La Commissione adotta l’agenda “Legiferare meglio” 26.05.2015

Il 19 maggio 2015 la Commissione ha presentato la sua comunicazione che adotta l’agenda dell’Unione Europea “Una migliore regolamentazione per ottenere risultati migliori” [COM(2015) 215 final] – conosciuta come “Legiferare meglio” – una serie di proposte volte a migliorare e rendere più efficiente, efficace, trasparente e partecipato il processo decisionale sopranazionale, il procedimento legislativo comunitario, l’attuazione del diritto dell’Unione e la valutazione d’impatto delle politiche decise dal legislatore europeo. A tal fine rivestirà un ruolo centrale anche l’attività di riesame costante e puntuale della legislazione UE già in vigore, al fine di semplificarla e renderla idonea a raggiungere gli obiettivi prefissati. In sostanza, l’obiettivo di fondo è cambiare il metodo di lavoro a livello dell’UE.

Tale agenda rappresenta la realizzazione di un impegno che la Commissione aveva inserito nel suo programma di lavoro per il 2015 illustrato il 16 dicembre 2014 [COM(2014) 910 final], in cui sono state esplicitate le priorità della Commissione per quest’anno, peraltro già abbozzate nel programma presentato in precedenza da Jean-Claude Juncker nella veste di candidato alla carica di Presidente della Commissione [1]. Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato che “questa Commissione è determinata a cambiare quello che l’Unione fa e il modo in cui lo fa. Legiferare meglio è quindi una delle nostre priorità principali. Siamo all’ascolto dei cittadini e delle imprese – in particolare le PMI – preoccupati perché le norme adottate dalle istituzioni di Bruxelles non sempre sono facili da capire o da applicare. Vogliamo ripristinare la loro fiducia nella capacità dell’UE di produrre una legislazione di alta qualità”.

L’agenda è organizzata in alcuni punti specifici, una sorta di pilastri da sviluppare e attraverso i quali pervenire al risultato finale. Essi sono: a) una maggiore apertura, trasparenza e consultazione; b) un aggiornamento della legislazione in vigore; c) l’utilizzo di strumenti migliori e più adeguati per politiche migliori.

1. Apertura, trasparenza, partecipazione. – Per quanto riguarda l’aspetto relativo alla maggiore apertura, trasparenza e partecipazione, la Commissione permetterà ai cittadini, attraverso la creazione di un portale web, di agevolare e migliorare la loro partecipazione al, e il loro controllo sul, processo decisionale in tutte le sue fasi, dall’elaborazione e dalla tabella di marcia iniziale, all’avanzamento, fino alla proposta definitiva, in sostanza l’intero ciclo di vita della politica adottata dalla Commissione [2]. Dopo l’adozione di una proposta da parte della Commissione, un qualsiasi cittadino o stakeholder avrà a disposizione otto settimane per presentare pareri o suggerimenti che forniranno un contributo al dibattito legislativo tra Parlamento Europeo e Consiglio. Inoltre, per la prima volta, i progetti di quei testi che modificano o integrano la legislazione vigente, o che stabiliscono disposizioni tecniche specifiche, saranno resi pubblici per quattro settimane prima dell’adozione sul sito internet della Commissione. Le parti interessate potranno così presentare osservazioni prima dell’adozione dell’atto in questione da parte della Commissione o degli esperti degli Stati membri. Inoltre, l’agenda parla anche di un dovere di spiegazione delle proposte e degli atti e dei motivi per i quali si è deciso di elaborarli e attuarli, in altre parole spiegare cosa si sta facendo e perché, tenendo in debita considerazione i principi di sussidiarietà e proporzionalità per promuovere la responsabilità, nella sua versione più ampia e inclusiva di accountability.
Infine, per perfezionare questo pilastro relativo alla trasparenza e al coinvolgimento della società civile, la Commissione migliorerà e renderà più fruibile lo strumento online denominato “Dateci una mano – dite la vostra” [3] col quale si impegnerà a sentire le opinioni di tutti i soggetti interessati – cittadini, imprese, sindacati, organizzazioni non governative, etc. – e risponderà direttamente a opinioni, critiche, richieste di miglioramento. Questo nelle intenzioni della Commissione “fornirà ai cittadini europei, alle parti sociali e alle singole aziende un mezzo diretto per capire e influenzare la politica europea con strumenti interattivi adatti per l’era digitale”.

Su questo punto c’è da dire che, aspettando le future precisazioni che potranno essere fornite da apposite disposizioni regolamentari, anche se è dubbia la vincolatività di queste proposte e osservazioni provenienti dai cittadini e dagli stakeholders europei, comunque la ricerca di una maggiore trasparenza del procedimento legislativo e decisionale e di una più ampia partecipazione della società civile al dibattito rappresentano un passaggio non scontato e potrebbe essere addirittura significativo se lo si lega all’Iniziativa dei cittadini europei (ICE), altro importante strumento per favorire il coinvolgimento della società civile europea al processo decisionale sopranazionale [4].

 

2. Aggiornamento della legislazione in vigore. – Per ciò che attiene la seconda attività, ossia il riesame e l’aggiornamento della legislazione in vigore, la Commissione ha stabilito che sarà rafforzato il programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (REFIT) varato nel dicembre 2012 [COM(2012) 746 final], il quale è stato predisposto per valutare la legislazione dell’UE in vigore al fine di renderla più efficace ed efficiente e più orientata al risultato senza compromettere gli obiettivi politici. Esso individua la possibilità sia di semplificazione della legislazione esistente, sia di riduzione degli oneri normativi. A tal proposito la comunicazione della Commissione evidenzia anche le iniziative nuove e in corso riguardanti questi ultimi nel campo degli appalti pubblici, delle statistiche d’impresa e della legislazione UE sulle sostanze chimiche. Inoltre, per semplificare ulteriormente il quadro normativo dell’Unione, la Commissione continuerà a esaminare la legislazione settoriale per identificare e proporre l’abrogazione della legislazione obsoleta che sarà ritenuta inutile a perseguire lo scopo oppure eccessivamente gravosa. Infine, tra gli altri aspetti, è da segnalare il futuro impegno di semplificazione della gestione dei fondi messi a disposizione dall’UE, con l’obiettivo di contribuire a massimizzare i benefici di questo finanziamento. Le materie che verranno interessate da questo sforzo saranno ad esempio la Politica agricola comune, i Fondi strutturali e di investimento europei e Horizon 2020.
Il 16 dicembre 2014, adottando il suo programma di lavoro per il 2015, la Commissione ha confermato tutte le azioni del programma REFIT di cui era prevista la realizzazione nel corso del 2015, mentre alcune proposte legislative in sospeso, presentate dalle precedenti Commissioni, saranno ritirate in quanto non rispecchiano le priorità politiche della nuova Commissione oppure questa, pur confermando gli obiettivi indicati da alcune di esse, si farà promotrice di nuovi e migliori modi per realizzarli. Le azioni REFIT individuate per il 2015 sono 79, raccolte in macro-categorie rappresentative dei principali ambiti in cui si estrinsecano le politiche dell’UE [COM(2014) 910 final, Allegato 3]. Questi sono: (a) agricoltura e sviluppo rurale, (b) azione per il clima e energia, (c) economia e società digitali, (d) affari economici e finanziari, fiscalità e dogane, (e) occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori, (f) ambiente, affari marittimi e pesca, (g) stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali, (h) salute e sicurezza alimentare, (i) mercato interno, industria, imprenditoria e PMI, (l) giustizia, consumatori e parità di genere, (m) migrazione, affari interni e cittadinanza, (n) commercio, (o) trasporti.
Per rendere più agevole il perseguimento di tale obiettivo e far si che tutta l’operazione sia più inclusiva possibile, la Commissione ha adottato una Decisione che istituisce una piattaforma permanente per il dialogo con le parti interessate e con gli Stati membri che miri a migliorare la legislazione dell’UE nel quadro REFIT [C(2015) 3261 final]. Tale Decisione, che produrrà effetti giuridici fino al 31 ottobre 2019 (art. 7), svolge i compiti (art. 2) di raccolta di suggerimenti provenienti da ogni portatore di interesse per la riduzione degli oneri amministrativi, normativi e burocratici derivanti dalla legislazione dell’UE e dall’attuazione dei singoli Stati membri, con un occhio di riguardo per le esigenze e gli interessi delle microimprese e delle PMI; valutazione della capacità di una proposta di apportare delle riduzioni effettive e ragionevoli a questi oneri senza compromettere l’obiettivo politico della legislazione; trasmissione dei commenti e dei suggerimenti meritevoli di attenzione ai servizi della Commissione interessati o se del caso allo Stato membro interessato; risposta a ogni persona – fisica o giuridica – che fa una proposta e pubblicazione dei suggerimenti ricevuti, delle osservazioni supplementari e delle osservazioni ricevute dai servizi della Commissione o dello Stato membro interessato. La piattaforma, presieduta dal primo Vicepresidente della Commissione, è composta da due gruppi (art. 4), il “gruppo governativo”, composto da rappresentanti degli Stati membri i quali li individuano tra gli esperti ad alto livello della loro pubblica amministrazione, e il “gruppo degli stakeholders”, costituito al massimo di venti membri, due dei quali del Comitato Economico e Sociale Europeo e due del Comitato delle Regioni e i rimanenti da esponenti delle imprese, dei sindacati e delle organizzazioni della società civile con competenze specifiche nel campo dell’applicazione della legislazione dell’Unione. I membri della piattaforma rimarranno in carica fino al 31 ottobre 2019.

 

3. Utilizzo di strumenti migliori e più adeguati per politiche migliori. – Per quanto riguarda il “pilastro” degli strumenti da utilizzare per pervenire a politiche comunitarie migliori, innanzitutto l’agenda parla di un monitoraggio costante degli impatti più significativi delle politiche dal punto di vista economico, sociale e ambientale, siano essi positivi siano essi negativi. Questo anche perché l’orientamento complessivo deve tenere in considerazione gli obiettivi della Strategia Europa 2020 per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. Per questo la Commissione ha deciso di trasformare il Comitato per la valutazione d’impatto, in funzione dal 2006, in un Comitato indipendente per il controllo normativo, il quale, come spiegato nella scheda informativa preparata dalla stessa Commissione “avrà un presidente e sei membri. Questi ultimi saranno selezionati in maniera trasparente e per la prima volta tre di essi non saranno funzionari dell’UE onde garantire le migliori competenze possibili per valutare la metodologia basata sulle migliori prassi di valutazione ex ante e ex post delle ripercussioni sociali, ambientali o economiche. Tutti i membri del comitato saranno selezionati mediante procedure di selezione rigorose e obiettive, sulla base delle loro competenze”.

L’altro grande strumento da predisporre e rendere operativo per legiferare meglio è un nuovo accordo interistituzionale tra Commissione, PE e Consiglio, tant’è vero che tra le 23 priorità indicate nel suo programma di lavoro per il 2015 la Commissione vi faceva esplicito riferimento [COM(2014) 910 final, Allegato 1]. Lo scopo è quello di superare il precedente accordo del dicembre 2003 (2003/C 321/01), aggiornamento quanto mai necessario, tra l’altro, per le novità apportate all’impianto istituzionale e al processo decisionale dell’Unione Europea dal Trattato di Lisbona, il quale ha attribuito maggiori poteri e prerogative al PE. La Commissione è consapevole del fatto che per legiferare meglio non basta il suo sforzo, ma è indispensabile il lavoro comune e sinergico con tutte le istituzioni dell’Unione e in particolare con il PE e il Consiglio, data la loro titolarità della procedura legislativa ordinaria. Con l’adozione di questa agenda la Commissione formula ufficialmente al PE e al Consiglio la proposta di un nuovo accordo interistituzionale per legiferare meglio da concludere entro la fine del 2015 [COM(2015) 216 final]. Tale proposta intende mettere al centro diversi aspetti che insieme contribuiscono a raggiungere l’obiettivo di una migliore legiferazione, ossia: un impegno comune per il programma REFIT; una valutazione d’impatto lungo tutto il processo legislativo; la ricerca di una maggiore trasparenza e partecipazione; un monitoraggio continuo dell’efficacia della regolamentazione dell’UE e valutazioni più rigorose; una pianificazione annuale e pluriennale coordinata, compresa una consultazione sul programma di lavoro della Commissione; una migliore formulazione delle norme europee affinché siano corrette, comprensibili, chiare e coerenti in modo che tutti capiscano i loro diritti e doveri; una maggiore trasparenza e apertura sui negoziati trilaterali (il c.d. “trialogo”); sforzi congiunti per ridurre un ingiustificato “gold-plating” (sovraregolamentazione) della normativa dell’UE da parte degli Stati membri, il quale potrebbe arrecare danni tangibili ai cittadini e soprattutto alle imprese (in particolare micro, piccole e medie) e in generale alle iniziative economiche e produttive dei privati.

 

NOTE

[1] Il programma, incentrato su dieci settori strategici e, per dirla alla Juncker “sugli ambiti in cui l’Unione europea è davvero in grado di fare la differenza” (p. 3), è stato denominato Orientamenti politici per la prossima Commissione europea. Un nuovo inizio per l’Europa. Il mio programma per l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento democratico ed è stato illustrato il 15 luglio 2014 al PE riunito in seduta plenaria e da poco rinnovato con le elezioni europee del maggio dello stesso anno.

[2] Il ciclo di vita di una proposta, con relative tabelle di marcia e inizio delle valutazioni d’impatto, sarà reso pubblico e fatto circolare tramite un sistema di allarme automatizzato che può essere attivato compilando il modulo online presente ai seguenti siti web: https://webgate.ec.europa.eu/notifications/homePage.do; http://ec.europa.eu/transparencyregister/public/homePage.do.

[3] Il sito web ufficiale di questo strumento è il seguente: http://ec.europa.eu/smart-regulation/refit/simplification/consultation/consultation_en.htm#up

[4] Il portale web ufficiale dell’ICE è il seguente: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome. Per una prima e generale analisi sull’analisi dello strumento e sullo stato dell’arte si rimanda a una precedente nota pubblicata su questo stesso portale http://www.europeiunite.eu/aree-tematiche/liniziativa-dei-cittadini-europei-stato-dellarte-su-questo-nuovo-strumento-di-democrazia-partecipativa-sopranazionale-20-04-2015/

Luigi D’Ettorre

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