La Commissione adotta il programma di lavoro per 2016: l’imperativo è realizzare dieci priorità (07.11.2015)

Il 27 ottobre 2015 la Commissione ha adottato il suo programma di lavoro per il 2016 (COM(2015) 610 final) che sarà impostato sulle dieci priorità indicate negli orientamenti politici di J.-C. Juncker – Un nuovo inizio per l’Europa. Il mio programma per l’occupazione, la crescita, l’equità e il cambiamento democratico – e presentati al Parlamento europeo (PE) il 15 luglio 2014 da candidato alla carica di presidente della Commissione. Queste priorità, poi, furono ribadite nella lettera di intenti scritta dal presidente e dal vicepresidente della Commissione ai presidenti del PE e del Consiglio e presentata in concomitanza con il discorso sullo stato dell’Unione di Juncker del 9 settembre 2015, il quale ha dato l’avvio ufficiale alla stesura del programma di lavoro della Commissione per il 2016. Il documento pone l’enfasi su alcuni approcci di fondo che dovrebbero guidare nel futuro la Commissione e tutte le istituzioni dell’UE, come ad esempio la necessità di «to do different things and to do things differently» e garantire il pieno coinvolgimento dell’Unione nelle questioni rilevanti, astenendosi dall’intervenire in quelle di minore entità dove non è richiesta un’azione comune dell’UE («being big on the big things, and better in how we deliver them; and remaining small and modest on small things which do not require common EU action»). Da questo punto di vista cita alcuni casi ritenuti particolarmente positivi già attuati che dovrebbero fungere da esempio per il futuro ossia la velocità con cui il PE e il Consiglio hanno approvato le proposte della Commissione relative al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), alla modifica del bilancio dell’UE per il 2015 allo scopo di rafforzare il sostegno finanziario per fronteggiare la crisi dei rifugiati, al pacchetto di aiuti di 35 miliardi EUR per l’occupazione e la crescita in Grecia e alle decisioni sull’emergenza relativa alla ricollocazione, all’interno dell’Unione, dei rifugiati che necessitano di protezione internazionale.

Le dieci priorità del programma di lavoro per il 2016 sono: 1. Il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti; 2. Un mercato unico del digitale connesso; 3. Un’Unione dell’energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici; 4. Un mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida; 5. Un’Unione economica e monetaria più profonda e più equa; 6. Un accordo realistico e equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti; 7. Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia; 8. Verso una nuova politica della migrazione; 9. Un ruolo più incisivo a livello mondiale; 10. Un’Unione di cambiamento democratico.
Queste priorità saranno realizzate attraverso 23 nuove iniziative articolate nel seguente modo: per la prima priorità – Il rilancio dell’occupazione, della crescita e degli investimenti – la nuova agenda delle competenze, della formazione e del riconoscimento dei titoli; nuove opportunità per i genitori lavoratori, puntando anche a una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro; un pacchetto per l’economia circolare con relativo piano d’azione che massimizzi l’efficienza nell’uso delle risorse e copra l’intera catena del valore (produzione, consumo e gestione dei rifiuti sostenibili); la revisione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020; un approccio rinnovato per garantire crescita economica e sostenibilità sociale e ambientale nell’Unione, tenendo in considerazione la revisione della strategia Europa 2020 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La priorità sul mercato unico del digitale connesso dovrà essere concretizzata dall’attuazione della strategia per il mercato unico digitale delineata nel maggio di quest’anno, mentre già a dicembre la Commissione presenterà la sua visione per un approccio diverso al diritto d’autore e presenterà delle proposte sui diritti contrattuali digitali. Nel 2016, invece, saranno adottate misure sul libero flusso di dati, l’IVA per il commercio elettronico, la protezione dei dati e la sicurezza delle reti e dell’informazione.
La priorità connessa all’Unione dell’energia resiliente dovrà essere attuata dal pacchetto sull’Unione dell’energia che riguarda le tematiche della sicurezza dell’approvvigionamento energetico, dell’approvvigionamento del gas, della decarbonizzazione, della silvicoltura, delle fonti rinnovabili, della struttura del mercato dell’energia elettrica.
La priorità sul mercato interno più profondo e più equo con una base industriale più solida, dal punto di vista del numero delle nuove azioni e della gamma di materie coperte, è la più articolata e complessa e consiste di diverse azioni quali il pacchetto mobilità del lavoro, il follow-up della strategia sul mercato unico, il piano d’azione europeo per la difesa, il piano d’azione sull’IVA, il pacchetto fiscale sulle aziende, la strategia spaziale per l’Europa. Il tutto va inquadrato nell’ottica della valorizzazione delle aziende start-up e delle piccole e medie imprese, il loro accesso al credito e il miglioramento dell’innovazione e delle ricerca.
Le priorità sull’Unione economica e monetaria più profonda e più equa sono lo sviluppo del pilastro dei diritti sociali, per fare in modo che si colmino i vuoti della legislazione esistente e ci sia una graduale ma crescente convergenza dell’occupazione e delle prestazioni sociali, e il completamento dell’Unione bancaria con l’importante dimensione del sistema europeo di assicurazione dei depositi bancari. Un accordo realistico e equilibrato di libero scambio con gli Stati Uniti, cioè il TTIP, potrà essere più facilmente stipulato se si eseguirà un efficace e puntuale follow-up della strategia sul commercio e gli investimenti e in tal senso la Commissione garantisce il massimo dell’impegno nel negoziato con Washington. La Commissione ha anche in programma di rafforzare la cooperazione con la regione dell’Asia e del Pacifico, ad esempio attraverso l’accordo di libero scambio UE-Giappone e l’accordo per gli investimenti UE-Cina, ma anche la richiesta dell’autorizzazione per negoziare accordi di libero scambio con l’Australia e la Nuova Zelanda così come l’apertura di negoziati per la costituzione di aree di libero scambio con le Filippine e con l’Indonesia, non dimenticando di aggiornare alcuni degli accordi esistenti alla luce delle nuove realtà economiche, anche con Paesi come Turchia, Messico e Cile.
La priorità sullo spazio di giustizia e di diritti fondamentali prevede l’azione sull’attuazione dell’agenda europea sulla sicurezza, tra cui la proposta di modifica della decisione quadro sul terrorismo, il miglioramento delle norme sulle armi da fuoco e una proposta sulla lotta contro la frode e la falsificazione relative ai mezzi di pagamento scritturali. Inoltre il 2016 sarà l’anno decisivo per l’istituzione della Procura europea (prevista dall’art. 86 TFUE), per la riforma di Europol e per la prosecuzione del lavoro di adesione dell’UE alla CEDU, tenendo conto del parere della Corte di giustizia.
L’ambizione di dotarsi di una nuova politica della migrazione si baserà su due grandi capitoli, un pacchetto per la gestione delle frontiere e una migliore gestione dei flussi migratori, quest’ultima attraverso due dimensioni, la migrazione legale (che vedrà l’elaborazione di una propria specifica comunicazione della Commissione e ulteriori provvedimenti legislativi, tra cui l’estensione dell’approccio della c.d. “Carta Blu”) e la questione dei richiedenti asilo e dei rifugiati (sarà formulata una proposta per un sistema strutturato relativo al reinsediamento dei rifugiati e si dovrà procedere alla revisione del sistema di Dublino). Per quanto riguarda il rafforzamento della proiezione esterna e del ruolo internazionale dell’Unione le azioni dovranno concentrarsi: a) sul quadro che emergerà e quello in seguito si dovrà sviluppare alla scadenza degli accordi di Cotonou che regolano i rapporti tra l’Unione e i Paesi e le regioni dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP); b) sulla costruzione di capacità nel settore della sicurezza, anche con riferimento ai Paesi terzi, nell’ottica che un mondo più sicuro e stabile è (o dovrebbe essere) garanzia di un’Europa più sicura; c) sul contributo della Commissione alla Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza sotto la responsabilità dell’Alto rappresentante. In tutto questo la Commissione garantirà gli sforzi necessari per fronteggiare le crisi più preoccupanti per la sicurezza dell’Europa, come la guerra in Siria, la crisi in Ucraina, il conflitto in Libia e lo farà in piena collaborazione con gli attori internazionali, a partire da quelli più esposti come ONU e OSCE. Inoltre continuerà e sarà ulteriormente rafforzata la partnership con i Paesi candidati all’adesione con un’attenzione particolare verso un attore strategico come la Turchia e in questo, anche con riferimento ai Paesi del vicinato orientale e meridionale, sarà centrale uno strumento con la nuova Politica europea di vicinato.
Infine, l’ultima priorità sull’Unione di cambiamento democratico prevede la conclusione di un accordo interistituzionale tra Commissione, PE e Consiglio sull’istituzione di un registro per la trasparenza obbligatorio che serva ad aumentare la trasparenza e la responsabilità nel processo decisionale dell’UE con particolare riferimento all’intervento delle lobbies e dei rappresentanti dei portatori di interessi e dei gruppi di pressione che tentano di influenzare l’elaborazione e l’adozione delle politiche in una qualsiasi delle tre istituzioni.

Per concludere, nel quadro di una leale ed efficace cooperazione interistituzionale con PE e Consiglio, la Commissione ha deciso di varare anche 40 azioni REFIT, ossia quelle azioni facenti parte del programma della Commissione per valutare l’idoneità normativa e le prestazioni del processo decisionale dell’UE per renderlo più semplice, snello, trasparente e partecipato, riducendo i costi senza compromettere gli obiettivi politici. Inoltre la Commissione ha deciso di ritirare o modificare alcune proposte pendenti. I ritiri sono dovuti a motivi diversi, prevalentemente l’obsolescenza, le proposte sono molto datate e ora non è previsto nessun accordo, i negoziati hanno portato ad un progetto di testo che ha totalmente snaturato la sostanza della proposta iniziale della Commissione, una proposta è stata sostituita da un’altra.

Luigi D’Ettorre

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