La strategia del Consiglio dell’UE per l’occupazione e la cittadinanza attiva dei giovani (07.07.2014)

1. Il 17 giugno è stato diramato il programma ufficiale d’azione e delle attività per i prossimi 18 mesi preparato dal trio di Stati membri che si divideranno i prossimi semestri di Presidenza del Consiglio dell’Unione europea (Italia, Lettonia e Lussemburgo). Per quanto riguarda l’importante ambito dei giovani e delle relative politiche vengono richiamati alcuni impegni presi dall’UE già nel mese precedente, il 20 e 21 maggio, quando, nel quadro del semestre di Presidenza della Grecia, il Consiglio dell’UE ha adottato un documento indicante due misure ritenute centrali per sostenere e rilanciare il tema del lavoro e del tasso di occupazione nella popolazione giovanile. Questo documento, a sua volta, riprende due risoluzioni, di qualche giorno precedenti, una attinente il c.d. Piano di lavoro dell’UE per i giovani per il biennio 2014 – 2015 (Risoluzione 9523/14) e l’altra il c.d. Processo di dialogo strutturato (Risoluzione 9026/14), tra cui l’inclusione sociale dei giovani.

2. Il Piano di lavoro ha fissato tre priorità: a) sviluppo del lavoro giovanile e dell’apprendimento non formale e informale; b) rafforzamento della cooperazione intersettoriale; c) conferimento di poteri, con particolare attenzione all’accesso a diritti, autonomia, partecipazione e cittadinanza attiva. Esso mira inoltre a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione e a sviluppare sinergie con le politiche per l’istruzione, la formazione e l’occupazione al fine di garantire l’ingresso della tematica delle politiche giovanili nel semestre europeo. Il Piano, nei suoi effetti e nella sua concreta applicazione, sarà valutato nella seconda metà del 2015, verosimilmente con la scadenza dei 18 mesi di Presidenza del trio di Paesi summenzionato.

3. Il Processo di dialogo strutturato, invece, ha l’obiettivo precipuo di instaurare un rapporto stabile e continuativo con la fascia giovanile dei Paesi aderenti attraverso l’attivazione di una sede in cui operare una riflessione comune e permanente sulle priorità, l’attuazione e il follow-up della cooperazione europea nel settore della gioventù. Per concretizzare questo intendimento è necessario stabilire un rapporto diretto con una vasta gamma di giovani e con le organizzazioni giovanili nel corso delle consultazioni a tutti i livelli, a partire dagli Stati membri, dalle conferenze sulla e della gioventù dell’UE e dalla settimana europea della gioventù.
L’Italia ha raccolto l’eredità del trio precedente (Irlanda, Lituania e Grecia) e avrà il compito di organizzare e gestire la Conferenza delle gioventù in programma nell’ottobre di quest’anno. Il tema portante dei prossimi 18 mesi sarà il conferimento di ulteriori poteri ai giovani e la loro maggiore responsabilizzazione sui diritti ma anche sui doveri di cittadinanza.

4. In definitiva il semestre di Presidenza a guida italiana si impegnerà ad implementare e rendere esecutivi i due strumenti sopra descritti. In questa sede sembra essere opportuno notare che il Piano di lavoro mostra una debolezza intrinseca, in quanto gli Stati membri non sono obbligati ad attuarlo. L’adesione, infatti, non è obbligatoria, bensì facoltativa, e questo potrebbe depotenziare uno strumento che, almeno in via teorica, sarebbe centrale in una strategia razionale e organica di rilancio dell’occupazione giovanile, soprattutto in alcuni Paesi dell’Europa meridionale.

Luigi D’Ettorre

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