi valori.
Nelle sue conclusioni il Consiglio ha ritenuto essenziale stabilire il livello di cooperazione e di sviluppo di capacità militari comuni che possa migliorare la credibilità dell’Unione e che assicuri una politica di sicurezza e difesa comune pronta a rispondere alle esigenze tanto civili quanto militari e che sia complementare a quanto sottoscritto nella dichiarazione congiunta di Varsavia dai leader e dalle istituzioni dell’Unione e della NATO.
Al fine di supportare gli strumenti e le azioni sopra elencate, il Consiglio ha accolto il lavoro della Commissione europea per lo sviluppo di un piano d’azione per la difesa europea che contribuisca ad assicurare basi tecnologiche ed industriali in grado di andare incontro ai bisogni che in futuro la difesa europea necessiterà, offrendo eque opportunità per l’industria della difesa nell’Unione, bilanciate e in conformità con la legislazione europea.

Fabio Sulli

Per approfondire:

Shared Vision, Common Action: A stronger Europe

Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa

Vertice dei capi di Stato e di governo della NATO, Varsavia 8-9 luglio 2016

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