La novità delle strategie politiche di Jean-Claude Juncker (23.09.2014)

Jean-Claude Juncker è stato eletto Presidente della Commissione europea durante la riunione plenaria del Parlamento europeo del 15 Luglio 2014.  Lo stesso giorno il neo Presidente ha presentato il documento programmatico che la Commissione attuerà nel suo mandato e in cui sono delineate le priorità politiche ed economiche del nuovo contesto istituzionale. Il programma verte in particolare su dieci settori strategici e rappresenta il desiderio di ricostruire la fiducia dei cittadini nell’Europa post-crisi, rafforzando la legittimità democratica.

Il 10 settembre 2014 Juncker ha confermato la volontà della Commissione Europea di attuare un cambiamento, rendendo nota la composizione della nuova squadra di Commissari e scegliendo una grande coalizione mista tra popolari e socialisti. È evidente come ci sia l’intento di razionalizzare l’organizzazione dei compiti affidati ai vicepresidenti per affrontare le grandi riforme auspicate dal neo Presidente, lasciando riflettere molto sulla complessa architettura politica presentata.

Tra le principali novità c’è la presenza per la prima volta di un Commissario con lo specifico compito di occuparsi del “legiferare meglio” – affidato all’olandese Timmermans – inserendo così un nuovo tassello nell’equilibrismo della democrazia europea. Infatti questo nuovo ruolo del Primo vicepresidente fungerà da contrappeso per l’individuazione di proposte veramente necessarie per gli Stati membri ed incarnerà il garante della Carta dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto, sottolineando l’aspetto etico di tutte le attività della Commissione Europea.

Sono stati presentati nuovi portafogli nel settore dell’economia, l’uno riguardante il “Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI” – affidato alla polacca Bienkowska – che avrà come punto di riferimento le piccole e medie imprese per il miglioramento dell’economia reale, l’altro riguardante gli “Affari economici, finanziari, fiscali e doganali” – affidato al francese Moscovici – che si occuperà di integrare le politiche del fisco e delle dogane con l’Unione economica e monetaria.
Inoltre è stato creato anche uno specifico portafoglio in materia di “Migrazione” – affidato al greco Avramopoulos – allo scopo di affrontare con più determinazione le irregolarità e le problematiche legate alle tragedie del Mediterraneo; un nuovo ed ulteriore portafoglio invece fa riferimento alla “Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati di capitali” – affidato all’inglese Hill – con cui la Commissione europea attuerà la disciplina per la vigilanza e la risoluzione nel settore bancario.

Altre cariche sono state invece riorganizzate e razionalizzate, come nel caso del settore “Ambiente” e degli “Affari marittimi”, i cui campi sono stati riuniti per una crescita parallela ed affidati ad un unico commissario responsabile; lo stesso metodo è stato adottato per le politiche in materia di “Clima” ed “Energia” per rispondere alle esigenze climatiche di sostenibilità, senza però rinunciare ai bisogni industriali finalizzati al miglioramento della competitività del mercato interno europeo.
Si attende ora l’esito del voto del Parlamento europeo per l’approvazione dell’esecutivo e la sua successiva nomina da parte del Consiglio europeo, affinché la nuova compagine politica possa, dal mese di novembre, cominciare il suo operato.

Gli obiettivi attesi riguardano l’incremento dell’occupazione, gli stimoli agli investimenti nel vecchio continente, l’assicurazione dei prestiti bancari all’economia reale ed il controllo dell’indipendenza energetica dell’Europa post Ucraina.
Lo scopo è concentrarsi su settori in cui l’Unione Europea è realmente in grado di fare la differenza, come l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento democratico, rendendo al contrario marginale l’intervento per questioni di minore importanza.

1 – Nel contesto dell’Europa 2020 al fine di accrescere l’occupazione e gli investimenti Juncker ha promesso un ambizioso pacchetto di azioni per l’occupazione e la crescita; queste ultime hanno già trovato riscontro nell’istituzione della nuova “corsia veloce per la ricerca e l’innovazione” nell’ambito del progetto Horizon 2020 e hanno in programma una maggiore flessibilità dell’uso di fondi pubblici dell’Unione Europea.
L’agenda prevede la destinazione, nei prossimi tre anni, di 300 miliardi di euro per investimenti nel settore pubblico e privato dell’economia reale, affinché si possa realmente rilanciare la competitività europea con strumenti finanziari diversificati e più efficaci.

Attraverso finanziamenti più mirati sarà possibile accrescere maggiormente le infrastrutture delle reti energetiche e della banda larga, nonché il settore della ricerca e dell’innovazione.  Inoltre la creazione di un mercato unico del digitale connesso permetterebbe un maggior abbattimento delle condizioni inique tra imprese e potrà generare una crescita ulteriore di 250 miliardi di euro a vantaggio di nuovi posti di lavoro.
Altri interventi sono in programma nel mercato interno affinché nasca una base industriale più solida, che possa riportare entro il 2020 l’incidenza del settore industriale nel PIL dell’Unione al 20% rispetto all’attuale 16% scarso.

2 – Grande attenzione va posta anche alla nuova politica europea sulla migrazione legale, affinché si possano gestire al meglio le sfide demografiche e si migliori la cooperazione con i paesi terzi interessati, per ridurre la migrazione irregolare e garantire la sicurezza delle frontiere. La volontà è rafforzare l’Agenzia europea per le frontiere – FRONTEX – e aumentare la dotazione oltre i 90 milioni di euro all’anno, rendendo più responsabili e consapevoli tutti gli Stati membri dell’Unione, sia a nord che a sud, nel rispetto dei principi di solidarietà su cui si fondano.
L’agenda di Juncker si sofferma sull’unione dei valori condivisi, affermati nei Trattati e nella Carta dei diritti fondamentali, in cui la protezione, l’equità e lo Stato di diritto sono la vera linea guida di un’organizzazione internazionale democratica che si inserisce nel contesto mondiale e desidera raggiungere un ruolo più incisivo.
Nel merito vi è la proposta di vincere tutte le resistenze che attualmente alcuni governi nazionali oppongono in sede di Consiglio, affinché si elimini ogni tipologia di discriminazione e si accentui la lotta alla criminalità transnazionale per contrastare la corruzione e il terrorismo.

Anche la maggiore cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri dell’UE, auspicata da Juncker, verte sul rafforzamento degli strumenti comuni come Eurojust e ha l’obiettivo di assicurare un riconoscimento reciproco delle sentenze, in grado di agevolare i cittadini e le imprese europee, dando maggiore slancio alla concretezza dei diritti e alla reciproca fiducia. L’attenzione è puntata su una maggiore trasparenza nei contatti con i portatori d’interessi e i lobbisti con la proposta di elaborare un accordo tra le istituzioni europee per la creazione di un “registro obbligatorio dei lobbisti” affinché sia permesso ad ogni cittadino di conoscere con quali enti e gruppi d’interesse l’Unione europea si confronta.

Fabio D’Apollo

Per saperne di più:
– L’agenda di Juncker – Orientamenti politici (pdf)
– La Commissione Juncker e la grande coalizione
– Chi ha eletto Jean-Claude Juncker?

 

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