La Commissione porta avanti l’agenda sulla migrazione (29.15.2015)

Il 27 maggio scorso la Commissione europea ha presentato le prime proposte nell’ambito dell’approccio globale per migliorare la gestione della migrazione sulla base dell’Agenda europea per la migrazione, adottata dalla Commissione stessa il 13 maggio scorso e riportata nella Comunicazione COM(2015) 240 final. Come già dichiarato nell’Agenda infatti, ed in linea con le Conclusioni del Consiglio Europeo dell’aprile 2015, l’Unione, tramite la Commissione, ha deciso di affrontare la questione della migrazione non solo con più coscienza, ma impegnandosi maggiormente nella condivisione delle responsabilità sia a causa delle tragedie che continuano ad insanguinare il Mediterraneo, sia allo scopo di alleggerire la pressione migratoria che più di ogni altra cosa colpisce gli Stati alla periferia sud dell’Unione e ne peggiora le già precarie condizioni.
Nei mesi passati, prima di arrivare all’Agenda europea per la migrazione, il dibattito politico precedente alle elezioni del Parlamento Europeo e alla successiva nomina della Commissione si era concentrato, tra le altre cose, sul Piano Junker per la politica migratoria dell’UE convogliando l’attenzione su cinque punti fondamentali (miglioramento del sistema europeo di asilo; assistenza pratica all’Ufficio europeo per l’asilo; stretta cooperazione con i paesi terzi, in particolare quelli del Nord Africa; un’Unione da rendere luogo attraente in ogni settore per la migrazione legale; sicurezza dei confini dell’Unione). A ciò erano seguiti, dopo la nomina della Commissione, gli Orientamenti Strategici, dieci punti di fondamentale importanza per i nuovi commissari da poco insediatisi, tra cui spiccava quello prioritario della migrazione. Dopodiché c’era stata una proposta della Commissione europea, seguita dalla dichiarazione del Consiglio europeo del 23 aprile 2015 con la quale gli Stati membri aveveno sancito l’impegno ad agire rapidamente per salvare vite umane e intensificare l’azione dell’UE nel settore della migrazione fino ad arrivare ad una risoluzione del Parlamento europeo e all’Agenda della Commissione del 13 maggio 2015.
I temi trattati il 27 maggio scorso sono in linea con il quadro tracciato due settimane fa proprio dall’Agenda ma prevedono una prima tranche di misure e proposte dettagliate che sono ora al vaglio degli Stati membri. Presupposto delle valutazioni è il criterio numerico. Nel 2014 l’Italia ha visto aumentare infatti del 277% gli sbarchi di irregolari e la Grecia del 153%, tendenza che non è diminuita nel corso del 2015. Di seguito sono riportate le misure proposte dalla Commissione.

1. Ricollocazione. La ricollocazione riguarda la proposta di istituire un meccanismo temporaneo di risposta di emergenza per assistere Italia e Grecia. Il progetto è quello di utilizzare l’art. 78, par. 3 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) – che consente proprio la creazione di tale meccanismo di emergenza in coerenza con il principio del non respingimento – e che si applicherà ai cittadini siriani ed eritrei bisognosi di protezione internazionale arrivati in Italia o in Grecia dopo il 15 aprile 2015 o che arriveranno dopo l’avvio del meccanismo. Nei successivi due anni dovrebbero essere trasferite in tutto 40.000 persone dall’Italia e dalla Grecia in altri Stati membri dell’UE sulla base di una chiave di distribuzione pari a circa il 40% del totale dei richiedenti asilo con evidente bisogno di protezione internazionale entrati nei due paesi nel 2014. La Commissione sarebbe pronta anche ad adottare misure analoghe se altri Stati membri (come Malta, che per adesso non è stata inserita nel meccanismo emergenziale in quanto i numeri degli sbarchi sulle proprie coste sono molto inferiori alla media di Italia e Grecia) si trovassero ad affrontare un improvviso afflusso di migranti. Gli Stati membri riceverebbero 6.000 euro per ogni persona ricollocata sul loro territorio.

2. Reinsediamento. Per il reinsediamento, la Commissione ha adottato una raccomandazione per sollecitare gli Stati membri a reinsediare 20.000 persone provenienti da paesi terzi, in evidente bisogno di protezione internazionale secondo le indicazioni dell’UNHCR; tale reinsediamento dovrà avvenire in un periodo di due anni e sempre sulla base delle proposte di distribuzione. Gli Stati membri che aderiranno al programma riceverebbero un supporto finanziario dell’Unione pari a 50 milioni di euro per il periodo 2015-2016.

3. Impronte digitali. In realtà, almeno per questa prima fase propositiva, la Commissione ha semplicemente ricordato che seguire le linee guida sulle impronte digitali è necessario per garantire il corretto ed efficace funzionamento del sistema europeo comune di asilo e proprio a tale scopo occorre rilevare sistematicamente le impronte digitali dei migranti al loro arrivo. Tale approccio dovrà essere basato sulle buone pratiche; inoltre gruppi addetti ai punti di crisi dell’EASO, di Frontex e di Europol lavorerebbero sul terreno per condurre con rapidità le operazioni di identificazione, registrazione e rilevamento delle impronte digitali dei migranti in arrivo valutando chi ha bisogno di protezione.

4. Un piano d’azione dell’UE contro il traffico di migranti. Il piano per il 2015-2020 prevede azioni concrete per prevenire e contrastare il traffico di migranti. Le azioni da attuare dovrebbero comprendere: l’elaborazione di un elenco di imbarcazioni sospette; la creazione di piattaforme specializzate per rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni con le istituzioni finanziarie; la cooperazione con i fornitori di servizi internet e i social media per individuare e rimuovere rapidamente i contenuti internet usati dai trafficanti per pubblicizzare le loro attività. Anche in questo caso però, la Commissione si è limitata a riportare misure generali che dovrebbero essere intraprese, lasciandone la precisazione a incontri successivi.

5. Una consultazione pubblica sul futuro della direttiva sulla Carta blu. La proposta della Commissione mira anche a migliorare l’attuale sistema della Carta blu dell’UE sulla migrazione regolare (Direttiva 2009/50/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009, sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati) che ha lo scopo di facilitare l’ingresso nell’UE di lavoratori altamente qualificati in cerca di lavoro ma che, data la diversa attuazione e le diverse misure intraprese dagli Stati membri, è attualmente poco impiegata per questo tipo di ingressi. La Commissione ha proposto una consultazione pubblica proprio per chiedere ai soggetti interessati (migranti, datori di lavoro, organizzazioni governative, sindacati, ONG, agenzie di collocamento) di fornire opinioni su come ritengano che la Carta blu possa essere migliorata. Anche in questo caso dovranno attendersi ulteriori riunioni per definire “in che modo” tale consultazione pubblica dovrà essere svolta.

6. Un nuovo piano operativo per l’operazione Triton. Il nuovo piano operativo per l’operazione Triton rafforzata prevedrebbe nuove dotazioni: 10 mezzi marittimi, 33 terrestri e 8 aerei altre a 121 addetti. Il piano operativo proposto dalla Commissione amplierebbe l’area geografica di Triton verso sud fino ai confini della zona maltese di ricerca e salvataggio per coprire l’area che in precedenza era dell’operazione italiana Mare Nostrum. Per questo settore, ma anche per altri settori, dovranno invece essere individuati i modi di reperimento dei fondi, anche se nell’Agenda, la Commissione ha tracciato già un quadro contenente modi e enti/agenzie o privati dai quali poter attingere.
In generale però, bisognerà ancora attendere la proposta legislativa che la Commissione europea ha intenzione di presentare entro il 2015.

Infine sono di seguito riportate le tabelle di redistribuzione contenenti le cifre proposte dalla Commissione. Nella prima e nella seconda sono riportate le ricollocazioni per l’Italia e la Grecia relative al punto 1 di tale nota; la terza tabella contiene invece le cifre del reinsediamento, relative al punto 2 della nota. I criteri che hanno permesso l’individuazioni delle percentuali e delle relative cifre sono contenuti nell’Agenda (il PIL, le dimensioni della popolazione, il tasso di disoccupazione, il numero dei richiedenti asilo passati e dei rifugiati reinsediati).

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Luisa Di Fabio

Per saperne di più:
Informazioni generali relative all’Agenda europea sulla migrazione

Dichiarazione del Consiglio europeo straordinario, 23 aprile 2015

Risoluzione del parlamento europeo

Proposta della commissione europea

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